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"Vendetta contro una politica riformista e rottamatrice"

Parla Luca Liguori, capogruppo Pd in consiglio comunale: "Da Renzi grande senso di responsabilità".

`Vendetta contro una politica riformista e rottamatrice`

La Spezia - "Uno solo contro tutti, ma il dato è netto". A parlare il capogruppo PD in comune, Luca Liguori, che già nel 2012 aveva sostenuto, solo nel gruppo consigliare, Renzi nella sfida contro Bersani. "Anche allora - ricorda Liguori - fu una sconfitta accettata con grande dignità e senso di responsabilità, da Matteo Renzi. Oggi si conferma quel profilo Istituzionale a cui la politica non è certo abituata. Sul risultato, nulla da dire, il divario è enorme, evidentemente prendiamo atto che i cittadini non intendono modificare nessun articolo della Costituzione.
Ma occorre anche essere realisti: non è stata solo questa la spinta che ha determinato il risultato. A pesare, il giudizio sul mandato del Governo Renzi e l’occasione colta da tanti, di vendicare una politica troppo riformista e rottamatrice".

"Anche su questa scelta - prosegue il capogruppo -, su come i cittadini, attraverso la consultazione referendaria, hanno inteso lanciare un messaggio politico, nulla da dire, ciascuno fa del voto ciò che intende sia giusto.
Bene, a risultati acquisiti allora, non dobbiamo dimenticare che oggi va a casa, l’unico che ha reso legge le Unioni Civili, che ha messo mano ai contratti dei dipendenti pubblici fermi da 7 anni, che ha messo in ruolo qualcosa come 160.000 insegnanti, che ha invertito la disoccupazione giovanile con un saldo positivo di 325.000 lavoratori, che ha eliminato la tassa sulla casa e introdotto la responsabilità civile dei Giudici, solo per citarne alcuni.
Voleva anche adeguare l’Italia agli altri Paesi Europei, correggendo costi e funzionamento della politica e degli organi dello Stato.
Ho sostenuto il SI e sono fiero di averlo fatto ed ero certo potesse prevalere.
Nei giorni scorsi ho incontrato tante persone che avrebbero votato contro, ma le ragioni, mi spiace dirlo, non erano quasi mai sulla materia costituzionale, più spesso erano la perdita di fiducia e le sofferenze legata alla difficoltà economica personale e alla questione del lavoro.
Per questo, al di là della sconfitta, occorre rimboccarsi le maniche e ripartire prima possibile perché credo che i problemi siano rimasti e molto presto tutti ci accorgeremo dell’occasione persa".

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