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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Agosto - ore 22.30

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Bufano: "Pecunia, devi dimetterti"

Lettera aperta a segretario provinciale del Partito democratico.

Bufano: `Pecunia, devi dimetterti`

La Spezia - "Cara Segretaria, ho aspettato per due giorni che tu facessi quello che, nella vituperata prima repubblica, il segretario provinciale di un grande partito (DC o PCI) che avesse preso il 15 per cento e 20 punti di scarto in un feudo elettorale avrebbe fatto dopo due ore: rassegnare dimissioni irrevocabili. Ma siccome al tuo iniziale imbarazzato balbettio non è seguito nulla ho deciso di scriverti". Si apre così la lettera aperta indirizzata dall'avvocato Paolo Bufano, membro della direzione provinciale Pd, alla segretaria Federica Pecunia.
"Questa tornata amministrativa - prosegue Bufano - è stata piuttosto negativa per il Pd, un po' dappertutto. Il segretario nazionale viene purtroppo percepito negativamente dalla stragrande maggioranza degli Italiani. Divisivo agli occhi della sinistra, ondivago nella linea politica secondo molti, discutibile nei contenuti per chi vive disagiatamente, altero nella comunicazione, ha smarrito quella vocazione a comporre, a equilibrare, che era il portato peculiare della tradizione cattolicodemocratica da cui proviene.
Il risultato è che - a parte i nostri eroici superstiti elettori - chiunque ha votato (e voterebbe) chiunque pur di far perdere il Pd di Renzi.
Ma il tracollo di Spezia ha assunto proporzioni tali che si spiegano soprattutto con specifiche ragioni locali. Intanto c'è il lascito complessivamente deludente dell'Amministrazione uscente.
Non è neppure bastato che i suoi esponenti si defilassero lungo il rettilineo finale. Il fresco ricordo e la perdurante percezione della modestia dei risultati da loro ottenuti (o la loro incapacità di valorizzarli)ha indotto gli elettori di Forcieri, di Melley e dei 5Stelle (ormai orientati al cambiamento, a qualunque costo) a scegliere alla fine Peracchini, mentre quelli più a sinistra del Pd non hanno ritenuto di 'turarsi il naso' montanellianamente e sono rimasti a casa, nonostante il coraggioso endorsement finale per Manfredini dei più responsabili fra loro.
Ma è chi guida il partito, formalmente o sostanzialmente, ad avere le maggiori responsabilità, per essersi tardivamente attivato, per avere boicottato il rinnovo e vanificato il lavoro dell'organo statutariamente deputato a gestire le elezioni comunali, per avere a lungo blandito candidature a sindaco nel segno di una continuità che già si profilava rovinosa, per non aver cercato ad ogni costo confluenze significative (non specchietti per le allodole) a sinistra e via dicendo.
E non si venga a dire che è colpa di tutti nella stessa misura e che siamo nella notte hegeliana in cui tutte le vacche sono nere. Le preferenze espresse per il consiglio comunale (solo tre candidati di maggioranza fra i primi quindici classificati della lista) la dicono lunga su chi ha faticosamente cercato e trovato una sintonia con ciò che resta del nostro popolo e chi invece è stato visto da quest'ultimo come fumo negli occhi.
Cara segretaria, è davvero necessario che tu ti dimetta e che si celebri al più presto un congresso provinciale straordinario di rigenerazione del partito in cui, tornati tutti soldati semplici, insieme proviamo con umiltà a dare una svolta.
I prossimi anni, per il Pd provinciale, saranno una lunga traversata del deserto. Richiederanno abnegazione, attitudine ad un mestiere sconosciuto ai più (l'opposizione), resistenza alla fatica e all'appetito, capacità di reggere all'astinenza dalla ribalta. In diversi - secondo me - li perderemo per strada. Ma se andremo diritti forse saranno di più quelli che raccoglieremo (o reincontreremo) lungo la via.
Purché la bussola passi di mano".

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