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Caporalato, i sindacati chiedono l'aiuto delle imprese

I rappresentanti delle sigle spezzine in commissione consiliare hanno chiesto al mondo economico e al territorio di lavorare all'unisono per limitare l'espansione di un fenomeno disgustoso.

Argini
Caporalato, i sindacati chiedono l'aiuto delle imprese

La Spezia - Lo sfruttamento dei lavoratori che svolgono le mansioni più umili è stato il tema centrale della seduta della commissione Affari costituzionali e Rapporti con enti e autorità che si è svolta nel pomeriggio in videoconferenza.
I lavori, presieduti dal presidente Simone Vatteroni, si sono concentrati sull'ascolto dell'opinione dei sindacati presenti in forze in audizione: per la Cgil erano presenti la segretaria provinciale Lara Ghiglione e il segretario Fiom Mattia Tivegna, per la Cisl il segretario generale Antonio Carro e la segretaria Femca Cisl Ilaria Delcaldo, mentre per la Uiltec provinciale e ligure è intervenuto il segretario Salvatore Balestrino e per la Feneal Uil ha preso la parola il numero uno regionale Riccardo Badi.

Tutto ha preso le mosse dalla richiesta di convocazione della commissione da parte di Marco Raffaelli, che si è domandato come sia stato possibile arrivare all'emersione di episodi di sfruttamento e caporalato in alcuni cantieri nautici e navali spezzini che si trovano al momento al vaglio della magistratura.
"Raramente - ha esordito Ghiglione - queste categorie di lavoratori denunciano certe vessazioni. Purtroppo sono facilmente ricattabili a causa della necessità di rinnovare il permesso di soggiorno. Inoltre le aziende che vogliono infrangere la legge talvolta trovano il sostegno tecnico di professionisti conniventi. Si tratta di fenomeni che vengono portati avanti con meccanismi propri della criminalità organizzata, pertanto servono intercettazioni e pedinamenti per riuscire a dimostrare il mancato rispetto delle leggi. Questi fatti danneggiano l'economia sana del territorio, anche facendo concorrenza sleale con un costo del lavoro inferiore e con il riciclo di somme di denaro".
Per Carro "nel mondo degli appalti e dei subappalti c'è talvolta una filiera troppo lunga, che rende difficile controllare le condizioni lavorative e il rispetto delle regole di mercato. Recentemente abbiamo chiesto durante gli stati generali di fare matching tra le aziende e i sindacati per poter controllare meglio. Servono progetti di formazione anche per i lavoratori, soprattutto in questo settore che sta dimostrando una sostanziale tenuta, nonostante la pandemia".
Si è dichiarato sorpreso per quanto venuto a galla nelle scorse settimane Balestrino: "Ho seguito molte vertenze, ma mai mi ero trovato di fronte a un caso come questo. Eravamo abituati a sentire parlare di caporalato in agricoltura e in edilizia, ma abbiamo appreso dell'esistenza di questo fenomeno anche in città. Non appena questo è avvenuto ci siamo rimboccati le maniche per restituire il maltolto ai lavoratori e per consentire loro di portare avanti una vita lavorativa dignitosa. Contestualmente abbiamo incontrato la prefettura per capire cosa poter fare sul territorio".

La commissari Patrizia Saccone ha ricordato il Tavolo per il contrasto al caporalato istituito dal governo, ma ha chiesto che si cambia sistema: "Basta con le società che forniscono solo personale. Serve una normativa nazionale in tal senso".
Dal canto suo Fabio Cenerini ha puntato il dito contro il fatto che certe dinamiche fossero note a tutti già prima che se ne leggesse sulle pagine della cronaca nera locale. "Mi sembra che il problema sia simile a quello noto in agricoltura, con maestranze che lavorano per cifre irrisorie. Poi per forza gli italiani non vogliono andare a svolgere le stesse mansioni a quei prezzi euro. Al contempo - ha aggiunto - dubito che davvero i vertici dei cantieri non sapessero nulla...".
"La questione era chiacchierata - ha confermato per quanto di sua conoscenza Massimo Caratozzolo - e si vedevano i pullman pieni di lavoratori per e da i cantieri al mattino ealla sera".
"La legge sul caporalato è uno strumento che consente di intervenire?", ha domandato Guido Melley.

Per i sindacati ha ripreso la parola Badi: "Quando i controlli arriva a farli la Guardia di finanza nell'ambito di un'inchiesta vuol dire che qualcosa è andato storto prima. Ma purtroppo non è facile controllare, né portare le vittime di questi soprusi a denunciare".
Ghiglione ha puntato il dito contro il "potere economico" che alimenta determinate logiche, sottolineando come nel mondo privato ci siano paletti meno stringenti rispetto a quanto accade nel mondo degli appalti nel settore pubblico.
"Bisogna mettere a sistema le grandi imprese, le piccole e il territorio - ha ribadito Carro -. Ci sono esempi positivi di questa sinergia, a partire da comparto della formazione. Dobbiamo provare a creare appalti di qualità anche così, anche considerando che c'è un tema doppio, quello della prevenzione e quello della repressione.
"Insieme si possono ottenere importanti risultati", ha chiosato Balestrino, prima che la commissione venisse aggiornata alla prossima audizione sul tema, forse con la Guardia di finanza.

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