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Ultimo aggiornamento: Domenica 17 Febbraio - ore 00.03

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"Senza il lavoro degli immigrati, molte aziende chiuderebbero"

Moimare: "Non è buonismo chiedere l’accoglienza di chi bussa alle nostre porte, è pura ipocrisia invece quella di chi sfrutta la manodopera straniera, e poi dichiara di essere stato troppo buono per accolto chi fuggiva da condizioni insostenibili".

vista da un sincalista
"Senza il lavoro degli immigrati, molte aziende chiuderebbero"

La Spezia - Da sindacalista di lungo corso, mi sento in obbligo di chiarire quali sia la reale situazione dell’immigrazione in Italia, situazione peraltro analoga a quella di tutti i Paesi sviluppati. Gli immigrati costituiscono infatti ormai il 10% della forza lavoro in Italia, contando solo i 2 milioni e mezzo assunti in regola, producono l’8% del PIL italiano, sono indispensabili per mantenere l’equilibrio dei conti dell’Inps, e quindi le nostre pensioni attuali e future, tengono in piedi interi settori produttivi, come l’agricoltura, i servizi alla persona e l’edilizia, accettando i lavori più umili e mal pagati che gli italiani non vogliono più fare.

Senza di loro l’Italia sarebbe già caduta in una drammatica crisi demografica ed economica, molto più grave di quella che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo. La prova evidente di cosa potrebbe succedere azzerando ogni afflusso migratorio in Italia, è quanto sta accadendo in Ungheria che ha bloccato ogni forma di immigrazione, e che oggi è costretta ad imporre ai propri lavoratori 500 ore di lavoro straordinario non retribuito all’anno, a fronte di una evidente
impossibilità di mandare avanti un’economia moderna ed in sviluppo senza il contributo di lavoratori stranieri.

E’ vero che in Italia ci sono poveri e disoccupati italiani, ma senza il vitale apporto della mano d’opera straniera, sarebbero paradossalmente molti di più. Senza il contributo del lavoro degli immigrati, molte aziende economicamente marginali chiuderebbero, lasciando per strada anche molti italiani. Chiuderebbero scuole e aziende agricole, rimarrebbero senza clienti venditori ambulanti e negozietti della periferia, deserti molti appartamenti affittati dai migranti. Per non parlare dell’implosione dell’intero sistema pensionistico e dello stato sociale nel suo complesso.

Quindi quando ci vantiamo di aver accolto milioni di immigrati, ci dimentichiamo che quegli stessi immigrati stanno oggi lavorando per noi, magari assistendo i nostri anziani, altrimenti abbandonati nelle loro condizioni di non autosufficienza. Tutto questo è evidente e visibilissimo intorno a noi, basta dare un occhiata ai ponteggi dei cantieri
edili o ai campi di raccolta di pomodori ed arance. Quindi non è buonismo chiedere l’accoglienza, certo controllata, di chi bussa alle nostre porte, ma invece è pura ipocrisia quella di chi sfrutta, in modo diretto o indiretto la manodopera straniera, e poi dichiara di essere stato troppo buono per aver finora accolto chi fuggiva da condizioni economiche e sociali insostenibili.

Lorenzo Moimare
Segretario Provinciale Confsal

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