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Caratozzolo: "Tre interrogazioni e nessuna risposta concreta su tpl e comunicazione"

Caratozzolo: "Tre interrogazioni e nessuna risposta concreta su tpl e comunicazione"

La Spezia - Riprendo ben volentieri il “mugugno” della mia collega Dina Nobili riguardo al modo “da deboli di udito” con cui molti dei nostri amministratori, sindaco in testa, rispondono alle nostre interrogazioni.
Ho chiesto, durante l’emergenza Covid all’assessore Casati se non riteneva alla luce del distanziamento sociale imposto dalla emergenza Covid che imponeva alla azienda Atc di far viaggiare i propri mezzi con molti sedili vuoti, determinando grave disagio ai cittadini che li utilizzano nelle zone centrali, lontane dai capolinea, visto che quando i mezzi arrivavano in centro spesso non erano più in grado di far salire nessuno specie sulle linee circolari che sono ovviamente quelle che spesso erano già piene alla partenza…
E mi sento rispondere… "l'azienda ha attivato una serie di interventi sul servizio, prima di tutto a protezione degli autisti, dotandoli dei dispositivi (mascherine e detergenti), dei dispositivi di separazione tra l’autista ed il resto dell’autobus: è stato deciso di chiudere la porta anteriore e consentire la salita degli utenti dalle sole porte centrali e posteriori". E poi altre affermazioni su Fincantieri per cui "sono state attivate corse bis"… Ma io avevo chiesto rispetto alla signora che deve andare da Corso Cavour a Via Prosperi e che si vede passare tre volte la Linea 1 già piena… Cosa pensavano di fare? Non mi sembrava molto complicata come domanda.

Altra: chiedo al sindaco a cosa serviranno i quasi 10.000 euro stanziati con Determina Dirigenziale per 8 spot su Primocanale, giustificati laconicamente come legati alla “emergenza Covid” (in chiave futura evidentemente… perché tra gli assessori abbiamo Otelma come è noto).
Chiedo quindi, visto che non lo vedo allegato alla determina un “piano editoriale.
Il piano editoriale È un documento che delinea e pianifica i contenuti da pubblicare per raggiungere i propri obiettivi, quindi le tematiche, e quanto ad esse collegato.
Chiedo anche se nella scelta avvenuta per assegnazione diretta perché sotto i 40.000 euro si sia tenuto conto degli indici di ascolto rispetto ad altre Televisioni locali e se erano pervenute altre offerte.
Mi si risponde inviandomi una generica offerta commerciale di Primo canale che propone la realizzazione e la diffusione anche in diretta di 8 video di carattere culturale, sociale, promozionale legata al Comune della Spezia (1 video da tot. minuti costa tot… quindi 8 video costeranno tot.)
In effetti forse il “piano editoriale” andava concordato tra Comune e televisione prima di stanziare i soldi pubblici.
Quindi mi si comunica quanto sia stato dato in denaro nel tempo ad altre Tv locali dalla precedente amministrazione (ma che mi frega… io voglio sapere cosa avviene oggi e non cosa succedeva a Spezia ai tempi del colera…).

Altra interrogazione: riguarda lo stanziamento ancora di soldi pubblici (altri 10.492 euro) alla società “Multimedia”, anche in questo caso citando tra le motivazioni la solita immancabile emergenza Covid. Multimedia dovrebbe curare l’immagine del Comune della Spezia sui canali Social per un “progetto di Comunicazione Integrata proposto da Multimedia srls che opererà in sinergia e con il coordinamento del C.d.R. comunicazione”, A tale società negli anni passati a titolo “sperimentale” ne avevamo gia dati 13.500.
Erano i giorni in cui sui social si sprecavano i commenti tra lo stupefatto, l’ironico e l’indignato per un video palesemente fatto in casa denominato “Vivere”.
Molti ricorderanno l’episodio che risale a Maggio perché finì anche sui giornali.
Chiedo dunque se qualcuno avesse visionato il Video in questione, se il Sindaco o chi per lui avesse autorizzato la pubblicazione del video, chi insomma avesse deciso e caricato materialmente il files e se “Mulitimedia” ne fosse al corrente.
Mi si risponde con un report relativo a quanti hanno veduto il video.

Insomma davvero in questo Comune se un consigliere chiede com’è il tempo, gli si risponde che sono le cinque!

Massimo Baldino Caratozzolo
(PD)

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