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Caos in consiglio, nel mirino Cenerini: "Vergogna! A casa!" | Foto

Il presidio sotto Palazzo civico approda in Sala consiglio, ma lo striscione esposto viene sequestrato dalla Municipale. Presentata una mozione urgente sul tema.

Cori in sala consiglio
Caos in consiglio, nel mirino Cenerini: "Vergogna! A casa!"

La Spezia - Una cinquantina di persone si è radunata questa sera sotto Palazzo civico per chiedere le dimissioni del consigliere comunale Fabio Cenerini, autore su Facebook di un post (leggi qui) dal quale hanno preso le distanze il sindaco Pierluigi Peracchini, l'assessore regionale Giacomo Giampedrone, l'onorevole Manuela Gagliardi e una parte della stessa maggioranza.

"Cenerini dimissioni" e "Basta propaganda razzista sui nostri corpi", questi i messaggi degli striscioni esposti dai partecipanti al presidio, saliti con ordine sino al primo piano del Comune per manifestare la propria posizione anche in Sala consiglio. Pochi istanti e lo striscione disteso è stato prelevato dalla Polizia municipale su indicazione del presidente Giulio Guerri mentre veniva dato il via al coro "Cenerini, dimissioni", ripetuto in loop per alcuni minuti, e seguito da bordate di "Vergogna!" e "A casa!".

"Siamo qua - ha dichiarato Jacopo Ricciardi, membro della segreteria regionale di Rifondazione comunista e promotore della petizione contro Cenerini - per chiedere le dimissioni del consigliere comunale. È un atto dovuto, di rispetto ai cittadini dopo una dichiarazione gravissima. E non è la prima. L'unica cosa sarebbe rassegnare le dimissioni senza fare sparate sulle preferenze ottenute. Prendiamo atto della posizione del sindaco, che è da 5,5: va bene, ma poteva redarguirlo di più. È la prima volta che un sindaco prende le distanze da un capogruppo della sua maggioranza. E non solo lui è stato crotico...".
"Siamo contro la strumentalizzazione del corpo femminile nella propaganda politica", hanno ribadito le ragazze del coordinamento Non una di meno.

Nel corso del pomeriggio Cenerini, capogruppo della lista Toti - Forza Italia, ha incassato il sostegno social di Maurizio Gasparri, che ha commentato in calce al post incriminato: "Bravo Fabio, siamo nemici dei razzisti ma anche dei razzisti....al contrario, che sembrano ostili alla nostra cultura e anche alla nostra memoria. Ricordare Pamela non è un diritto, ma un dovere di tutti noi. Oppure parlare di una ragazza massacrata è indice di 'razzismo'?".

Un intervento che non a modificato in alcun modo l'opinione dei gruppi di minoranza e di quanti hanno sottoscritto su Change.org la raccolta firme per chiedere le dimissioni del capogruppo azzurro, come dimostra la partecipazione al presidio di questa sera è la successiva presentazione di una mozione urgente da parte della minoranza.

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