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Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 Agosto - ore 15.20

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Bucchioni: "Chi non si riconosce nella Costituzione è fuorilegge"

Intervista al candidato all'uninominale di Potere al popolo per la Camera. Ecco quali sono i punti centrali del suo programma e quali le sue opinioni sui temi del momento.

Le dieci domande di CDS
Bucchioni: "Chi non si riconosce nella Costituzione è fuorilegge"

La Spezia - Da sempre iscritto di Rifondazione comunista, partito per il quale ha ricoperto all'opposizione il ruolo di consigliere comunale della Spezia nel corso della scorsa consiliatura, Edmondo Bucchioni si mette in gioco per le elezioni politiche del 4 marzo come candidato di Potere al popolo nel collegio uninominale per la Camera.

Quali sono le ragioni che l'hanno spinta a candidarsi per questa tornata elettorale? Quali impegni si sente di assumere nei confronti degli elettori?
"Occorre ristabilire un ruolo di partecipazione dei cittadini, per questo se verremo eletti il primo impegno sarà quello di creare un punto di ascolto, di confronto e di discussione con i cittadini. Noi non siamo candidati per ambizioni personali, e troviamo immorale che si candidino persone che hanno assunto un impegno amministrativo ancora in carica. La politica deve tornare tra la gente è per farlo dobbiamo essere al loro servizio".

In che cosa il programma nazionale del suo partito e delle sua coalizione possono incidere sulla vita degli abitanti della provincia della Spezia?
"Siamo gli unici che voglio portare avanti istanze che riteniamo prioritarie: lavoro, ambiente, diritti. Il nostro territorio ha bisogno di essere sostenuto da una legge che favorisca la tutela e la salvaguardia del territorio, un tema che può favorire tanti posti di lavoro e che garantirebbe una prospettiva di lungo corso".

La campagna elettorale sino a ora si è svolta prevalentemente nei salotti dei talk show delle tv nazionali e negli incontri faccia a faccia, tra volantinaggi, gazebo ed eventi sul territorio. Non si è assistito al confronto tra i candidati locali sul merito delle questioni. E' il sintomo della convinzione che i giochi si facciano altrove?
"Questo è il risultato di una legge elettorale, voluta da tutti trasversalmente, per garantirsi un parlamento di fedeli esecutori. In questo contesto perché i candidati dovrebbero sforzarsi in un dibattito? Ma questa è la morte della partecipazione civica, per questo riteniamo fondamentale ribaltare questo sistema".

L'agenda politica è stata caratterizzata per lungo tempo dalle questioni relative all'immigrazione, alla sicurezza e all'antifascismo scaturite dai fatti di Macerata. Qual è la sua opinione in merito?
"Un grande uomo come il comandante partigiano Luigi Fiore soleva dire che chi non si riconosce nei valori della Costituzione, è un fuorilegge. Stiamo assistendo ad una strumentalizzazione di problemi che andrebbe risolti con saggezza. Paradossalmente la legge sul l’immigrazione si chiama Bossi-Fini e chi si farebbe paladino della risoluzione di questo tema sono gli stessi che lo hanno creato. L’immigrazione non è tema sicuritario, smentito dai dati, è tema sociale ed economico. Iniziamo a dare risposte e strumenti di controllo e di integrazione, che intercettino il malessere dei nostri concittadini".

Ritiene necessaria la realizzazione di un quarto lotto per la Variante Aurelia? E sul rigassificatore di Panigaglia che opinione ha: impianto da smantellare o sito strategico da mantenere e rendere più efficiente per le sfide energetiche e del futuro della navigazione?
"La variante è una ferita aperta, dimostrazione di una gestione incapace di tutti coloro hanno avuto in questi anni il compito di portarla a compimento.
La domanda sul rigassifficatore presume una risposta più articolata: questo paese ha bisogno di un piano energetico nazionale, per sapere il suo fabbisogno e come ridurlo, non aumentarlo. L’energia è una necessità non può essere un vettore di profitto. In questo senso il rifassificatore e’ un impianto che non ha alcun senso potenziare".

