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Asti: "Caro Pagano, il comunismo fa vittime ancora oggi"

Prosegue il dibattito lanciato da Città della Spezia con un'intervista all'attuale assessore alla Cultura.

IDEE A CONFRONTO
Asti: "Caro Pagano, il comunismo fa vittime ancora oggi"

La Spezia - Da Giorgio Pagano, di cui apprezzo l’impegno profuso in attività di cooperazione e nel Comitato Unitario della Resistenza, in merito a quanto espresso attraverso le pagine di CDS (QUI), non posso che dissentire totalmente. Del resto raccontare la vita del comandante Italiano, parlando solo di una sua piena collaborazione con gli uomini che, partigiani si riconoscevano nel comunismo, risulta essere una verità molto parziale. Mi riferisco ad esempio al fatto che Nello Quartieri (non a caso cito il suo nome all’anagrafe), a differenza degli altri sfilò in abiti civili. Ciò assunse un significato non colto, segno di una volontà ben precisa di riappacificazione civile utile a superare le lacerazioni, anche violente, che avevano diviso l’Italia. Del resto la collaborazione partigiana non fu solo a sinistra, ma avvenne da parte di tutte le forze democratiche, liberali e cristiane che combatterono il fascismo. Differenze non ancora superate in quasi tutte le città d’Italia visto che, come Pagano sa bene, è rara la presenza di un comitato unitario così come lo è alla Spezia. Detto questo Pagano confonde, forse a causa di una lettura non approfondita, quanto affermato da Silone in un suo articolo comparso sull’ Avanti nell’Ottobre del 1945 e da me citato nell’intervista, con le azioni di Quartieri. In “Uscita di Sicurezza” del resto è proprio Silone a indicare come il totalitarismo comunista si riverberava nelle azioni di Togliatti anche e soprattutto sui comunisti italiani. Riportando un colloquio avvenuto in Svizzera tra lui e Togliatti, lo scrittore abruzzese raccontava come il numero uno del Partito Comunista affermasse che dal PCI non ci si potesse dimettere ma si potesse, se mai essere solo espulsi, sia pure per causa di una sola differenziazione politica. Del resto questa è una pratica che, anche in tempi recenti, ha avuto manifestazione anche a livello locale. Ritengo poi che alla triade razzismo, nazismo, fascismo, non possa che essere aggiunta anche quella del comunismo che, per esempio, in molte aree del pianeta sta facendo ancora vittime civili in nome del totalitarismo. Mi riferisco ai tanti paesi in cui i regimi che richiamano palesemente al comunismo, puniscono con morte e violenze, tutti coloro che vogliano professare fede, idee, cultura, sessualità, diversa da quella ammessa dal regime di turno. Altro che totalitarismi neoliberisti. Caro Giorgio, mi pare che il pianeta sia ancora gremito di uomini che ambiscono ai diritti primari dell’umanità prima ancora di poter ragionare, loro per primi, sui diritti calpestati dalla globalizzazione su cui, per altro, concordo con te. Ma soffermarsi su questo sarebbe come guardare al dito e non alla luna che, quel dito, prova a indicare. Difficile dunque che possa concordare con te su questi temi, forse anche perché, quando ancora tu professavi le ragioni, che ancora oggi forse professi, del comunismo, io, seppur ragazzo, mi identificavo con i valori del socialismo liberale, di Giustizia e Libertà dei Fratelli Rosselli, a cui oltre trenta anni fa, per rimarcare la sua volontà di costruire una sinistra alternativa e riformista, il PSI, in cui si riconosceva Nello Quartieri, aveva tolto la falce e il martello simbolo del socialismo reale.

Paolo Asti, assessore alla Cultura del Comune della Spezia

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