Acam, Andreetti a Orlando: "Non ha più argomenti"
La Spezia. Walter Andreetti, segretario generale spezzino della Uil, lancia bordate significative ad Andrea Orlando, portavoce nazionale e deputato del PD, sulla questione Acam, ecco il suo intervento:
"Leggo sui giornali l’intervento dell’on. Orlando sulla vicenda ACAM, che chiama in causa l’Organizzazione Sindacale che rappresento accusandola di fare un cattivo servizio ai lavoratori.
Evidentemente, quando non si hanno più argomentazioni e non ci si può più sottrarre alle proprie responsabilità, si tenta di focalizzare la discussione su altro.
Non possiamo che concordare sulla proposta di bruciare il CDR nella centrale Enel, visto che lanciammo questa idea nel nostro convegno a Portovenere nel maggio 2008.
Concordiamo sul fatto che l’unità sindacale sia da perseguire, ma questo non significa allinearsi forzatamente alle posizioni CGIL.
Tanto più dopo che le posizioni sulla vicenda Acam cambiano in modo diametralmente opposto a quelle iniziali, sposando, guarda caso, le posizioni della maggioranza politica locale.
La UIL invece, che non deve obbedire a nessuno, se non ai propri iscritti, ritiene che sia le Amministrazioni locali, azionisti di riferimento di ACAM, sia chi la ha amministrata, debbano assumersi le proprie responsabilità.
Non si può cercare altrove colpe sulla cattiva gestione della società, dove il maggior azionista è il Comune nel quale anche l’on. Orlando è stato Assessore. Non si possono cercare alibi ad una disastrosa gestione fatta da consigli di amministrazione pieni di ex politici da sistemare, con nessuna competenza in materia. Non si possono giustificare consulenze dorate per attività dove le competenze interne erano più che sufficienti.
Per questo riteniamo che come primo atto debbano essere azzerati tutti i consigli di amministrazione e i gruppi dirigenti responsabili di questa gestione fallimentare.
Deve essere poi presentato un piano industriale credibile e di reale rilancio della società, salvaguardando in primo luogo tutti i lavoratori diretti e dell’indotto, sui quali non possono ricadere le colpe di chi ha mal gestito.
In ultimo viene rispolverata la solita storiella che è necessario fare sacrifici per avere una ricaduta di servizi in futuro; la vicenda dimostra esattamente il contrario: che le maggiori entrate vengono regolarmente sperperate. In realtà l’aumento delle tariffe nasconde solo lo scopo di far pagare ai cittadini i debiti accumulati da anni di cattiva gestione".