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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Febbraio - ore 22.40

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"Sovranisti al governo grazie alla rabbia. Il Pd si rimetta in cammino"

Intervista di fine anno alla deputata Raffaella Paita: "Al congresso sosterrò Martina. L'ascesa dei populisti sembra inarrestabile, ma si interromperà". Sull'eventualità di seguire Renzi fuori dal Pd: "Non discuto ipotesi che non ci sono".

"Mai con grillini e D'Alema"
"Sovranisti al governo grazie alla rabbia. Il Pd si rimetta in cammino"

La Spezia - Dopo tre anni all'opposizione in Regione, Raffaella Paita ha imboccato la strada della candidatura alle politiche del marzo scorso, guadagnando una poltrona per Montecitorio. A Genova l'avversario politico era il centrodestra di Giovanni Toti, alla Camera la maggioranza è composta dal duo Lega - Movimento cinque stelle. Il Pd sta nella minoranza in entrambe le aule e tra una battaglia e l'altra guarda al suo interno per un rinnovamento a dir poco necessario, dopo le batoste elettorali collezionate negli ultimi anni.

Lei è stata la candidata del centrosinistra alla regionali 2015, vinte da Toti. Ora c'è chi, guardando alla tornata del 2020, guarda a un candidato civico, fuori dai partiti, per unire quanto più possibile i progressisti. Cosa ne pensa?
"Che è troppo presto per parlarne. Ma che auspico un centrosinistra unito capace di contrastare una maggioranza regionale che ha portato avanti nel territorio ligure politiche sbagliate soprattutto per i più deboli. A Spezia, in particolare, le liste d’attesa in sanità sono lunghissime, i giovani disoccupati sono troppi e senza speranza in un futuro migliore. Poi hanno bloccato tutte le opere più importanti. Basta girare la provincia per rendersi conto: variante Aurelia, nuovo ospedale al Felettino, ponte Ceparana - Santo Stefano, ponti di Borghetto... Da quando governano Toti e la Lega è tutto fermo. La loro è una maggioranza divisa sul piano regionale e nazionale. Dobbiamo dimostrare di avere idee nuove e unità come centrosinistra perché loro fanno tanta propaganda ma sono in affanno".

“Meno sicurezza, più clandestini”: così i parlamentari Pd, almeno una parte, ha contestato l'approvazione del Decreto sicurezza tanto voluto e spinto da Matteo Salvini. E ancora lo sdoganamento, anche da parte dell'ex premier, dell'“aiutiamoli a casa loro”. Questi e altri fatti dimostrano che per una parte del suo partito, in particolare quella che negli ultimi mesi è stata riconducibile a Renzi e all'ex ministro Minniti, il grande tema della migrazione è ormai concepito in maniera diversa rispetto a quella sensibilità progressista che, invece, non vede clandestini né fa distinzioni tra 'tipologie' di migranti, ma riconosce a prescindere il diritto di muoversi. Magari legalmente e in sicurezza. Lei che ne pensa? Come si colloca?
"Non sono d’accordo sull’analisi. Noi parlamentari Pd (tutti) abbiamo contrastato il Decreto sicurezza perché produrrà più insicurezza, lesione di diritti fondamentali e lascerà soli i sindaci sul territorio nella gestione di un tema complesso. Voglio essere chiara: per me rendere sicure le persone, soprattutto se deboli e anziane, è un valore di sinistra. Il punto è che questo governo sta mettendo in atto politiche sbagliate che non producono sicurezza e creano un clima di intolleranza che deve essere fermato".

La Spezia e provincia viste da Roma: come si sta comportando il Pd d'opposizione nei consigli comunali del capoluogo e di Sarzana? C'è un dialogo col resto dei progressisti, malgrado le differenze, e soprattutto c'è una visione comune, quanto meno sugli obiettivi di lungo periodo?
"Dopo un avvio difficile, mi pare siano stati fatti importanti passi in avanti soprattutto a Spezia dove l’opposizione lavora da più tempo. Più uniti siamo, più sarà possibile essere incisivi. E poi questa amministrazione non sta facendo nulla. Sono senza idee e senza progetti. Litigano tutto il giorno per ragioni di potere. Ma non esiste un progetto nuovo messo in campo dalla giunta Peracchini. Lei è in grado di citarmene uno?".

Cosa risponde a chi dice che oggi il proletariato vota Lega perché Salvini parla al popolo, significando le problematiche che furono l'origine del grande consenso del Pci negli anni '70-'80?
"Che in questo momento c’è rabbia e sconcerto a causa di una crisi economica senza precedenti e dei cambiamenti epocali che l’epoca dell’innovazione ha introdotto nel
mercato del lavoro e nella vita quotidiana. La sinistra è in crisi in Europa e in Occidente. Credo però che i populisti e sovranisti stiano dimostrando, in Europa e in Italia, che un conto è soffiare sulla rabbia, un altro trovare soluzioni. Guardi la manovra di bilancio: stanno dicendo tutto e il contrario di tutto. A noi spetta il compito di rimetterci in cammino e alle europee costruire una alleanza tra le varie forze riformiste".

Congresso Pd: come andrà a finire? Che ne pensa, lei che è, o almeno è stata, renziana doc, di un'eventuale candidatura di Renzi? O della sua fuoriuscita per fondare un nuovo soggetto politico?
"Io sono stata e resto renziana. Perché ho condiviso la sua politica di riforma del Paese e l’esigenza di un forte rinnovamento della classe dirigente. Non mi piace discutere di ipotesi che non ci sono. Al congresso sosterrò Martina perché ritengo che l’affermazione di Zingaretti ci porterebbe indietro. Sono inoltre contraria a qualsiasi forma di alleanza con i grillini e a ipotesi nostalgiche di alleanza con D’Alema e compagnia bella. Abbiamo già dato, anche in Liguria".

Seguirebbe eventualmente Renzi se lanciasse una nuova piattaforma separata dal Pd?
"Non discuto ipotesi che non ci sono e mi impegnerò nel congresso del Pd a sostegno di Martina".

Il successo delle forze nazionaliste, sovraniste e identitarie è ormai planetario. Una fase come tante – come è arrivata, passerà – o qualcosa che potrebbe insediarsi saldamente e non cedere il passo tanto facilmente?
"Credo che l’ascesa dei sovranisti e populisti può sembrare inarrestabile ma in realtà a breve si interromperà. Sfruttano la paura del futuro ma la fiducia nel cambiamento alla fine prevarrà. Per questo non voglio che il Pd costruisca alleanze con il Movimento cinque stelle. Perché la credibilità di un partito riformista a breve potrebbe essere indispensabile e noi dobbiamo essere pronti senza perdere la nostra coerenza e affidabilità".

Questo governo durerà? O crede che Salvini 'divorerà' i Cinque stelle un po' alla volta, per tornare a voto e ripresentarsi a Roma da unico e indisturbato vincitore?
"Per il bene del Paese spero duri poco e lavoro perché i democratici e le forze riformiste siano l’alternativa".

Altrove, Usa in primis, la speranza della sinistra è donna. Ce n'è una che per competenze e personalità potrebbe rappresentare le stesse istanze per l'Italia?
"Ci sono tante donne capaci e competenti. E lavoro ogni giorno perché le scelte di governo e amministrative non penalizzino le donne. Per esempio battendomi contro il decreto Pillon sostenuto da Lega e M5S".

F.L. - N.R.

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