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Approvato Puc contro cementificazione colline. Federici: "Maggioranza compatta"

Ieri sera in consiglio comunale non sono mancate polemiche dai gruppi di minoranza.

Approvato Puc contro cementificazione colline. Federici: "Maggioranza compatta"

La Spezia - "Il Consiglio Comunale ha approvato la variante al Piano Urbanistico Comunale che ha l’obiettivo di limitare la possibilità di costruire sulla fascia collinare. Su questo provvedimento la maggioranza ha dato una prova di compattezza importante a dimostrazione di quanta attenzione ci sia nelle forze al governo della città sui temi della tutela del territorio e verso il nostro patrimonio paesaggistico costituito, tra l’altro, da una fascia collinare di bellezza unica".
Parola del sindaco della Spezia Massimo Federici che plaude alla decisione e ringrazia l’assessore Maurizio Savoncelli e gli uffici della pianificazione territoriale per aver messo a punto un intervento normativo moderno su un tema di così grande attualità.
"Un grazie ai gruppi di maggioranza che, in sede di commissione e nel Consiglio Comunale, hanno espresso da subito condivisione di questo intervento proposto dalla Giunta che qualifica la nostra azione di governo del territorio".

“Con questa variante – spiega l’assessore alla pianificazione territoriale Maurizio Savoncelli - si appronta uno strumento importante di pianificazione e salvaguardia del territorio che ci consente di contrastare l’accrescimento di edificazione nella fascia collinare. L’obiettivo è anche quello di ottimizzare e controllare con strumenti efficaci l’attività edilizia in collina.
Si tratta di un intervento di carattere cautelativo in attesa della revisione generale del Piano Urbanistico Comunale prevista, secondo la normativa, per il 2012. Grazie al lavoro di analisi complessa svolto dagli uffici della pianificazione del territorio abbiamo un provvedimento all’avanguardia che riesce a tenere in equilibrio la salvaguardia del nostro territorio con esigenze di carattere economico-sociale”.

"La variante del Piano Urbanistico Comunale - prosegue la nota di palazzo Civico - nasce all’interno delle politiche del territorio sviluppate in questi anni (Alta Via del Golfo, Progetto Sentieri, Progetto Campagna Urbana, Piano del Paesaggio Urbano, ecc.) e tese a rafforzare ulteriormente la tutela del territorio extraurbano, la fascia collinare, soggetta peraltro a un crescente rischio idrogeologico causato dalle mutate condizioni climatiche, come confermato dai fenomeni straordinari dell’ultimo biennio.

Per questo motivo si è ritenuto necessario aggiornare il Piano Urbanistico Comunale per rendere più efficace l’azione di salvaguardia del territorio comunale. Il provvedimento si pone infatti l’obiettivo di limitare al massimo l’uso del territorio, incentivando e agevolando il recupero e il riutilizzo di fabbricati esistenti con particolare riguardo agli agglomerati.

Si prevede l’eliminazione pressoché totale della nuova edificazione di nuove costruzioni nei tessuti collinari di consolidamento e, in quelli sparsi (Foce, Sarbia, Strà, Pianazza, Biassa, Pitelli, San Venerio, Buonviaggio, Valdurasca), che pertanto vengono riconosciuti come saturi agli effetti della realizzazione di nuovi edifici. Analogamente, viene eliminata pressoché totalmente la possibilità di realizzare edifici indipendenti nelle zone di produzione agricola e nei territori di presidio ambientale, nei quali permane solo la possibilità di realizzare manufatti agricoli a servizio di effettive attività agricole a carattere aziendale.

Sia nei tessuti sparsi che nelle zone agricole e di presidio le potenzialità edificatorie vengono ricondotte all’ampliamento degli edifici esistenti, con l’ obiettivo di:
- ridurre la dispersione edilizia e il consumo di suolo;
- collegare gli ampliamenti edilizi al recupero del territorio, secondo il principio della perequazione ambientale che sancisce la necessità di attivare azioni diffuse di recupero territoriale, ambientale e paesaggistico in correlazione con l’attività edilizia privata, per mezzo di convenzione.

