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"X mas decantata? Ma quando Junio Valerio Borghese firmò l'accordo con la Marina Tedesca..."

`X mas decantata? Ma quando Junio Valerio Borghese firmò l´accordo con la Marina Tedesca...`

La Spezia - "Di fronte agli attacchi personali rivolti pubblicamente su social media ed organi di stampa al consigliere comunale Massimo Lombardi reo di aver del tutto legittimamente e nel pieno rispetto della Costituzione Italiana, evidenziato che all'interno del Museo Navale della Spezia venivano venduti gadget inneggianti alla decima flottiglia mas, occorre fare chiarezza una volta per tutte". Spezia Bene Comune torna sull'argomento X mas che tanto aveva fatto discutere la scorsa settimana soprattutto sui frequentatissimi social network, sopra i quali si sono riversate decine di commenti: "Luigi Durand De La Penne, Emilio Bianchi, Teseo Tesei, Antonio Marceglia, se ricordare e rendere onore agli eroi della guerra che fecero parte della X mas, questi sono in nomi che dobbiamo fare, ovvero di coloro che, sopravvissuti, compresero quali effettivamente fossero i valori per i quali combattere e da veri combattenti ancora lo fecero, dalla parte giusta e si distinsero quindi prima e dopo l’8 settembre 1943 per valorose azioni militari".

"Perché la tanto decantata, dai nostalgici del ventennio e pseudo patrioti dell'ultima ora, X mas va, nella sua evoluzione storica, analizzata e classificata per quello che purtroppo realmente è stata. La X mas, dopo l'armistizio dell'8 settembre del 1943, firmò, nella persona del suo comandante Junio Valerio Borghese (che più tardi ordì un golpe contro la Repubblica), un accordo diretto con la Marina Tedesca nel quale garantiva la propria fattiva collaborazione nel contrasto dell'avanzata delle truppe alleate e nei confronti del membri della Resistenza. Tale collaborazione si concretizzò in azioni efferate di rastrellamento e tortura che andarono avanti sino alla resa del 1945. Le azioni di cui sopra vennero in seguito definite veri e propri crimini di guerra. Questa è Storia, tutto il resto è retaggio di un travisato patriottismo, i veri patrioti sono stati i nostri padri ed i nostri nonni che hanno perso la vita, con la Resistenza, per consegnarci l'Italia libera e democratica. Se di storia vogliamo parlare allora di storia parliamo, attenendoci unicamente ai fatti, che, nella loro chiarezza, attribuiscono con assoluta certezza dove stava la ragione e dove il torto" - conclude il comunicato.

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