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Bilancio, il Pd: "Peracchini ha un'impostazione demagogica"

Consiglieri ruota libera dopo l'analisi di LeAli a Spezia: "Non siamo offesi se sono andati avanti da soli".

"Perché vendere le scuole?"
Bilancio, il Pd: "Peracchini ha un'impostazione demagogica"

La Spezia - “La prima vera prova politica del mandato Peracchini, il bilancio di previsione, non contempla alcuna visione di come sarà la città di domani. Ci sembra anzi ricalchi l’ultimo mandato della giunta Federici perché le imposte sulle aliquote e la Tari rimangono invariate”. Federica Pecunia e Luca Erba: “Non siamo più in campagna elettorale, forse qualcuno lo ha dimenticato. Magari nel consiglio comunale di domani sera il sindaco Peracchini dovrà spiegarci quale continuità c’è fra le scelte di oggi e le linee programmatiche presentate. Se doveva esserci discontinuità nel metodo della partecipazione noi vogliamo sottolineare che queste decisioni dovevano essere partecipate”.

La polemica sul parco del Colombaio e sugli edifici scolastici, sollevata martedì dai consiglieri di opposizione Melley e Centi, merita spiegazioni. Lo ribadisce la capogruppo ‘dem’ che annuncia emendamenti in tema: “Non siamo offesi se i consiglieri di Leali a Spezia hanno voluto fare da soli una conferenza stampa: siamo sempre molto allineati sugli argomenti e i nostri voti in consiglio lo confermano. A proposito di questo magari la giunta domani sera ci dirà con quale scopo vogliono vendere la ex scuola di Campiglia e l’edificio di Via Firenze: l’importo mi farebbe pensare che si tratta di tutta la palazzina e mi chiedo come sistemeranno gli attuali utenti, bambini soprattutto. Infine il raddoppio della tassa di soggiorno senza confronti, mossa azzardata che rischia di minare un settore in crescita dove tanti stanno investendo proprio ora”.

“Non siamo contro all’alienazione della scuola di Via Firenze, semmai contestiamo il metodo. Idem per la tassa di soggiorno”. Luca Erba entra nello specifico e attacca il sindaco sulla poca chiarezza: “Peracchini tiene sempre le carte coperte: la sua è un’impostazione demagogica. Ma chi glielo dice agli operatori del settore, alle categorie, Confcommercio compresa, che si scarica tutto su una sola categoria che non ha ancora la certezza e la solidità di città che fanno turismo da una vita? Tutti i comuni della Provincia non hanno alzato la tassa, il rischio è di perdere presenze, in una diaspora che penalizzerebbe in modo incredibile il capoluogo. Pezzi di territorio si uniscono nel distretto turistico, altri fanno il dmo: allora tanto valeva tenersi l’stl che teneva tutti uniti”.

Erba e Pecunia, ricordando che il Progetto Periferie è stato voluto e condotto dalla vecchia amministrazione (“lui ha solo firmato”), commentano praticamente all’unisono: “Peracchini dice che non vuole toccare le tasche degli spezzini e punta tutto sull’apporto dei turisti: tutto questo grazie al bilancio che gli abbiamo consegnato, altro che “buco”. E se, come dice lui, l’ente non è in buona salute, ci deve spiegare come mai impegna sei milioni in nuovi mutui per il 2018? Dovrebbe fare un’operazione di onestà e, al di là delle diverse opinioni, dire che quel bilancio è sano. Il problema è che c’è uno stile di governo molto accentratore: questo indebolisce la qualità istituzionale del Comune stesso. I supereroi non esistono, il sindaco si sta accorgendo che la politica attiva è più complicata delle promesse e dovrà tornare indietro su tante cose, a partire dai portali di Buren”.

Ancora Pecunia: “Vogliono approvare il bilancio molto prima rispetto alla data ultima, il 28 febbraio. Hanno fretta di chiudere la pratica quando invece c’era il tempo di ascoltare la città e anche le nostre proposte. D’accordo che ce la campagna elettorale, ma noi siamo stati eletti per fare un’altra cosa”. L’ultima questione la pone Erba: “Non c’è traccia dei conti sull’aggregazione fra Acam ed Iren, anche questo è un aspetto su cui vogliamo sapere. In commissione non ci hanno mai risposto, magari succederà in consiglio comunale. Noi vogliamo sapere se c’è una visione d’insieme sulla città perché non ne vediamo traccia”.

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