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Ultimo aggiornamento: Venerdì 05 Marzo - ore 08.25

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Asl 5, la rivoluzione di Paolo Cavagnaro: programmazione e dialogo

Primo contatto con il consiglio comunale per la nuova direzione aziendale: presentate le modifiche in programma e i primi provvedimenti adottati. Sul concorso Oss: "Unica strada possibile, criteri minimi per evitare ricorsi".

In ospedale test per personale e pazienti

La Spezia - Prima audizione per la nuova dirigenza della Asl 5 e prima seduta di una serie di commissioni dedicate alla sanità e alla gestione dell'emergenza Covid e delle vaccinazioni. Il direttore generale Paolo Cavagnaro ha risposto presente alla convocazione richiesta dall'opposizione consiliare, fatto non scontato nel recente passato. Era accompagnato in diretta video dal freschissimo direttore sanitario Franca Martelli, da quello sociosanitario Maria Alessandra Massei e da quello amministrativo Antonello Mazzone.

Presentando alcune slide Cavagnaro ha annunciato di voler apportare alcune modifiche all'organigramma aziendale, come portare la Direzione medica del presidio ospedaliero alle dipendenze dirette della direzione sanitaria.
"C'è volontà di riprendere a fare programmazione, fondamentale in questo periodo storico, con tempi medio lunghi: in tre anni - ha spiegato il numero uno di Via Fazio - spero che insieme riusciamo a dare un'organizzazione migliore, ad acquisire bravi professionisti e a reperire risorse". Tra i punti forti del programma del direttore generale ci sono "il lavoro di squadra e la valorizzazione del "capitale umano", perché la Direzione da sola non va lontano".
Il tutto senza dimenticare il particolare contesto attuale: al San Bartolomeo ci sono 140 ricoverati per Covid-19. "I contagi calano, ma non i ricoveri, accade in tutta la Liguria e in tutta Italia. Questo fenomeno dipende dall'arrivo di alcune varianti del virus e da una contagiosità maggiore. Ci sono magari meno pazienti in Rianimazione, ma quelli che hanno bisogno di cure di media intensità rimangono in ospedale più a lungo", ha chiarito.

Le carenze strutturali del Sant'Andrea sono uno dei temi citati: deve essere adeguato per traghettare l'assistenza ospedaliera al nuovo ospedale. Il direttore ha annunciato che presto prenderanno il via i lavori per gli impianti di condizionamento in vista dell'estate e che i fondi della Protezione civile sosterranno gli interventi sul Pronto soccorso, mentre a Sarzana potrebbe trovare spazio una nuova struttura per le postacuzie. Verranno nominati i direttori di Struttura complessa vacanti come Ginecologia e Pediatria, saranno lanciati i bandi per le direzioni dei tre Distretti sociosanitari e per Igiene pubblica, Pronto soccorso, Igiene degli alimenti e della nutrizione, Assistenza psichiatrica, Geriatria, Anatomia patologica e Centro trasfusionale. Un lavoro immane, se si considera che ogni concorso impiega tra i quattro e i cinque mesi.
Assunzioni in vista anche tra i dirigenti medici e il personale del comparto, dai tecnici di radiologia al bando per 158 Oss, ai quali ne seguirà uno per altri 65.
Tra le "novità" anche l'intenzione di rilanciare il Comitato misto consultivo, che non viene convocato dal 2018.

Per quanto riguarda il Day hospital oncologico, Mazzone ha illustrato la soluzione individuata: "Abbiamo localizzato una stanza per il dottor Aschele che gli consenta di proseguire la sua attività al terzo piano, ottenendo lo spazio per diluire gli utenti in modo separato. La sala d'attesa era effettivamente di dimensioni ridotte. La separazione delle corsie degli utenti dovrebbe scongiurare gli assembramenti e non avremo più code all'esterno. Tant'è che intendiamo eliminare la tenda".
Sui cluster che si sono avuti nelle scorse settimane all'interno dei reparti del Sant'Andrea, teoricamente Covid free, ha risposto lo stesso Cavagnaro: "Vengo dalla Asl 2, dove sono stato sino a dicembre, e posso testimoniare che questo fenomeno si è verificato ovunque. Il virus può entrare portato dagli operatori oppure da pazienti che entrano durante il cosiddetto periodo finestra e poi contagiano chi hanno vicino. Abbiamo cercato di aumentare i controlli antigenici e i tamponi, seguiti da sanificazione totale e creazione di una zona buffer".
"Grazie a nuovi test molecolari - ha proseguito Martelli - sottoporremo tutti i pazienti al test antigenico. Anche se negativi saranno collocati nell'area buffer e saranno sottoposti a nuovi test in terza e quinta giornata. Ci saranno test anche prima delle dimissioni, mentre gli operatori saranno sottoposti a test molecolari tradizionali, vedremo se ogni 4 o ogni 7 giorni".
"Oggi al Sant'Andrea il problema è in calo, speriamo di averlo se non risolto, per lo meno contenuto", ha concluso Cavagnaro, aggiungendo che nei reparti Covid di Sarzana per il momento la situazione è sotto controllo e che si dovrebbero aumentare i posti letto a disposizione in caso di necessità".
Capitolo a parte per la Rsa Mazzini, dove sono ancora presenti ospiti: "La struttura - hanno spiegato i vertici Asl - resta utilizzata per la cura dei pazienti Covid in continuità col focolaio di fine 2020 e dopo aver accolto 29 anziani positivi dalla Rsa Padre Semeria di Monterosso e 20 dalla San Vincenzo. Ci sono criticità nel nuovo contratto con Kcs e siamo in fase interlocutoria di discussione dei problemi".
Sul territorio alcuni progetti pronti al via o in fase di sperimentazione come le reti di comunità "Qui insieme", con Asl 5, Comuni, Rsa, associazioni e Medici di medicina generale, o l'infermiere di comunità in prova in Val di Vara.

