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Ultimo aggiornamento: Giovedì 08 Dicembre - ore 21.01

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Calderoli: "Quando Renzi parla il no guadagna terreno"

Il comitato "La Liguria dice no" ha chiuso la campagna al centro allende con l'ex ministro delle Riforme istituzionali e il presidente della Regione, Giovanni Toti. Giampedrone e Rixi su posizioni diverse rispetto al ruolo di Ncd-Ap alle Comunali.

Calderoli: `Quando Renzi parla il no guadagna terreno`
La Spezia - Ieri Roberto Giachetti, oggi Giovanni Toti e Roberto Calderoli, dopodomani Andrea Orlando e Gianni Cuperlo. Il Centro Allende è il palcoscenico prediletto di questi ultimi giorni di campagna referendaria. I discorsi sono quasi sempre i soliti, a ruoli invertiti. E dopo mesi e mesi di comizi non potrebbe essere altrimenti. A ribadire i concetti per il no, come detto, oggi pomeriggio si è presentato il presidente della Regione Liguria, con l'ex ministro delle Riforme istituzionali Calderoli e mezza giunta regionale: da Ilaria Cavo a Giacomo Giampedrone, da Sonia Viale a Edoardo Rixi, Forza Italia e Lega sono rappresentate in forze. E a fare gli onori di casa, di fronte a una platea di circa 200 persone comprendente buona parte dei sindaci di centrodestra dello Spezzino, il segretario provinciale del Carroccio, Fabrizio Zanicotti.

"Renzi con questa riforma cerca la legittimazione postuma ai 1.000 giorni di pessimo governo che ci ha propinato - attacca Toti -. Facciamo un ultimo sforzo, ricordiamo a tutti che non c'è quorum, e bisogna andare alle urne e mettere la croce sul no. Questa proposta è una frana verso il passato rovinosa: ci riporta a prima degli anni '70. Abbiamo impiegato 50 anni a far partire le Regioni, e ora si vuole ritornare indietro. La politica è lontana dai cittadini e con il pasticcio che Renzi vuole propinare agli italiani la allontaniamo ancora di più. Peraltro senza risolve un problema, quello dei costi, che tutti condividiamo". E a questo punto Toti fa i conti in tasca all'ex sindaco di Firenze: "Prima di tutto sono stati spesi 4 milioni per le lettere agli italiani all'estero, pagate dai gruppi Pd delle Camere. E' stato certificato un risparmio di 50 milioni annui, quando l'aereo che il premier ha acquistato da Etihad ne è costati 140. Il debito pubblico è cresciuto di 5 miliardi al mese da quando c'è Renzi. Sono altri i risparmi, di cui il Paese ha bisogno. Invece si centralizzano funzioni come la Protezione civile e la sanità, volendola rendere uguale per tutti, al ribasso. Mentre ci sono Regioni con 30mila forestali (chiaro il riferimento alla Sicilia - Ndr). Il bicameralismo lo volevamo abolire anche noi, ma questa riforma non lo cancella. Tuttavia il problema è che abbiamo 150mila leggi; dovremmo cancellarne, non farne in più".

Dopo l'intervento dell'assessore Cavo, che ha stigmatizzato la proposta di riportare allo Stato la valorizzazione della cultura e la formazione professionale, è stato il turno di Giampedrone, che ha prima di tutto salutato gli 11 sindaci di centrodestra della provincia. "Questa riforma è uno scempio inaccettabile, anche le infrastrutture passerebbero a Roma e questo dopo la finta abolizione delle Province, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti: qualche risposta la dà la Regione. Dal 5 dicembre, se vincerà il sì, non sarà più così. Sarebbe stato utile introdurre il vincolo di mandato - sostiene - e non si capisce, se non perché sono bacini elettorali di Renzi, i motivi dell'esclusione delle Regioni a statuto speciale dalla. Finita questa campagna finiranno anche gli zig-zag elettorali da parte di chi oggi lavora per il sì, e poi potremo partire tutti uniti con la campagna elettorale per l'occasione storica di una vittoria alle amministrative alla Spezia". Un'apertura ad Andrea Costa e a Ncd e Area popolare, in contrasto con quanto detto venerdì scorso da Matteo Salvini.

L'assessore Viale ha puntato il dito contro la decisione di riportare verso il ministero le questioni sanitarie: "Ogni Regione ha una sanità diversa, non ha senso accentrare le decisioni- Inoltre la Lorenzin in queste settimane ha detto cose non vere: ci sono i Lea e su questi non possono esserci differenze tra Regioni. Ritengo che a giustificare il contenuto della riforma siano soprattutto i 113 miliardi annui del Fondo sanitario nazionale, che oggi vengono ripartiti tra le Regioni e che saranno invece gestiti da Roma".
Un centrodestra che unito può essere l'alternativa a Renzi, quello al quale si è rivolto Rixi: "Dobbiamo avere coraggio, come quello di altri paesi, come il Regno unito che ha scelto la Brexit, mentre noi restiamo in una Ue dai concetti non più al passo coi tempi".
Quindi un pensiero, diametralmente opposto a quello di Giampedrone, sulle amministrative: "Il referendum dividerà tra chi dice sì e chi no. Se un domani dovrò dare appoggio a un sindaco, voglio che sia ben distaccato da chi governa oggi. No saremo né servi del padrone, né accetteremo con passività gli immigrati".

Poca voce, al termine di 8 mesi e 30mila chilometri di campagna elettorale, Calderoli si è presentato col sorrido al pubblico in sala.
"A maggio c'era l'85 per cento dei sì, poi ha iniziato a crescere il no. Anche grazie a Renzi, cheogni volta che va in tv fa calare le quotazioni del sì. Come ha fatto a giugno, quando ha legato l'esito del referendum a lui. Poi ha assunto Jerry Messina, guru delle elezioni di Obama, che gli ha detto di non parlare più del tema, ma dopo l'estate ha ripreso a parlare ed è tornato avanti il no. Anche se Renzi usa la legge di stabilità per sostenere la riforma, la sua sconfitta è apparecchiata. Ricorre alle promesse di 50 euro in più per i pensionati. Ma questo voto di scambio! E si tratta di un aumento annuale".
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