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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Agosto - ore 08.59

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"Spezzinità asili nido? Peracchini è Robin Hood al contrario"

Pecunia (Pd) spara a zero: "Il sindaco sottace alla logica leghista, altro che ex sindacalista. Schiaffo ai più deboli e agli ultimi. Mobiliteremo tutti, è una vergogna sociale". Ghiglione (Cgil): "Provvedimento discriminatorio".

I commenti
"Spezzinità asili nido? Peracchini è Robin Hood al contrario"

La Spezia - "In campagna elettorale Peracchini, disse che avrebbe eliminato le rette delle mense alle scuole comunali. Oggi scopriamo che, non solo non ha nemmeno ridotto le tariffe ma con una delibera di giunta ha modificato i requisiti per le graduatorie di accesso agli asili nido e alle scuole materne che non saranno più valutate in base al reddito ma in
base ad un nuovo criterio, la cosiddetta "spezzinità". Ora posso dire che il sindaco ha preso in giro gli spezzini". Anticipata da CittadellaSpezia (leggi qui), la notizia non poteva che diventare elemento di discussione, non solo da parte della città ma anche della politica, e la segretaria Pd Federica Pecunia, commenta così l'ultima decisione della giunta: "Abbiamo sempre ribadito che il principio giusto da rispettare è chi ha di più paghi di più. Ora scopriamo che non conta più se sei povero o ricco ma se i genitori dei bimbi sono spezzini da molti anni oppure da pochi".

La Pecunia se la prende con il primo cittadino: "Peracchini è un sindacalista: dovrebbe avere a cuore le ragioni sociali di una città e lavorare perché chi ha meno in termini di risorse possa accedere ai servizi essenziali come la scuola, il sociale e la sanità. Avete mai visto un 'sindacalista' sostenere che debba pagare meno un cittadino ricco che ha abitato più anni a Spezia rispetto ad un cittadino indigente che però abitava ad Arcola e poi si è trasferito alla Spezia? Peracchini è Robin Hood al contrario ruba ai poveri per dare ai ricchi e il PD non se ne starà. Vogliamo sapere l'opinione delle forze sindacali, dei genitori e degli insegnanti. Audiremo tutti, mobiliteremo la città per evitare che questa vergogna sociale vada avanti. Riteniamo che questa decisione abbia i profili dell'incostituzionalità e sia uno schiaffo ai più deboli, ai più poveri e agli ultimi. Caro Peracchini dovrai spiegare perché in nome di una logica leghista hai svenduto i principi intorno ai quali i sindacati da sempre conducono le loro battaglie".

“Con i nuovi parametri varati dalla Giunta comunale per l'accesso al nido e alle materne comunali avranno la precedenza figli e nipoti delle famiglie abbienti che risiedono in città da molti anni. Una discriminazione.” Così Lara Ghiglione, segreteria della Camera del Lavoro spezzina, a commento dei nuovi criteri per l’accesso a nidi ed asili comunali varati dalla Giunta del Comune della Spezia. “È cancellato il parametro legato al reddito e quindi alla condizione socio economica della famiglia di origine, definito attraverso il calcolo dell’Isee, strumento fondamentale per garantire il principio sacrosanto di equità sostanziale. Questo provvedimento della Giunta, nato per discriminare le famiglie straniere che vivono nella nostra città, fatto di per sé già grave, allarga il suo raggio di azione e finisce per discriminare chiunque decida di trasferirsi alla Spezia per motivi lavorativi, abbia un reddito medio basso e che, di conseguenza, non sarebbe comunque in grado di rivolgersi a nidi privati. Non è sufficiente consentire una retta mensile più bassa in base all’Isee una volta che la graduatoria è definita sui nuovi criteri: i parametri Isee devono rimanere criteri di accesso al servizio.”
Conclude la dirigente sindacale: “Nel 2017, in piena globalizzazione, pensare che la spezzinità sia un requisito indispensabile da enfatizzare e considerare come premiante è fuori dal tempo, rappresenta una discriminazione inaccettabile ed una visione del mondo provinciale e ristretta. La Spezia è la città di Exodus e dell’accoglienza, questi provvedimenti non solo sono profondamente ingiusti, ma minano anche il patrimonio etico, culturale e sociale della nostra comunità, valori ai quali come Cgil non intendiamo rinunciare perché fanno parte della nostra storia e del nostro dna. Chiediamo un incontro urgente all’amministrazione per rivedere questi assurdi criteri, fiduciosi del fatto che anche Cisl e Uil si uniranno alla nostra richiesta.”

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