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Appello bipartisan: "Diamo certezze ai 158 Oss spezzini"

Un ruolo centrale in questo momento difficile. Cenerini (FI): "Migliaia assunzioni, agganciamoci a piano governativo". Raffaelli: "Si proceda con internalizzazione".

Lettera a Toti

La Spezia - Professionisti della sanità impegnati a trecentosessanta grandi nel fronteggiare l'emergenza coronavirus. Spesso in condizioni non ottimali, soprattutto a causa della carenza di Dispositivi di protezione individuale, in primis le mascherine, una grana alla quale le istituzioni stanno disperatamente cercando di porre rimedio. Nel novero del personale della sanità chiamato di questi tempi a un extralavoro ci sono anche gli ormai 'famosi' 158 operatori sociosanitari spezzini, da tempo in cerca di certezze per il loro futuro e sui destini dei quali grave lo spettro di un possibile fine corsa lavorativo. Complice anche il loro impegno senza quartiere di questi giorni, la politica torna a difenderne la causa. Il primo a battere un colpo, con una lettera aperta rivolta al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, è Fabio Cenerini, capogruppo di Forza Italia nel consiglio comunale della Spezia e responsabile provinciale degli azzurri. “So che potrebbe sembrare il momento sbagliato e meno adatto vista l’emergenza per il Coronavirus, ma invece ritengo sia l’esatto contrario e che con un po' di buona volontà si possa fare – scrive Cenerini -. Stiamo parlando dei 158 operatori socio sanitari di Coopservice, che da mesi non dormono la notte perché rischiano il posto di lavoro e adesso nell’emergenza più totale garantiscono il servizio con turni massacranti a rischio della loro stessa vita e vorrei aggiungere sottopagati. Inoltre è di questi giorni la denuncia da parte di molti di loro e dei sindacati, che spesso hanno lavorato senza aver garantite quelle norme di tutela sanitaria, vedi la mascherina, che in questo momento dovrebbero essere il minimo per chi opera in un settore così a rischio come la sanità, con la buona probabilità di infettarsi, come ci insegna quello che sta avvenendo in Lombardia per addetti del personale ospedaliero”.

“Il piano di emergenza messo in campo dal governo alcuni giorni fa – continua Cenerini - prevede il potenziamento del servizio socio sanitario nazionale con l’assunzione di 20mila addetti fra personale medico, infermieristico e socio sanitario (5mila oss), a tempo determinato per due anni, con la possibilità se non ci sono elementi negativi di passare a tempo indeterminato. Agganciandosi a questo piano penso ci possa essere la possibilità di dare una certezza lavorativa a coloro che anche in questo grave momento hanno fatto tutto meno che incrociare le braccia, malgrado la loro precaria situazione, ma anzi si prodigano raddoppiando gli sforzi, senza pensare ai rischi che corrono in cambio di un limitato e incerto stipendio. Credo che nel tuo (Cenerini si rivolge a Toti, ndr) importante ruolo di presidente di questa regione, che amministri con capacità e sensibilità, avendo la competenza in materia, troverai il modo grazie a queste assunzioni di chiudere questa drammatica vicenda che riguarda 158 famiglie, che si è trascinata anche troppo a lungo”.

A quello del capogruppo forzista si è aggiunto l'intervento di Marco Raffaelli, capogruppo Pd nel consiglio comunale spezzino. “Mi unisco all’appello del collega Cenerini nei confronti del governatore della Liguria Toti affinché si approfitti delle possibilità in termini di risorse ed assunzioni, che il Governo ha concesso agli Enti per sopperire al fabbisogno di personale sanitario, e si proceda all’internalizzazione dei 158 oss in Asl5. Sono persone che oltre a vivere momenti di estremo sacrificio, come tutti i colleghi del settore, si ritrovano però sulle spalle anche il peso dell’incertezza della continuità occupazionale per il futuro. Ci possono essere i margini per risolvere definitivamente il problema con la garanzia di non far perdere il posto di lavoro a nessuno di loro. Mi associo pertanto alla richiesta del collega, per portare avanti una battaglia che non ha colore politico”.

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