Nel rapporto tra Marina militare e città pesano non poco le decisioni prese a livello ministeriale. Quale disegno ha in mente per la base navale e l'arsenale?
"L’arsenale e’ semi deserto. Ha senso che un borgo come Marola non abbia ancora un accesso al mare dignitoso? È possibile che la città non possa trovare luoghi comuni nelle aree dismesse? Ciò che non serve alla marina deve tornare alla città, vincolando tali aree allo sviluppo culturale e ricreativo".

Il lavoro, uno dei temi più sentiti dalla popolazione. Quale ricetta per il territorio spezzino e quale contributo lei potrebbe dare da Roma in questo senso?
"Intanto conducendo una battaglia per i diritti sul lavoro. Il job act e la legge fornero vanno aboliti, occorre strutturare un piano nazionale del lavoro in cui al centro ci siano i giovani, attraverso un progetto di formazione al lavoro che sia in mano pubbliche e non ad esempio nella prevaricazione delle agenzie interinali. Inoltre con la tecnologia che prende sempre più la forma di capitale che sostituisce il lavoro, la disuguaglianza di reddito è probabile che continui ad aumentare. Per rompere questa tendenza è fondamentale un cambiamento di mentalità seguito da politiche e investimenti. Il dibattito che si è aperto negli Stati Uniti sul lavorare meno a parità di salario proprio negli ambienti della Silicon Valley deve esser affrontato al più presto anche in Italia dalla classe politica in primis. L’obiettivo è proprio capire dove lo sviluppo economico ci stia portando così da essere pronti alle nuove sfide che questo ci metterà di fronte mettendo al centro la qualità di vita delle cittadine e dei cittadini".

Analisti e addetti ai lavori ritengono probabile la necessità di un accordo post elettorale per la creazione di un governo. Se il suo partito fosse coinvolto nella decisione di andare al governo con forze politiche che al momento sono vostre avversarie quale posizione terrebbe?
"Sono anni che siamo governati da larghe intese, ora basta. In caso di stallo, noi saremo disponibili a elaborare una nuova legge elettorale all’interno del Parlamento, in cui la rappresentanza degli elettori sia garantita, senza i nominati che si autotutelano a discapito degli interessi della collettività".

L'Italia, l'Europa e l'euro. Dentro o fuori? E a quali condizioni?
"Si all’Europa dei popoli, no a quella delle banche e dei mercati. Lo abbiamo sempre detto. Si è verificato quello che denunciavamo sin dal principio. Nessun governo fino ad oggi ha messo l’Europa di fronte alle proprie responsabilità; la Grecia ci ha provato ma è stata lasciata sola da tutti gli altri Governi".

Buona parte del dibattito politico affronta temi poco sentiti dalle nuove generazioni. Convinca una giovane neolaureata a rimanere in Italia.
"In queste condizioni, un neolaureato che va all’estero fa bene e non si può certo biasimare.
Totalmente assente un piano dell’occupazione, alle Imprese non interessano le competenze ma solo “quanto gli costi” e i vari Governi hanno dato loro man forte.
Occorre ridare dignità alla ricerca, dando indirizzi sulle necessità del paese, ridando dignità alla formazione scolastica in tutti i suoi livelli. Un No secco alla scuola azienda, un SI alla scuola dei saperi e della conoscenza. L’Olanda ha un piano di sostegno per i laureati che migrano nel loro paese, sostenendoli con un piano di inserimento, che garantisce sostegno economico e facilitazioni burocratiche. Questo perché le aziende puntano su ricerca e sviluppo. Anche qui formazione, lavoro ed economia stanno insieme. Se in azienda investe in ricerca e sviluppo deve essere agevolata, sostenendo in primis i lavoratori".

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