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Cardiochirurgia al nuovo ospedale, Battistini e Pastorino ci credono

I consiglieri: "Basta col privato se il pubblico può stare in campo con un’offerta adeguata e soprattutto credibile".

Cardiochirurgia al nuovo ospedale, Battistini e Pastorino ci credono

La Spezia - Un reparto di cardiochirurgia nel nuovo ospedale del Felettino: un progetto realizzabile, per dare un’identità al prossimo ospedale spezzino e dotarlo di servizi realmente utili per la comunità. Lo pensano i consiglieri regionali di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino e Francesco Battistini, che spiegano i passaggi nodali di un’ipotesi che secondo loro ha tutti i numeri per diventare realtà. «Perché demandare al privato specialità sanitarie che il pubblico potrebbe gestire benissimo? È il caso della convezione che la regione ha stipulato con l’istituto ICLAS Villa Azzurra di Rapallo, che si occupa di diagnosi e interventi cardiochirurgici ma anche di riabilitazione post interventistica – si interrogano Pastorino e Battistini, che lanciano la sfida -. Noi pensiamo che ci siano i margini per affiancare all’IRCCS San Martino una nuova struttura pubblica di cardiochirurgia in Liguria. Quindi basta col privato, se il pubblico può stare in campo con un’offerta adeguata e soprattutto credibile».

«Tutto ciò è confermato dal bacino d’utenza complessivo della regione, e la nuova convenzione di ASL5 con i privati di Villa Azzurra lo dimostra ampiamente. Lo scenario definito nel piano sanitario regionale nega l’ipotesi-cardiochirurgia a La Spezia sostenendo la mancanza dei numeri fissati dal decreto Balduzzi. Nel merito, l’assessore Viale non ha avanzato alcuna soluzione: semplicemente, su ASL5 ha applicato rigidamente la normativa, a differenza di altri territori. E soprattutto con evidenti deroghe per le strutture private – commentano Pastorino e Battistini -. Leggiamo i dati su cui si basa la convenzione: nel 2013 si registravano circa 1400 prestazioni di cardiochirurgia, per un totale di spessa di circa 25 milioni di Euro. Di queste prestazioni, sul territorio ligure, ne sono state fornite circa 600 dal San Martino e attorno alle 300 dall’istituto ICLAS, per un valore di spesa superiore ai 15 milioni di Euro, mentre le restanti sono state erogate fuori regione. Circa 500 prestazioni in un anno sono fuggite dalla Liguria, per un valore vicino ai 10 milioni di euro».

«Altra domanda: perché al privato non si applica il decreto Balduzzi sui bacini di utenza? ICLAS insiste sul bacino di ASL4, ben inferiore alla soglia minima dei 600 mila abitanti per attivare una cardiochirurgia sicura ed economicamente sostenibile. Quindi, stando al decreto ministeriale, la cardiochirurgia di Villa Azzurra non dovrebbe esistere, come del resto si afferma non possa esistere un DEA di II livello a La Spezia. Ma ecco svelato l’espediente: Villa Azzurra viene utilizzata come “asso pigliatutto” da tutta la regione – evidenziano Pastorino e Battistini -. La convenzione fra regione e ICLAS ha un tetto di spesa di 10 milioni per la cardiochirurgia, con una produzione annua di almeno 450 prestazioni. Semplificando, i numeri forniscono la soluzione: se portassimo la cardiochirurgia al Nuovo Felettino, in affiancamento al San Martino, si produrrebbero risparmi, efficienza e soddisfazione per le esigenze del territorio. Non solo per gli spezzini ma per tutta la Liguria. La sfida su cui intendiamo procedere: riportare nel nostro sistema sanitario pubblico questi numeri ingenti. Per farlo procederemo prima con un accesso agli atti dettagliato per valutare la situazione degli ultimi anni, e poi presentando una mozione mirata che impegni la giunta in tal senso. Mantenere una sanità pubblica efficiente: i numeri ci dicono che è possibile. Facciamolo».

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