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Ultimo aggiornamento: Giovedì 25 Aprile - ore 21.50

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"Turismo di qualità, sicurezza e decoro, serve un cambiamento" | Foto

Prima uscita da candidato sindaco per Pierluigi Peracchini. Nh Hotel preso d'assalto dal popolo del centrodestra. Toti: "Squadra vincente".

La proposta: "Rifare Piazza del Mercato"
"Turismo di qualità, sicurezza e decoro, serve un cambiamento"

La Spezia - Una sala Manarola dell'Nh Hotel che esplode di persone, caldo e "malcelato" entusiasmo. D'altro canto la caccia grossa, per una volta, è davvero alla portata, almeno secondo loro. E Pierluigi Peracchini, che da sindacalista aveva sempre declinato l'offerta di partecipare alla "selva" della campagna elettorale, ha la grande occasione di rappresentare una coalizione che ha saputo unirsi e su questa unione costruirà le proprie certezze di giocarsela, questa volta, per davvero. Il bagno di folla iniziale scomoda tutti: la base del centrodestra, con le famiglie storiche ringalluzzite dalle conquiste nei piccoli comuni e in Regione, che da sempre lì hanno il cuore, diversi curiosi che hanno voluto sentire il primo e pubblico Peracchini pensiero, ma anche e soprattutto i pezzi forti di tutto lo schieramento. A cominciare da tutti i segretari dei partiti che appoggiano l'ex leader della Cisl, per proseguire coi sindaci spezzini d'area, fino ai consiglieri comunali e ai semplici simpatizzanti.

E Giovanni Toti, che per un attimo col microfono in mano sembra volersi riprendere il ruolo di conduttore di talk-show, parte proprio dalla vittoria nella sua Ameglia per raccontare il film di questo biennio che probabilmente in pochi si sarebbero immaginato così. Si rivolge a Peracchini chiamandolo sindaco, alla faccia della scaramanzia: "In fondo è partito tutto da qui, con la presa di Ameglia e le vittorie successive. E da due anni stiamo lavorando ad un processo di cambiamento che parte dalla Regione. Spero che gli amici di Cantiere Liberale si uniscano a questa già grande coalizione, ma c'è una squadra che già così può vincere". Al tavolo ci sono tutti ed è il primo segnale di una certa compattezza, la condicio sine qua non sulla quale hanno lavorato in questi mesi Toti e Giampedrone, non tralasciando alcun dettaglio e provando a fotocopiare, per quanto possibile, le strategie vincenti del recente passato: "Compito pesante sulla schiena di Peracchini - ammette Toti - qui ci sono molti filoni da sviluppare, una città con una storia e una bellezza naturale ed artistica. Di tutte queste virtù la sinistra non ha mai saputo cogliere l'essenza, fare sistema, costruire un orizzonte di sviluppo che inizieremo a fare noi dal'11 giugno. Dovete aiutarci a coinvolgere tante persone che fino ad oggi sono rimaste lontano dalla politica perché fatta da altri. Ciò che vi chiedo è di convincere la gente a partecipare, non far decidere sempre gli altri. Noi abbiamo delle idee: un turismo di qualità, con il molo crociere, il recupero della Via dell'Amore per la quale abbiamo trovato i soldi. Comincia una corsa affascinate e vorrei ricordare agli scettici che abbiamo già vinto a Savona e in regione. Dico che vorrei vedere ancora tante facce scettiche anche dopo giugno perché vorrebbe dire che abbiamo intrapreso al strada giusta".

Al tavolo anche il parlamentare Sandro Biasotti, nella veste di coordinatore ligure di Forza Italia, che rimarca, come sempre accade quando scende in territorio spezzino, le sue origini della Val di Vara, e ammette la storica difficoltà del centrodestra ad affermarsi nell'estremo levante: "Qui abbiamo avuto davvero poche soddisfazioni, salvo rare eccezioni. Ultimamente dopo il miracolo di Ameglia stiamo andando di trascinamento grazie al lavoro di Toti che sta facendo da collante, oltre i nostri confini. Detto ciò è cambiato il mondo, bisogna sfruttare le debolezze avversarie che hanno dimostrato di non saper governare ovunque, Roma compresa. Da queste città deve rinascere un mondo. E a Peracchini ricordo di averlo già corteggiato cinque anni fa, ma evidentemente non era il momento giusto. Un consiglio e una speranza: sii collante qui come è stato Toti in regione". Gli fa eco Andrea Costa, consigliere e leader spezzino di Alleanza popolare, per molti mesi considerato il possibile candidato vincente: "Mai come stavolta c'è voglia di cambiamento. Il nostro grande compito è cercare di convincere chi pensa che siamo tutti uguali. Noi dobbiamo dire che è possibile un metodo diverso, ripartendo da territorio e persone".