Guido Melley, dopo aver ricordato che su richiesta della minoranza ci saranno altre commissioni di approfondimento sul nuovo ospedale e sulla campagna di vaccinazione, ha chiesto un aggiornamento proprio sulla somministrazione delle dosi, visto che Asl 5 è la più indietro in Liguria.
"Tutti i vaccini arrivati - ha replicato il direttore generale - sono stati utilizzati: siamo a 6.573 dosi e 2.352 cicli conclusi. Ricordo infatti che è fondamentale conservare le scorte per la seconda somministrazione, altrimenti il vaccino è quasi inefficace. A metà febbraio daremo il via alla campagna per gli ultra 80enni".
"Come mai il Comune della Spezia è partito in ritardo rispetto agli altri?", ha chiesto Federica Pecunia chiedendo di introdurre i tamponi antigenici rapidi per le scuole, per ovviare alla lentezza della comunicazione che c'è tra Asl e istituti scolastici.
Massimo Caratozzolo si è mostrato preoccupato per il destino degli Oss, puntando il dito contro il concorso, mentre Luigi Liguori, medico di medicina generale, ha domandato se ci siano idee per migliorare la medicina territoriale.

"Ci siamo mossi per tempo, prima con i piccoli Comuni e poi con quelli più grandi. L'importante è giungere in un tempo medio alla vaccinazione delle categorie più fragili - ha spiegato Cavagnaro in risposta a Pecunia - perché queste determinano il maggior numero di ricoveri e di decessi. Per questo il ministero ha scelto di vaccinare prioritariamente ultra 80enni, ma le forniture delle dosi sono settimanali e contingentate. Pertanto tutti e subito non sarà comunque possibile. Partiremo dai comuni più piccoli per rodare il sistema e per iniziare e concludere ogni territorio".
Più nel dettaglio è andata Giulia Giorgi, assessore ai Servizi sociali: "Venerdì Asl ci ha comunicato di predisporre le lettere: abbiamo contattato le associazioni e gli enti che ospitano i 12 punti sul territorio, poi Spezia risorse ha stampato e imbustato 9.200 comunicazioni con il modulo precompilato che sono partite oggi pomeriggio e in 48 ore saranno consegnate a tutti i destinatari", ha concluso ricordando i contatti e le informazioni utili (leggi qui).

Sul tema Oss il direttore generale ha detto di aver fatto approfondimenti di tipo giuridico e di essere convinto della necessità di fare un concorso. "I criteri scelti sono quelli minimi per non andare incontro a un'impugnazione, che sarebbe il male peggiore per i lavoratori che si vogliono invece tutelare. Sono d'accordo, dopo tanti anni devono trovare una collocazione. Anche per questo il concorso sarà in contemporanea con quello del resto Liguria, così chi partecipa dovrà scegliere se farlo qua o là. Abbiamo dato la massima disponibilità a enti e sindacati per fare attività di potenziamento della formazione sul campo e teorica. Una via parallela è quella di avviare un percorso con altri servizi per utilizzare queste figure professionali e non lasciare nessuno a casa. Ulteriori proroghe non sono possibili, non possiamo fare un'altra gara", ha chiarito.
Il direttore Massei ha garantito il massimo impegno per migliorare la comunicazione da parte di chi si occupa del contact tracing, in particolare per quanto riguarda le scuole: "Cerchiamo di migliorare, ma anche 20 addetti in più non servirebbero per eliminare il problema. È una lotta impari. Quello che possiamo dire è che i dati fanno ritenere che i nuovi casi di studenti positivi non siano legati all'ambiente scolastico".
L'ultimo commissario a ricevere la parola dal presidente Oscar Teja, è stato Lorenzo Forcieri che ha domandato quale sia il futuro del sistema ospedaliero della provincia. "C'è la possibilità di creare servizi specialistici di eccellenza, non solo con posti letto ospedalieri". Ma questo, probabilmente, sarà un tema che ricorrerà nella prossima seduta della commissione.

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