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Area popolare, tra una destra "Integra" e un Pd che fa "Ambiente"

Il centrodestra non scoprirà le carte prima di un paio di settimane. C'è la certezza della permanenza dei centristi in coalizione, ma alcune recenti mosse insinuano qualche dubbio.

Area popolare, tra una destra `Integra` e un Pd che fa `Ambiente`

La Spezia - Ancora dieci giorni, forse quindici, poi il centrodestra annuncerà i nomi dei candidati per le amministrative della Spezia e Genova. L'inaugurazione del point elettorale della lista del presidente della Regione, Giovanni Toti, atteso per le 17.30 di venerdì 10 marzo in centro, non sarà dunque il momento buono per scoprire le carte.
I ventagli di scelta che saranno sottoposti alla valutazione dello stesso Toti e dei segretari di Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e Ncd - Area popolare sono praticamente definiti, ma il profilo basso che stanno tenendo i vertici del centrodestra ligure è talmente blindato che la reale consistenza delle voci sui nomi circolati sino ad oggi è davvero tutta valutare. Sembrano tramontate le ipotesi che portano verso Donatella Bianchi, Pierluigi Peracchini e Renato Goretta, figure sondate con più o meno insistenza, che potrebbero però ritornare in campo all'ultimo secondo.

L'incertezza che regna sovrana nel centrosinistra si specchia in una sorta di cortina di mistero su quelle che saranno le scelte della storica controparte politica.
E i dubbi ammantano anche quelle che saranno le scelte di Ncd - Area popolare, soggetto politico che più al centro non potrebbe essere. In parlamento deputati e senatori siedono tra i banchi della maggioranza, rappresentati da tre ministri nel governo Gentiloni, primo fra tutti Angelino Alfano agli Esteri. In Liguria l'unico consigliere, l'ex sindaco di Beverino Andrea Costa, fa altrettanto. Sostenendo però una maggioranza opposta a quella Pd che governa il Paese.
Cosa faranno i popolari alle prossime amministrative di Genova e La Spezia? Nel centrodestra c'è la convinzione granitica che alla fine Costa e gli altri si schiereranno con Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia: perché perdere un consigliere regionale a favore del Carroccio, quando alle prossime politiche ci potrebbero essere buone possibilità di eleggere un rappresentante?
In riva al golfo, però, negli ultimi giorni sono stati registrati e cerchiati con l'evidenziatore alcuni indizi che potrebbero concorrere a dare la prova di un atteggiamento ambiguo, che forse ricalca semplicemente lo strabismo del mondo moderato italiano, ma che alcuni leggono come un possibile ritorno di fiamma verso il Partito democratico. Che pure da mesi esclude - ufficialmente - l'ipotesi di un patto con Ncd - Area popolare (che al contrario si dichiara "dentro al centrodestra, con le posizioni moderate").
L'ultimo elemento a colpire, in ordine di tempo, è stata l'astensione del consigliere comunale Luigi De Luca nel momento dell'approvazione della delibera sul tema dell'aggregazione di Acam. Una scelta giustificata così nel consueto breve intervento: non c'è alternativa, ma altri Comuni hanno manifestato il timore di perdere il controllo dell'azienda. Convincente, sino a un certo punto.
Intorno ad Acam ruota anche un altro dei possibili indizi. All'interno del gruppo guidato da Gaudenzio Garavini e di fatto da una maggioranza Pd, infatti, si è recentemente assistito al trasferimento dalla società Integra ad Acam Ambiente di Kristopher Casati, assessore all'Ambiente di Follo e segretario provinciale di Area popolare. Un trasloco che ha mandato su tutte le furie le sigle di categoria, che valutano la decisione dell'azienda frutto di un comportamento antisindacale: prima di collocare Casati ad occuparsi del servizio "tariffa puntuale" i vertici di Acam avrebbero dovuto valutare le risorse già presenti all'interno della società. Stando alle dichiarazioni dei vertici di Via Picco il destino di Integra è segnato e pare logico avviarne l'alleggerimento in termini di personale. Ma la dinamica in questione ha fatto storcere diversi nasi.
A completare il quadro che secondi alcuni rappresenta lo scivolamento dei centristi spezzini verso il Pd c'è l'uscita dalla maggioranza del Comune di Follo da parte del consigliere Lorenzo Rossi, "costiano" di ferro entrato in collisione con il sindaco Giorgio Cozzani. Ma in questo caso c'è chi attribuisce il fatto ai mal di pancia successivi alle scelte maturate nel centrodestra durante le elezioni provinciali.
"Tre indizi fanno una prova", diceva Agatha Christie. Ma la logica non è categoria che appartiene al mondo della politica. Meglio un "se son rose fioriranno".

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