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Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Settembre - ore 21.16

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Canale: "Più spazi per usi civili che per quelli militari"

Intervista alla candidata all'uninominale di Liberi e uguali per il Senato. Ecco quali sono i punti centrali del suo programma e quali le sue opinioni sui temi del momento.

Le dieci domande di CDS
Canale: "Più spazi per usi civili che per quelli militari"

La Spezia - Nata a Genova, coniugata, bilingue, laureata in Giurisprudenza, ex allieva dell'Ecole Nationale d'Administration di Parigi, Laura Canale ha svolto per 36 anni servizio pubblico come responsabile di programmi e progetti Europei in Regione Liguria, occupandosi di gestione, valutazione, monitoraggio, istruttoria in ambito internazionale, di formazione di molti giovani, amministrativi e amministratori, in aula, attraverso scritti di divulgazione e motori di ricerca sui temi europei di interesse di cittadini, imprese e enti locali. Nelle scorse settimane ha accettato di correre alle prossime elezioni come candidata nel collegio uninominale per il Senato.
Oggi fondatrice e presidente della Cooperativa di Comunità Officine del Levante, con sede a Levanto, dove risiede, per organizzare partecipazione e cittadinanza attiva, corrispondere ai fabbisogni dei cittadini, su temi quali il recupero di terre incolte, efficientamento energetico, progettazione, eventi culturali, turismo esperenziale, valorizzazione delle produzioni locali, salvaguardia delle valli.
Ecco le risposte di Canale alle 10 domande di CDS.

Quali sono le ragioni che l'hanno spinta a candidarsi per questa tornata elettorale? Quali impegni si sente di assumere nei confronti degli elettori?
"In ragione del rispetto del ruolo di dirigente nella pubblica amministrazione non ho mai aderito a partiti politici. Una volta in pensione mi sono iscritta a Possibile prima e poi ho scelto Liberi e uguali, avendo trovato i valori, la serietà, le competenze nei programmi, nelle attività quotidiane e nei compagni di percorso, elettorale e futuro. L'impegno personale consiste nel continuare ad esercitare le competenze e l'esperienza acquisita con serietà con l'unico forte vincolo di mandato nei confronti del territorio ligure, in particolare migliorando le performance programmatorie e progettuali per gli investimenti pubblici, specie se finanziati dall'Unione europea".

In che cosa il programma nazionale del suo partito e delle sua coalizione possono incidere sulla vita degli abitanti della provincia della Spezia?
"Su molti punti, tutti volti a intervenire contro le diseguaglianze sul lavoro, nella formazione a scuola, sulla protezione del paesaggio e dell'ambiente, sulla sostenibilità delle attività produttive e umane, sui diritti civili, sulle innovazioni che non tradiscano le tradizioni, sulla valorizzazione delle produzioni locali, su un turismo esperienziale fondato sulle peculiarità dell'intero territorio e non solo su una parte, e rispettoso delle sue fragilità".

La campagna elettorale sino a ora si è svolta prevalentemente nei salotti dei talk show delle tv nazionali e negli incontri faccia a faccia, tra volantinaggi, gazebo ed eventi sul territorio. Non si è assistito al confronto tra i candidati locali sul merito delle questioni. E' il sintomo della convinzione che i giochi si facciano altrove?
"Temo di sì. Ma il rispetto e l'ammirazione va a tutti i volontari che hanno contattato le persone, ascoltando, parlando del programma, organizzando gli incontri con i candidati che hanno cercato di presenziare in tutti i comuni e frazioni di un collegio vastissimo".

L'agenda politica è stata caratterizzata per lungo tempo dalle questioni relative all'immigrazione, alla sicurezza e all'antifascismo scaturite dai fatti di Macerata. Qual è la sua opinione in merito?
"Occorrerebbe basare i ragionamenti e le decisioni sui dati e sui fatti certificati, in particolare per la sicurezza, avendo bene in mente che chi fugge da guerre e povertà deve essere aiutato. Incomprensibile il numero esiguo di corridoi umanitari fondati su immigrazioni regolari, che eviterebbero il dramma enorme dei morti in mare. Il numero degli immigrati non è insostenibilmente eccessivo: bisognerebbe però che tutti gli ottomila Comuni ripartissero l'accoglienza civile e, ancor prima, che l'accoglienza fosse ripartita con la volontà positiva di tutti gli Stati membri dell'Unione Europea. Quanto ai fascismi, gli accadimenti ultimi non sono rassicuranti: non si tratta di opinioni ma di attività contrarie alla nostra Costituzione. Guardia alta e nessuna sottovalutazione".

Ritiene necessaria la realizzazione di un quarto lotto per la Variante Aurelia? E sul rigassificatore di Panigaglia che opinione ha: impianto da smantellare o sito strategico da mantenere e rendere più efficiente per le sfide energetiche e del futuro della navigazione?
"Questo tipo di investimento pubblico dovrebbe essere preceduto sempre da attenta valutazione sia sull'impatto ambientale, che su quello strategico ed economico. La sensazione è che ciò non sia sempre accaduto correttamente".

Nel rapporto tra Marina militare e città pesano non poco le decisioni prese a livello ministeriale. Quale disegno ha in mente per la base navale e l'arsenale?
"Il loro utilizzo, graduale, maggiormente a fini civili rispetto ai militari".

Il lavoro, uno dei temi più sentiti dalla popolazione. Quale ricetta per il territorio spezzino e quale contributo lei potrebbe dare da Roma in questo senso?
"Il piano verde nazionale, parte fondamentale del programma di Liberi e Uguali, detta i principi per aumentare l'occupazione e il lavoro sui temi dell'economia verde e blu per le migliaia di piccole opere indispensabili contro il dissesto, il rischio di inondazioni e sismico, la manutenzione degli edifici pubblici, specie scolastici, e privati".

Analisti e addetti ai lavori ritengono probabile la necessità di un accordo post elettorale per la creazione di un governo. Se il suo partito fosse coinvolto nella decisione di andare al governo con forze politiche che al momento sono vostre avversarie quale posizione terrebbe?
"Eventuale appoggio esterno sulla base del nostro programma, ma solo su obiettivi condivisi, non su larghe intese che accentuino le diseguaglianze e le attività non compatibili con la Costituzione. No flat tax, no discriminazioni razziali, no arresto della prosecuzione sul cammino del riconoscimento dei diritti civili, no bonus a titolo meramente esemplificativo".

L'Italia, l'Europa e l'euro. Dentro o fuori? E a quali condizioni?
"L'Unione Europea oggi non è un'entità autonoma, può fare solo e esclusivamente quello che i governi degli Stati membri l'autorizzano a fare. Quindi serve, e urge, una riforma, democratica e condivisa: le proposte già elaborate da Macron, Juncker e Prodi devono essere discusse e condivise. I problemi dell'euro in Italia derivano dall'applicazione non governata al commercio e al quotidiano".

Buona parte del dibattito politico affronta temi poco sentiti dalle nuove generazioni. Convinca una giovane neolaureata a rimanere in Italia.
"Se reduce da un percorso in materie scientifiche: una seria valutazione da parte di un giurì scientifico fondata esclusivamente sul curriculum e sulle motivazioni, una retribuzione equa e congrua, con valutazioni periodiche fondate sui risultati. Se laureata in materie letterarie o culturali: una seria valutazione da parte di un giurì di alto livello artistico, associando la competenza curriculare con la capacità di elaborare, realizzare e gestire progetti corrispondenti a fabbisogni dei territori. Valutazioni periodiche e retribuzione equa e congrua".

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