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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 11.14

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"Sorrentino non ci rappresenta, Peracchini trovi soluzione"

I vertici regionali di Fratelli d'Italia alla Spezia, dopo l'avvicendamento Rosson-Anselmo: "Meloni aveva indicato lei come candidato all'assessorato, ma Rosson ha portato avanti trattative d'altro tipo". Manucci: "Se ci dimettiamo tutti, spariamo".

DOPO DE LUCA, UN ALTRO MALDIPANCIA
`Sorrentino non ci rappresenta, Peracchini trovi soluzione`

La Spezia - "Non è una questione di nomi e di poltrone, noi abbiamo delle battaglie da portare avanti e non essere in giunta significa non poterlo fare. Vedo che la Lega, sulla questione di Via Spallanzani interviene con vari esponenti, quando quella istanza parte proprio da noi". Nella sala giunta di palazzo civico i "pezzi grossi" liguri di Fratelli d'Italia sbottano: protestano contro la decisione del sindaco Pierluigi Peracchini di aver preferito dare l'assessorato che sarebbe spettato al partito di Giorgia Meloni, ad un tecnico come Anna Maria Sorrentino, catapultata alla Spezia dall'ufficio Urbanistica nazionale. Un nome che secondo gli esponenti di Fratelli d'Italia non c'entra nulla con chi nel territorio fa politica per quel partito da anni contribuendo in modo importante ai 5.286 portati a casa alle amministrative dalla lista Toti, che conteneva al suo interno anche Forza Italia.

"Siam persone perbene e un partito giovane che ha dimostrato di essere trainante alla Spezia come a Genova - spiega Matteo Rosso, capogruppo in Regione Liguria, presente con il commissario genovese Ubaldo Borchi - , con Giorgia Meloni abbiamo pensato ad una conferenza stampa innanzitutto per presentare il nuovo commissario Nadia Anselmo. E poi per dire che il sindaco non è stato corretto nei nostri confronti: l'apporto di Frijia e Manucci e di tutti i candidati ha avuto un valore". A Genova è andata diversamente: il vice Bucci infatti è Stefano Balleari, colonna portante del partito Fratelli d'Italia. "Nessuna tensione ma i nostri consiglieri saranno liberi di valutare di volta in volta come comportarsi. Rosson? Come coordinatore provinciale ha portato avanti trattative personali quando dal nazionale era arrivato un input molto chiaro: il nostro candidato assessore doveva essere Anselmo. Qualunque altro nome messo in giunta non avrebbe avuto senso. Rosson non è più coordinatore provinciale ma solo un iscritto e adesso sarà lui a dover parlare col nazionale. Dispiace perché un momento in cui Regione e governi locali possono lavorare insieme, constatiamo che qui vacilla il modello Toti".

La Anselmo, consigliera comunale a Levanto, usa toni più accesi: "Credo fermamente che Meloni sia uno dei migliori profili politici in circolazione. Lo dico chiaro: siamo stati lesi tanto che io non conosco nemmeno la nuova assessore in quota Fratelli di Italia. Non è stata una scelta corretta nei confronti di chi come noi si è impegnato per portare il centro destra al comando della città. Avremo un atteggiamento responsabile, chi viene prima di tutto sono i cittadini. Chiaro però che fare politica senza rappresentanti in giunta non è proprio quello che vogliamo e voglio essere netta: nessuno accetterà un incarico alle partecipate". E se Rosson è ormai in procinto di assumere la presidenza di Spezia Risorse, non è comunque che i posti liberi pullulino: "I nostri consiglieri saranno sentinelle in consiglio comunale. Mannucci e Frijia hanno una grande esperienza politica, decideranno come votare di volta in volta. Rimaniamo in attesa di una risposta, nell'attesa i nostri consiglieri saranno serissimi a svolgere il loro compito. Com'è stato in occasione del primo consiglio comunale. La deve risolvere Peracchini".
Risolverla però non è esattamente una passeggiata. Se c'è un diktat per non assumere presidenze di partecipate, ammesso che Peracchini pensi a questo, l'unica possibilità pare la più remota: e cioè che il sindaco faccia un passo indietro, ritirando uno degli assessori nominati due settimane fa. Sembra fantascienza, onestamente.

Frijia e Manucci, proprio loro. Storici consiglieri di opposizione, che non entrano in giunta, seguendo fedelmente la linea imposta dalla Meloni: "Ci hanno chiesto la disponibilità ma se non c'è una direzione accordata noi non possiamo accettare: è il nostro modo di fare politica. La rappresentanza è ciò che ci interessava. Perché, faccio un esempio, se ci dimettiamo tutti, essendo inseriti all'interno del famoso listone Toti, scompariremmo. Il partito aveva dato una graduatoria di nomi: Rosson, Anselmo e il sottoscritto, come presidente del consiglio comunale. Peracchini voleva una donna e la Anselmo era il nostro nome. Alla fine è andata in modo diverso e Sorrentino sarà anche un ottimo tecnico ma non può rappresentare le nostre istanze politiche. Io avrei fatto la lista di Fratelli di Italia, sono convinto avremo fatto molto bene. E invece si è andati su altra soluzione".

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