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Amianto in arsenale, tutti d'accordo: più controlli e più bonifiche

Il consiglio comunale ha approvato all'unanimità la mozione unitaria frutto del lavoro in commissione Ambiente. Bocciato un ordine del giorno che impegnava l'amministrazione a un impegno maggiore per la rimozione dell'eternit su tutto il territorio.

Marolini tra il pubblico

La Spezia - A tre mesi esatti dalla tempesta che aveva scoperchiato alcuni tetti in amianto dei capannoni dell'arsenale, a pochi metri dall'abitato di Marola, il consiglio comunale ha approvato all'unanimità la mozione frutto del lavoro in commissione. L'aula si è divisa, invece, sull'ordine del giorno con il quale il consigliere Massimo Caratozzolo chiedeva all'amministrazione un impegno a più ampio spettro per la rimozione dei pannelli di eternit presenti sul territorio comunale. Un documento sostenuto anche da buona parte dei gruppi di opposizione, ma ritenuto pressoché inutile dalla maggioranza, che dà per scontata l'attenzione della giunta e del sindaco Pierluigi Peracchini sulla questione.

La mozione, approvata di fronte a un manipolo di marolini presenti in aula, prevede l’avvio di un ciclo di incontri partecipati con gli abitanti della zona e gli enti competenti (a partire dal comando della Marina militare) per affrontare il percorso volto a risolvere progressivamente il problema dell’amianto presente nella base navale. A questo si aggiungono il via immediato a una campagna di monitoraggio con Arpal sui fenomeni di dispersione delle fibre di amianto nelle zone civili vicine all’arsenale, la stipula di un protocollo di intesa tra Comune, Marina, Asl e Arpal per affrontare tutte le fasi finalizzate a risolvere il problema, previa acquisizione della mappatura dei siti da bonificare redatta dalla Marina in collaborazione con Asl e, infine, la richiesta di stanziamenti ad hoc da parte del Governo e dello Stato Maggiore della per avere i finanziamenti necessari alle bonifiche.

L'esposizione del contenuto del documento è stata fatta dal presidente del consiglio comunale, Giulio Guerri, poi è iniziato il valzer degli interventi.
"Con questa mozione - ha detto Guido Melley, che insieme al collega Roberto Centi rivendica l'impegno diretto di Leali a Spezia per effettuare le audizioni in commissione e per arrivare ad un voto unanime - inizia un percorso che ha visto tutti i consiglieri lavorare per dare risposta a un tema che viene da lontano ma che si è riproposto col fortunale di fine ottobre. Un risultato frutto del lavoro del consiglio, ma che non sarebbe stato possibile senza il dinamismo dell'associazione Murati vivi e dei cittadini. Un ringraziamento anche all'assessore all'Ambiente Kristopher Casati, che ha dimostrato prontezza e attenzione".
"Quello dell'amianto - ha aggiunto Caratozzolo, di Per la nostra città - non è il solo problema del quartiere, impegnato in una convivenza difficile con la Marina sotto molti altri punti di vista. L'amianto è fuori legge dal '92 ma è ancora presente in molte zone: è necessario proseguire nella rimozione, anche in vista di possibili situazioni di pericolo come quella di fine ottobre". Nel frattempo i messi comunali distribuivano l'ordine del giorno, mandando su tutte le furie Maria Grazia Frijia. Secondo l'esponente di Fratelli d'Italia "non si presentano ordini del giorno di parte su mozioni unitarie".
"Sono convinto che amministrazione fa tutto quello che è in suo potere", ha sostenuto Luigi De Luca, di Spezia vince con Peracchini, smorzando così il significato dell'ordine del giorno, divenuto in pochi secondi il vero protagonista della discussione.
"Il nocciolo della questione, come ha detto Melley, è quello dei soldi. La Marina ha una tranche annua per le bonifiche, oltre a quello non può fare. Per questo bisogna fare pressione sul governo. Ha ragione Frijia: di fronte a una mozione unitaria ci si limita al documento concordato - ha proseguito Fabio Cenerini, capogruppo di Toti - Forza Italia -. Non mi stupisce il comportamento di Caratozzolo, ma quello di altri colleghi più esperti d'aula. al di là del metodo, sono contrario anche ai contenuti: è inutile prendere in giro i cittadini con frasi a effetto".

Dallo scranno di Spezia bene comune, Massimo Lombardi, dopo aver difeso l'ordine del giorno, ha sottolineato la testardaggine dei Murati vivi per centrare l'obiettivo, nonostante si siano trovati di fronte "a chi minimizzava la situazione con finte rassicurazioni. Finalmente è stato squarciato il muro di gomma che prevedeva l'identificazione di chi alzava la testa, apponendo uno striscione o manifestando il suo disappunto".
"Ho proposto in commissione di non dividersi su questo tema e il risultato è stato positivo - ha ricordato Lorenzo Forcieri, consigliere di Avantinsieme -. Asbestosi e silicosi sono piaghe per il nostro territorio e non solo. Ci sono stati provvedimenti nazionali importanti, ma ancora oggi ci sono problemi per i dipendenti pubblici e militari. Avere risorse stabili anno dopo anno deve essere una richiesta pressante da parte di tutti noi. E servono idee di sviluppo diverse per il territorio.
Ricordo che in commissione è stato detto a Caratozzolo che se voleva allargare il discorso lo avrebbe dovuto fare in un atto a parte. Pertanto - ha concluso rivolto alla maggioranza - la vostra irritazione è incomprensibile visto che sulla prossima mozione (sul tema dei rigurgiti fascsiti, Ndr) avete presentato un ordine del giorno anche voi. Siete vittime del vostro stesso metodo".

"Siamo in ritardo - ha esordito la grillina Donatella Del Turco -, bisognava iniziare a smantellare già dal 1992. Dobbiamo intervenire quanto prima con le bonifiche".
Per Andrea Costa, di La Spezia popolare, la presentazione dell'ordine del giorno è stata una scelta infelice: "La mozione che stiamo per approvare è un risultato raggiunto dai cittadini. Per rispetto a loro non serviva avanzare una proposta lanciata per distinguersi - ha detto guardando negli occhi Caratozzolo -. Questo è un modo squallido di fare politica".

Al momento del voto, come era ormai chiaro durante la discussione, l'ordine del giorno è stato bocciato con il voto negativo del centrodestra da una parte e quello positivo dell'opposizione e del duo Guerri-Caratozzolo dall'altra.
Solo luci verdi, invece, per la mozione unitaria, per la soddisfazione dei marolini presenti, che hanno così potuto lasciare l'aula.

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