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Cacciari: "L'ignoranza delle nuove generazioni sul passato è impressionante" | Video

Intervista al filosofo, ex sindaco di Venezia e opinionista, alla Spezia per una conferenza: "Se l'Europa si affiderà di nuovo alla ragione forse un percorso di uscita da questa crisi si potrà costruire".

"Povertà del linguaggio politico clamorosa"
Cacciari: "L'ignoranza delle nuove generazioni sul passato è impressionante"

La Spezia - Immediatamente dopo l'accaduto di Macerata non aveva certo avuto parole di circostanza sulle responsabilità di un Paese intero, vero e proprio indice di un fallimento sui compiti fondamentali della politica come informare ed educare. E Massimo Cacciari, filosofo e professore emerito dell'Università San Raffaele di Milano, in un'intervista esclusiva a CDS, ha ribadito il ritratto a tinte fosche che da mesi fa sull'Italia e sulla politica. Prima di presentarsi al pubblico spezzino intervenuto per assistere al convegno "La crisi dell'Occidente", organizzato dal Rotary Club della Spezia nella sala multimediale di TLS ha risposto alle nostre considerazioni.

In un recente talk show ha parlato di una crisi ineluttabile dove né l'Italia né l'Europa possono trovare una risoluzione, quanto meno a breve termine.
"Forse nell'immediato no ma può essere che si trovi una strada, come del resto è successo in altre occasioni. Di certo se l'Europa si affiderà di nuovo alla ragione forse un percorso di uscita da questa crisi si potrà costruire. Chiaro che non si può pensare di affrontare le trasformazioni in atto tornando allo stato di cose precedente e la sfida dell'ambiente va affrontata con tutta la capacità di innovare e trasformare che si porta dietro".

La campagna elettorale da poco partita rispecchia la pochezza descritta. Non si parla più da tempo di idee e concetti, di etica, si guarda solo e soltanto al consenso, senza una prospettiva. La politica accede alla tattica denigratoria, adagiandosi a tutto questo.
"In Italia certamente la povertà del linguaggio politico è particolarmente clamorosa. Ma anche nel resto dell'Europa: guardate cosa sta succedendo alla Spagna e all'Inghilterra. Eppure quest'ultima è la terra della democrazia, eppure sono usciti dall'Europa senza capire dove si andava finire e ora hanno la velleità di tornarci. E' un salto d'epoca e come tutti i salti d'epoca è difficile da interpretare".

Ha avuto parole pesanti nei confronti della classe giornalistica, corresponsabile di questo abbassamento culturale collettivo. E' come se le categorie un tempo considerate guida di una comunità abbiano completamente perso il loro ruolo in funzione della sopravvivenza.
"Siamo un po' tutti responsabili: intellettuali, classe politica, opinion leader. Invece di seguire la polemica contingente dovremmo cercare di dare all'opinione pubblica degli strumenti di analisi, razionalizzando per quanto possibile ciò che accade. Non lo stiamo facendo, inseguiamo, tutti, la notizia della giornata. Guardate cosa sta succedendo dopo Macerata: drammatizziamo il dramma, tragicizziamo la tragedia, enfatizziamo tutto. E ragioniamo poco, tutti quanti".

Qualche giorno fa a proposito dell'Italia il quotidiano 'The Guardian' ha sentenziato che dopo più di settant'anni dalla morte di Mussolini, "migliaia di italiani stanno aderendo a gruppi che si definiscono fascisti". Tra i motivi ci sono il modo in cui viene raccontata la crisi dei migranti, l'aumento di notizie false e l'incapacità del paese di fare i conti col passato.
"Non riusciamo a ricostruire la storia che ci ha portato qui. L'ignoranza sul passato da parte delle nuove generazioni è impressionate. Basta guardare qualche quiz alla tv: c'è la ragazzina che dice che Hitler ha preso il potere del 1980, l'altra che dice che le Fosse ardeatine risalgono alle 1990. Sono cose inaudite, l'ignoranza è totale e allora in questa situazione come ci si può stupire che qualcuno si inventi fascista?"

Bisogna aspettare tempi migliori?
"No, dobbiamo investire nella formazione, nella scuola come le vere classi dirigenti hanno sempre fatto. Partire dall'educazione della società civile, la politica se perde questa capacità ha perso la sua ragion d'essere".

Il Rosatellum bis, la legge elettorale con cui voteremo il 4 marzo, rischia di consegnarci una nazione ingovernabile. Se va bene siamo rovinati, insomma?.
"Sarà governare dopo il grande problema, costruire un governo decente che possa interloquire con l'Europa. Che sappia esprimere con un minimo decisione e coerenza la situazione in cui ci troviamo".

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08/02/2018 - Intervista a Massimo Cacciari


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