Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Agosto - ore 20.47

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Avviso spezzino a Renzi: "Pronti a occupare la sede del partito"

Lettera sottoscritta da dodici esponenti della minoranza Pd spezzina. Barli, Bufano, Torre e gli altri: "Vai via assieme ai tuoi cortigiani".

Avviso spezzino a Renzi: "Pronti a occupare la sede del partito"

La Spezia - "Caro Segretario, adesso la misura è colma. Te ne devi proprio andare. Subito. Senza se e senza ma. Il Partito Democratico era la più geniale intuizione politica europea del nuovo millennio, il superamento delle prospettive asfittiche della socialdemocrazia, la nuova, originale sintesi dei riformismi novecenteschi. Nel giro di qualche anno lo hai fatto diventare un soggetto politico inviso agli Italiani, identificato come il ricettacolo di tutte le negatività della politica e l'immancabile bersaglio di ogni frustrazione individuale e comunitaria. Te ne devi andare ora. Subito. Devi fare ciò che il segretario di un grande partito della vituperata prima repubblica (Dc o Pci) che avesse preso il 19 per cento avrebbe già fatto incondizionatamente nel corso della funesta notte del 4 marzo 2018". Si apre così la lettera aperta firmata da dodici esponenti della minoranza provinciale del Partito democratico. Ci sono gli autografi dell'ex assessore provinciale Federico Barli - sfidante, due anni fa, dell'attuale segretario provinciale Federica Pecunia -, di Mario Torre, capogruppo Pd nel consiglio comunale di Sarzana, dell'assessore santostefanese Gionni Giannarelli, dell'avvocato Paolo Bufano, timoniere della minoranza Dem a Sarzana, dell'ex assessore lericino Stefano Carrozzi, e ancora di Antonio Bianchi, Francesca Castagna, Stefano Perioli, Alessandro Rosa, Giusi Rossi e Luca Ventura. Dodici firmatari che, tastando il polso dell'ambiente, rappresentano ben più di altrettante teste e voci.

"Vai via - si legge ancora -. Portati dietro il manipolo di cortigiani ai quali ti sei preoccupato di garantire un seggio sicuro e vai via. Vai dove vuoi, magari a garantire al centrodestra i voti che gli mancano, ma non certo a nome del Partito Democratico e dei suoi sinceri sostenitori che non abbandoneranno come topi la nave che brucia. Loro no. Vai via. Subito. Queste elezioni sono state come il referendum costituzionale del '46 e tu - come Umberto II - devi andare a Cascais (come avevi già giurato che avresti fatto dopo un precedente referendum). Se ami davvero questo partito devi capire che non ti resta che la via dell'esilio. La pretesa di vigilare ancora sull'agonia della tua vittima con l'effetto di condizionarne le ultime volontà ed accrescendone la sofferenza è intollerabile. Vai via, e qualcosa sarà possibile cercare di fare per salvare il patrimonio di idee, di umane solidarietà, di passione politica autentica che il Partito Democratico ha incarnato prima che tu disperdessi tutto questo".

Gli scriventi dicono a Renzi che, "se non ti dimetterai subito, ti rivelerai un tiranno, e contro il tiranno sia l'ordinamento morale che il diritto naturale consentono di reagire con mezzi straordinari. Vedrai allora i militanti occupare a oltranza le sedi di partito, ammutinarsi contro i tuoi satrapi locali, disapplicare i deliberati degli organi delegittimati che rispondono a te; li vedrai andare - occorrendo - a ricostruire altrove le condizioni di quella comune militanza che un tempo ci rendeva forti insieme. Finché non ti sarai dimesso davvero. Ci puoi contare".

Parole forti e chiare, che senz'altro troveranno spazio nella riunione delle minoranze del Pd spezzino in programma fra un paio di giorni. Un summit che terrà conto degli sviluppi romani delle prossime ore. Che si tratti di un ravvedimento di Renzi - cioè dimissioni immediate -, o di un'ostinata permanenza al timone del partito fino alla formazione del nuovo governo da parte dell'ex premier. Un'eventualità quest'ultima che potrebbe portare, come 'minacciato' nella missiva, ad azioni radicali ed eclatanti nella città di Andrea Orlando, il quale, della minoranza Dem - alla Spezia come nel Paese -, è e resta il poco appariscente ma saldo riferimento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News