S'intravede in platea anche l'assessore allo Sport Patrizia Saccone, mentre il leghista Edoardo Rixi chiama a raccolta gli indecisi e i fatalisti: "Noi dobbiamo fare un patto coerente di fronte agli elettori, sono loro i proprietari del comune. Solo così si crea la fiducia con loro: prendiamo credibilità e piano piano arriviamo a Roma. E soprattutto stiamo uniti: con Costa, ad esempio, a livello nazionale ci sono discussioni, non in Liguria. Siamo stufi che gli spezzini debbano andare via per lavorare, è un loro diritto stare in questa bella città. E allora mettetevi in gioco, fate il porta a porta, combattete la paura di votare. Sennò non lamentatevi. In politica contano i voti". Alessandro Rosson, coordinatore di Fratelli d'Italia, è stato uno dei primi ad uscire pubblicamente in appoggio all'ipotesi Peracchini: "Siamo di fronte ad un'occasione d'oro. Una coalizione che va da Area popolare a Fratelli d'Italia, può concretizzare il terzo miracolo. Per noi Peracchini è un candidato formidabile, noi gli abbiamo chiesto tre cose. Discontinuità dalla sinistra, legalità e trasparenza, un no a questa gestione scellerata dell'immigrazione. E' giunto il momento di ammainare lo straccio rosso che sventola qua davanti. Vogliamo Peracchini sindaco". Anche Fabrizio Zanicotti, segretario provinciale della Lega Nord, sottolinea la straordinarietà dell'occasione: "C'è una sinistra spappolata che non va al ballottaggio dai tempi di Rosaia. E siccome non sono abituati a misurarsi sul territorio, dico che l'aria che tira è buona e noi siamo un vascello con vele spiegate e vento in poppa".

Last but not least, parla Pierluigi Peracchini, finalmente pronto al suo primo comizio da candidato del centrodestra. Prima però un lungo applauso di incoraggiamento: "Dobbiamo fare un cambiamento, lasciando a casa ogni particolarismo in funzione di un progetto vincente. Solidarietà, una città di ultrasessantacinquenni, la necessità di programmare un turismo di qualità, il tema della sicurezza, del decoro urbano. E allora si dovranno assumere più poliziotti municipali, per migliorare la nostra posizione nella classifica della microcriminalità dove possiamo entrare nella top-ten. Pensate alla crisi dell'edilizia, alle duemila domande per le case popolari, non possiamo lasciar tutto come 30 anni fa". Peracchini sfiora anche temi più diretti come le sempre dibattutissime grandi opere: "Vogliamo rifare Piazza del Mercato secondo uno stile coerente. Recuperare un Kennedy abbandonato in un fallimento totale che non ha giustificazioni, bisogna muovere un Prp non completato da 11 anni. Sì al pennello, ma non è sufficiente". Impossibile non fare un passaggio sul lavoro, da ex sindacalista: "Il mondo è cambiato e cambierà il mondo del lavoro. O affrontiamo questa mutazione favorendo una formazione di qualità o non andiamo da nessuna parte. Possiamo operare per una valorizzazione della nautica perché qui già esistono delle eccellenze che vanno rese sinergiche. Idem per le aree militari, mi pare troppo timida l'alleanza fra pubblico e privato. L'Oto melara non esiste più, nemmeno si chiama Finmeccanica, altri decidono per noi. C'è un polo universitario, bisogna attrarre investimenti. E ai lavoratori vanno date risposte ben diverse da voucher o tirocini non pagati. Facciamo squadra con la Regione. In questa città il Comune spende per il sociale la metà di quanto non spende per i rifiuti. E continua a mantenere aperti musei visitati da pochissime persone, a fronte di spese ineluttabili". Il comizio entra nella sua fase finale nella quale Peracchini introduce il tema del "metodo": "Ci sono progetti grandi per i quali non possiamo decidere da soli. Vedi il discorso Enel. Avremo proposte per la nuova piazza Cavour, per il waterfront, ma anche per un ragionamento sulle attrazioni: no al colate di cemento sul mare, recuperiamo la nostra tradizione, rendiamo visitabile una nave militare in disarmo perché noi quella storia l'abbiamo costruita".

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