Riconosciuta, sulla base della Legge Urbanistica Regionale, la subordinazione dell’edificazione a scopo residenziale al prioritario esercizio di attività agricole, come fattore di recupero e riqualificazione del territorio, la traduzione di questo principio nei meccanismi normativi del piano si articola attraverso la stretta correlazione delle possibilità di ampliamento con un insieme organico di compensazioni ambientali.

In sintesi, la nuova norma elimina le possibilità di nuova costruzione nelle aree di produzione agricola e di presidio ambientale come nei tessuti sparsi collinari e nei tessuti collinari di consolidamento del PUC vigente.

La nuova norma. Tutti i dettagli

La nuova norma prevede:
- nei tessuti collinari, sparsi o di consolidamento, la possibilità di ampliare il patrimonio edilizio residenziale esistente adeguandolo allo standard tipologico del “villino” (dimensione massima 250 metri quadri, altezza massima due piani, per un massimo di tre unità abitative) anche attraverso l’asservimento ad uso agricolo di terreni facenti parte del territorio extraurbano (aree di produzione agricola, territori di presidio ambientale) con un indice edificatorio molto basso (0,01 mq/mq);
- nelle zone di produzione agricola e nei territori di presidio ambientale, la possibilità di ampliare gli edifici esistenti fino a 250 mq (come reso possibile nella norma vigente) articolandola in una duplice casistica: se gli edifici fanno parte di “aggregazioni edilizie” in territorio extraurbano (raggruppamenti di edifici esistenti in numero minimo di quattro, distanti tra loro a raggio non più di venti metri), è prevista la possibilità di raggiungere comunque la consistenza di 250 mq per un massimo di tre alloggi. Negli altri casi, tale potenzialità è applicabile solo se gli edifici sono costituiti da più di un’unità immobiliare, altrimenti permane la possibilità (in conformità al PUC vigente) di raggiungere i 150 mq; in ogni caso per questi interventi è previsto, sul versante delle compensazioni ambientali:
- la coltivazione, manutenzione e riassetto idrogeologico di territori agrari collinari, con la contestuale conservazione del patrimonio terrazzato e del sistema delle emergenze (cappellete, opere significative di pregio storico etc…) mediante una convenzione che assicuri almeno 120 mq di terreno asservito per ogni mq di edificato, esistente e in ampliamento nel caso di funzioni residenziali.;
- la manutenzione di percorsi pubblici facenti parte della rete della sentieristica collinare, di rilevante valore storico-ambientale (0,8 metri lineari per ogni mq di superficie utile);
- la manutenzione della fitta rete di corsi d’acqua, la cui importanza è fondamentale nella prevenzione del rischio idrogeologico (0,2 metri lineari per ogni mq di superficie utile) e la contestuale verifica idrogeologica dei terreni asserviti;
- la conservazione degli elementi di valore storico-architettonico quali portali, maestà, ecc.;
- la conservazione degli edifici di valore storico-architettonico (A2) non individuati nel PUC vigente;
- la possibilità di realizzare la superficie utile in ampliamento, nel caso in cui l’edificio esistente sia di valore storico-ambientale (A3) anche attraverso la realizzazione di un edificio indipendente, purché ciò non determini la realizzazione di nuove strade, e alle stesse condizioni di asservimento, coltivazione, manutenzione del territorio sopradescritte;
- la possibilità di edificare manufatti ad uso accessorio agricolo, solo nei casi di riconosciuto possesso di requisiti di esercizio aziendale a titolo principale di attività agricola;
- nei casi di manufatti agricoli in pietra di particolare valore testimoniale, importanti nella qualificazione del paesaggio storico, la possibilità di riedificare la superficie utile esistente degli stessi, se preventivamente restaurati, in un nuovo manufatto accessorio, purché accompagnata dall’asservimento a scopo agricolo e di manutenzione del territorio in un rapporto di 50 mq ogni mq di superficie utile;
- A queste potenzialità vanno aggiunte, perché strategiche per il rilancio delle attività produttive in collina, quelle previste per l’ampliamento a fini turistico-ricettivi lungo il sistema dei percorsi collinari, ampliamento che privilegia l’insediamento di funzioni integrate con attività di tipo agricolo.

La gestione complessa di queste innovazioni normative impone ovviamente l’attivazione del Sistema Informativo Territoriale per la gestione delle convenzioni e di un catasto di tutte le componenti territoriali assoggettate ad asservimento ed affidamento a privati.

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