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Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Agosto - ore 22.40

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Almeno quattro donne nella giunta di Peracchini

Il nuovo sindaco alle prese con la composizione della squadra. La legge Delrio impone che un sesso non abbia meno del 40 per cento degli assessorati. Ecco i nomi che circolano: tre donne in pole, tra gli uomini ci sarà da scremare.

Almeno quattro donne nella giunta di Peracchini

La Spezia - E' attesa per la metà della prossima settimana la formalizzazione della squadra con la quale Pierluigi Peracchini, ufficialmente sindaco della Spezia dalle 10.30 di questa mattina, governerà la città per i prossimi cinque anni.
Nel frattempo, però, alcune ipotesi hanno già iniziato a circolare con insistenza, nel consueto totoassessore che contraddistingue i giorni successivi all'elezione di un nuovo primo cittadino.
Nomi e deleghe che sono ovviamente da prendere con la dovuta cautela, in considerazione del fatto che i ragionamenti del sindaco e dei vertici dei partiti che lo hanno sostenuto stanno avvenendo nel massimo riserbo e che la quadratura del cerchio sembra ancora ben lungi dall'essere trovata.

Almeno quattro donne sui nove assessori totali, lo dice la legge
A differenza delle giunte precedenti, quella di Peracchini, dovrà rispettare le disposizioni della legge Delrio, la numero 56 del 7 aprile 2014. Il Consiglio di Stato ha infatti depositato a febbraio 2016 le motivazioni della sentenza con la quale, nell'ottobre 2015, veniva riconfermato "il carattere inderogabile della percentuale di quote rosa nelle giunte comunali".
Il nuovo sindaco dovrà quindi rispettare l'articolo 137, che recita "nelle giunte dei Comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico". Sul massimo di nove assessori che possono essere nominati per un Comune delle dimensioni di quello spezzino, dunque, dovranno comparire almeno quattro donne.
In pole position per uno dei quattro posti ci sarebbe Manuela Gagliardi, accostata alla delega al Bilancio e al ruolo di vicesindaco. A favore dell'avvocatessa eletta nella lista "Toti per Peracchini" ci sarebbero la vicinanza all'assessore Giacomo Giampedrone e i 342 voti raccolti.
Alla poltrona di vicesindaco punterebbe anche Patrizia Saccone, risultata la più votata (nella stessa lista), ma non gradita ad alcuni dei possibili colleghi per essere stata per cinque anni assessore nel secondo mandato Federici, prima di decidere di saltare dall'altra parte della barricata e abbracciare il centrodestra. Per Saccone potrebbe ritornare la delega allo Sport, magari affiancata da un assessorato di peso.
Dopo due mandati di opposizione puntuale un'occasione da amministratrice con un ruolo di primo piano potrebbe capitare anche a Maria Grazia Frijia, esponente di Fratelli d'Italia che, sempre nella lista promossa dal presidente della Regione, di preferenze ne ha collezionate 323.
Tre dei quattro assessorati del gentil sesso, potrebbero dunque avere già altrettante destinatarie. La quarta potrebbe essere individuata da Peracchini all'interno della società civile.

Cinque uomini e tante ipotesi
Se il riempimento della quarta casella delle donne (senza dimenticare che anche per le altre tre siamo nel campo delle supposizioni) sarà sicuramente impegnativo per il primo cittadino, lo stesso si può dire per tutte quelle che dovrebbero spettare agli uomini.
In un equilibrio dato dal mantenimento dell'indipendenza, ma anche dei buoni rapporti con le forze politiche che hanno contribuito alla sua elezione, Peracchini non potrà certamente frustrare le ambizioni di assessorato per la Lega Nord e di La Spezia Popolare. Diverso il discorso che riguarda le liste che sono entrate in gioco al secondo turno: per Giulio Guerri, infatti, si fa un gran parlare del posto di presidente del consiglio comunale, ruolo sul quale ci sarebbe già una salda intesa.
Nel Carroccio spiccano i nomi di Gianmarco Medusei e Lorenzo Brogi, capaci rispettivamente di 582 e 441 preferenze. Per il primo, medico di professione, potrebbe arrivare l'investitura ad assessore alla Sanità, incarico per il quale altri vedono avvantaggiato Enzo Ceragioli, altro discepolo di Ippocrate che nella lista del presidente Toti ha raccolto 182 voti.
Restando nella galassia totiana l'ex consigliere comunale di Forza Italia Paolo Asti viene avvicinato all'assessorato alla Cultura, logica conseguenza del suo impegno manageriale nel settore delle mostre e della musica e del ruolo di vicepresidente della Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo ricoperto dal 2008 al 2013.
Possono aspirare a sedere tra i banchi della giunta dopo dieci anni trascorsi a quelli dell'opposizione anche Sauro Manucci (373 preferenze), recentemente passato da Forza Italia a Fratelli d'Italia, e l'azzurro Giacomo Peserico (260).
Per La Spezia Popolare, considerato che Andrea Costa ha annunciato l'ingresso in consiglio comunale, mantenendo il ruolo di consigliere regionale, il nome più accreditato è quello di Kristopher Casati, attuale vicesindaco a Follo. Infine può aspirare a un ruolo in giunta anche l'ex popolare Gino De Luca che ha trascinato la lista civica del sindaco con 227 voti.
Se tra le donne la difficoltà potrebbe venire dalla necessità di riempire le caselle, tra gli uomini i profili possibili per i cinque posti in giunta sono decisamente in sovrabbondanza.

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