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Asti attacca: "Peracchini alla Cultura, come un diabetico in pasticceria"

L'ex assessore commenta un post del sindaco che invita alla solidarietà utilizzando una foto di Piazza Verdi: "Ma come non li volevi buttare giù questi portali? Ma che faccia di bronzo a usarli come immagine della città...".

Coltellate
Asti attacca: "Peracchini alla Cultura, come un diabetico in pasticceria"

La Spezia - Piazza Verdi e i portali di Buren terreno di scontro politico. Sembrerebbe la trama di una normale giornata politica di fine mandato Federici, del dicembre 2015, quando l'attenzione era tutta concentrata sui materiali, i costi e i lavori, oppure di un anno dopo, a ormai poche settimane dall'inaugurazione e dal primo San Silvestro nel nuovo salotto cittadino. Invece a fine 2020, nel pieno del mandato di Pierluigi Peracchini, il primo sindaco di centrodestra dopo 40 anni, il fatto che si sia aperta una diatriba sulla piazza è singolare. Anzi, lo sarebbe, se non fosse che nel frattempo in maggioranza si sono consumate più rotture di quelle che non si scorgano dalle crepe della facciata.

A scoperchiare il vaso è stato l'ex assessore al Turismo (e prima ancora alla Cultura), Paolo Asti.
"Ma come non li volevi buttare giù questi portali? Ma che faccia di bronzo a usarli come immagine della città...", ha scritto Asti commentando un post natalizio del primo cittadino.
"Quest’anno più che mai abbiamo bisogno di accendere non solo le luminarie, ma una speranza per l’anno che verrà. Nessuno si salva da solo, insieme possiamo", con tanto di foto di Piazza Verdi addobbata (vedi immagine).
Un abbinamento testo-foto che non è andato giù all'ex membro di giunta, che ha rincarato la dose dialogando con altri utenti stupiti dall'attacco al sindaco.
"Mi sono sempre espresso a favore della piazza distinguendo l'etica dall'estetica. Giusto fare le pulci ai costi e alle responsabilità sulla verifica dei materiali usati, ma sul giudizio estetico non ho mai avuto dubbi e molte persone con il tempo hanno compreso e man mano apprezzato la piazza come lei. Ma il sindaco non ha mai avuto il coraggio di dire pubblicamente di aver cambiato idea rispetto al voler rimuovere i portali e magari non ha cambiato idea e quindi trovo imbarazzante per lui che abbia usato un post con questa foto. Ma ovviamente è imbarazzante anche il suo ruolo di assessore alla cultura, un po' come un diabetico in una pasticceria...", ha aggiunto Asti.
Che anche in casa Peracchini non fosse tutto rose e fiori lo si poteva ben sospettare all'indomani delle elezioni regionali, quando alla Spezia si è consumata come altrove la competizione tra i voti presi dalla Lega di Salvini e quelli guadagnati dagli arancioni di Toti. Una battaglia conclusa con esiti opposti rispetto a quelli liguri, ma sempre con Fratelli d'Italia a far da spettatore interessato e portatore di un exploit che poi sarebbe stato fatto pesare in sede di giunta regionale.
Alla Spezia, però, i meloniani avevano anche qualche conto da sistemare al loro interno. Il fresco ingresso di Paolo Asti, figura che non passa propriamente inosservata, e la non celata intenzione di prendere il controllo del partito non hanno comunque impedito alla vecchia guardia di portare all'elezione di Sauro Manucci. E infine di proporre lo scambio tra Asti e Maria Grazia Frijia a Palazzo civico. Una mossa che il sindaco Peracchini non deve aver preso di traverso, viste le voci sul rapporto con Asti. Maldicenze confermate oggi dai post dello stesso ex assessore, che a un certo punto scrive sibillino: "La lista delle coltellate, date a me e ad altri è lunghissima e non ci tengo, per il momento, a pubblicarla".

Siamo solo all'inizio?

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