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Baldino: "Waterfront, la città non è di proprietà di chi amministra"

Baldino: "Waterfront, la città non è di proprietà di chi amministra"

La Spezia - "Era pendente da molto prima che la pandemia finisse per occupare gran parte degli spazi del dibattito politico e finalmente nel consiglio comunale di stasera, 26 ottobre, potremo discuterla. Parlo della mozione in realtà 'ispirata' da una gran parte della città ambientalista preoccupata non già dalle navi da crociera di per se, ma da come questa potenziale risorsa per il territorio sia malamente gestita da dopo la sua acquisizione e dagli sviluppi fumosi (in tutti i sensi) e potenzialmente pericolosi per il nostro golfo, che di tanto in tanto animano le “intenzioni” di chi gestisce la cosa pubblica: ovvero il nostro mare, la nostra economia e soprattutto la nostra salute". Lo afferma in una nota il consigliere comunale Massimo Baldino Caratozzolo (misto).

"La Spezia - continua - ha ormai parzialmente inglobato i transatlantici che arrivano nel nostro porto facendoli suoi ed è sempre più raro sentir persone nettamente avverse a questo fenomeno, come invece avveniva sino a qualche anno fa. Sono una risorsa, si dice. Anche se un vero calcolo della reale 'ricaduta economica' sul nostro territorio appare difficile farlo. Un vero calcolo infatti non è mai stato fatto. Come mai la città, attraverso le sue associazioni e i tanti portatori di interesse, ha avuto modo di essere politicamente consultata sul fenomeno crocieristico e i suoi possibili sviluppi. Persino su un tema determinante per il futuro della Spezia quale il waterfront si è sempre cercato di frustrare la legittima aspirazione di quella parte di cittadinanza che richiede un approfondito dibattito".

"Si parla di piscine, sommergibili, residenze e spostamento di scuole storicamente allocate nel nostro centro storico - aggiunge -, ma lo si fa unilateralmente come se la città fosse una cosa unicamente di proprietà di chi in quel momento la amministra. Mai si sente parlare di sostenibilità ambientale dei realizzandi interventi. Sostenibilità da cui deriva però la salute di operatori e cittadini. Eppure relativamente allo stazionamento delle navi da crociera immediatamente a ridosso della nostra città, i dati ARPAL già nel corso del 2017 testimoniavano senza ombra di dubbio la rilevazione di emissioni di biossido di azoto fuori norma, specie in un contesto di condizioni meteo favorevoli allo spostamento ed accumulo degli inquinanti derivanti dalla combustione, presso l'area sottovento prossima alla zona di attracco. Il biossido di azoto è un gas velenoso che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato come sostanza cancerogena. Alla luce di ciò ci chiediamo: ben vengano le navi da crociera, ben venga la loro ipotetica ricaduta economica sulla città, ci mancherebbe, ma occorrerà trovare dei rimedi? Occorrerà capire quale sia realmente il numero di questi colossi che è possibile ospitare nel nostro golfo prima di innescare tutta una serie di problematiche, ambientali e non solo, che andrebbero a gravare sulla cittadinanza^ Due navi, Tre navi ? Tre e mezzo ? Lo dovremo pur capire e magari prima discutere? O decide il Sindaco come fosse un padrone oltre che naturalmente la immancabile A.P. come un tempo si chiamava, o Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, come oggi è denominata?".

"Con la nostra mozione - conclude il consigliere - chiediamo semplicemente che si faccia precedere l'assunzione di decisioni che segnerebbero in modo definitivo il futuro di una parte vitale del nostro territorio da un percorso di coinvolgimento della cittadinanza e delle sue espressioni più sensibili alle problematiche ambientali ricostruendo, a questo fine, sollecitamente, il Tavolo permanente, allargato agli enti preposti alla salute ed alla difesa dell'ambiente, individuato dalla Regione Liguria, in sede di approvazione del Piano Regolatore del Porto, quale organismo idoneo a promuovere la partecipazione e la composizione delle diverse esigenze in campo ed a stabilirne le priorità di realizzazione. A tale scopo a convocare urgentemente la commissione ambiente per audire i dirigenti di Arpal, al fine di concordare la necessaria riorganizzazione delle rilevazioni e di poter conseguentemente disporre di dati certi e, in base a questi, di proiezioni scientificamente credibili sulla quantità di biossido di azoto che ammorberebbe l'aria nel caso estremo, peraltro previsto dagli attuali progetti, che veda addirittura quattro navi da crociera attraccate contemporaneamente. Nel dibattito, ovviamente parleremo anche del tema tornato di estrema attualità in questi giorni delle cosiddette bettoline per il rifornimento di GNL. Perché negare a priori i rischi di impatto o di incidenti non aiuta a rendere credibile la sicurezza di questo progetto verso l'opinione pubblica. Il nostro golfo è ormai saturo di servitù da quelle militari a quelle portuali e crocieristiche e sono dunque molte le navi che trasportano sostanze pericolose. Dunque è chiaro che il rischio potenziale di incidenti e il suo eventuale effetto domino è reale. Tutto questo richiederebbe l'applicazione di quanto previsto dall'articolo 19 del DLgs 105/2015  e cioè la redazione di uno studio di sicurezza integrato dell'area  portuale. Area portuale che invece risulta al momento senza alcun piano di emergenza esterna, nonostante le richieste del sistema delle Agenzie per la protezione ambientale di colmare la attuale lacuna della normativa".

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