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Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 Settembre - ore 14.39

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"Una mela marcia non rovina la qualità della sanità ligure"

Il presidente Toti e l'assessore Viale commentano il terremoto giudiziario che ha colpito Asl. Salvatore dei M5s commenta: "Dalla Regione serve più impegno contro la corruzione".

i commenti dalla regione
"Una mela marcia non rovina la qualità della sanità ligure"

La Spezia - “Una mela marcia non fa la qualità della sanità ligure, che è una sanità fatta di persone serie, di professionisti seri, di migliaia di persone oneste che fanno il loro lavoro”, così ha commentato il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti dopo la notizia dell’inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto di un dirigente della Asl 5 Spezzina.
“Tutta l'inchiesta ruota sulle gesta di una singola persona – prosegue -, con alcuni complici comprimari, che non vuol affatto dire che la sanità abbia una struttura corrotta, ma che una mela marcia può esserci anche nel cesto delle migliori mele”.
“Auspico che la magistratura faccia chiarezza nel più breve tempo possibile, che se ci sono responsabili - con la dovuta prudenza nel caso di un'inchiesta appena agli inizi - vengano puniti severamente, perché non si gioca con i soldi dei cittadini e men che meno con la loro salute. Questa vicenda non deve comportare neppure un velo di dubbio rispetto all'onestà e alla salute di un sistema, quello della sanità italiana e ligure, che è sano nei suoi fondamentali”.
“Questa amministrazione - ha concluso il governatore Toti - sta facendo tutto quello che è in suo potere per fare in modo che gli appalti futuri siano ancora più limpidi, più trasparenti e più convenienti per i cittadini che li pagano”.

“Massima fiducia nell’operato delle autorità competenti, che stanno svolgendo le indagini. Rimango in attesa di avere ulteriori elementi di valutazione, trattandosi di una complessa e articolata indagine, che coinvolge non solo una parte del territorio spezzino ma anche della Toscana. Regione Liguria è parte lesa e valuterà ogni iniziativa, anche nei confronti del personale della sanità coinvolto”. Così la vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale a seguito dell’operazione odierna della Guardia di Finanza. “Anche la riforma del sistema sanitario – aggiunge la vicepresidente Viale - è intervenuta sulle competenze in materia di gare delle Asl e di Alisa. Abbiamo anche puntato molto sulla promozione di attività e iniziative in materia di anticorruzione all’interno delle aziende nell’ottica della massima trasparenza”.
In particolare, l’assessorato alla Sanità, supportato dalla Giunta, ha posto particolare attenzione nell’applicazione della normativa nazionale per la prevenzione della corruzione e la trasparenza nella Pubblica Amministrazione, attivando un gruppo di lavoro e potenziando l’azione e il ruolo dei funzionari responsabile dell’anticorruzione nelle singole aziende.

“I fatti di questa mattina alla Spezia mettono a nudo ancora una volta la vulnerabilità della nostra regione di fronte ai fenomeni legati alla corruzione e dimostrano l’incapacità delle istituzioni di combattere con provvedimenti adeguati una piaga ormai fuori controllo. Tocca agli inquirenti verificare se ci siano state illiceità o meno, ma certo colpisce in modo particolare la presenza tra i fermati dell’ex consigliere regionale, Luigi Morgillo, per anni in Forza Italia. Lo stesso partito che aveva avuto tra le sue fila Gabriella Mondello, coinvolta nel processo di Lavagna per fatti ancora più gravi, e di Claudio Scajola, candidato sindaco del centrodestra a Imperia e imputato nel processo sul caso Matacena. Uno spaccato davvero poco rassicurante di quello che è Forza Italia, di cui Toti è l’attuale principale rappresentante in Liguria ed esponente a livello nazionale.”
Così Alice Salvatore, portavoce del MoVimento 5 Stelle Liguria, commenta la maxi operazione della Guardia di Finanza di questa mattina che tocca da vicino l’ASL 5 spezzina.
“Da anni combattiamo in Regione per ottenere dalla Giunta Toti un maggior impegno nelle politiche di contrasto della criminalità, con particolare attenzione per quella organizzata e mafiosa, scontrandoci contro un muro di gomma - ha proseguito Salvatore -. Siamo stati noi a chiedere e a ottenere l’emendamento alla legge regionale sul contrasto alla criminalità organizzata, che adesso prevede che la Regione si costituisca parte civile nei procedimenti penali relativi al 416 bis e ter e sul patto di scambio politico-mafioso. Nonostante questo, Toti ha scelto di non costituirsi parte civile nel processo che vede imputato Scajola”
“Dalla Giunta Toti sarebbe necessario ben altro impegno nel contrasto alla corruzione e la criminalità organizzata - ha concluso Salvatore -, visto che la nostra regione è pesantemente interessata dal fenomeno mafioso, come rileva la relazione della commissione parlamentare antimafia. Non è voltando gli occhi dall’altra parte che si combatte la criminalità ma con un impegno costante per la lotta ad ogni forma di illegalità, specie in un settore così sensibile come quello della Sanità”.

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