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Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Agosto - ore 22.40

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"Se non diamo una casa al nostro popolo vince la destra"

Roberto Speranza, coordinatore nazionale di Articolo 1, accoglie Basile e Veschi.

`Se non diamo una casa al nostro popolo vince la destra`

La Spezia - Creare un polo a sinistra del Pd abbastanza forte da costringere i dem a cambiare registro e a recuperare un'idea di centrosinistra ormai smarrita. Questa l'ambizione di Mdp - Articolo 1, ribadita oggi pomeriggio al Caffè Cantieri da due nuovi transfughi illustri: l'ex segretario provinciale Pd Moreno Veschi e l'ex assessore alla cultura Luca Basile. A far da testimonial ai due nuovi esponenti della forza politica che raccoglie tra i tanti anche D'Alema e Bersani, il coordinatore nazionale Roberto Speranza.

"La scelta di lasciare il Partito democratico è stata dolorosa - ha esordito Veschi -, ma il Pd ormai è il partito di Renzi. Un soggetto di centro, leaderistico, che ha annacquato i valori della sinistra e che in economia porta avanti spesso politiche di destra. Noi vogliamo invece collaborare alla costruzione di un partito di sinistra che lavori per la ricostituzione del centrosinistra. Perché è la mancanza del centrosinistra che ha portato il Pd, isolato, alle sue sconfitte. In vista delle prossime politiche vogliamo che a sinistra del Partito democratico ci sia un soggetto unitario. La nostra ambizione è che consegua un risultato a due cifre per costringere il Pd a cambiare politica, rilanciando il centrosinistra e muovendosi in discontinuità con le scelte di Renzi, in particolare in materia di lavoro - pensiamo alla soppressione dell'articolo 18, o ai bonus invece degli investimenti pubblici. Renzi non è per il centrosinistra, ma per l'autosufficienza del Pd, viatico per la sconfitta: le alleanze sono fondamentali. Cambiamento dall'interno? In questa fase non è più possibile: fino alle prossime elezioni il segretario sarà Renzi, con le sue posizioni e il suo atteggiamento". Secondo Veschi "molti nel Pd sono rimasti imbambolati dal risultato delle elezioni europee: 40 per cento, sì, ma votò solo il 50 per cento degli elettori. Questo imbambolamento ha imposto la linea renziana, anche nei territori. E così sono arrivate sconfitte in serie, mai seguite da una seria autocritica".

"Il Pd è diventato un soggetto politico che mira a collocarsi stabilmente al centro e che ha una chiara ispirazione a prevalenza liberale - ha proseguito Basile -. Un partito che ormai si pone in discontinuità rispetto a quel progetto di incontro tra le tradizioni del socialismo, del movimento operaio e del cattolicesimo democratico che il Pd voleva essere e che aveva inizialmente incarnato. Parliamo, oggi, di un partito leaderista che vede come un valore l'eliminazione della mediazione politica e di un governo partecipato, con politiche economiche subalterne a quelle neoconservatrici. Noi invece vogliamo dar vita a un partito che abbia nel mondo del lavoro il suo riferimento principale e che vada a dar voce a quel mondo contemporaneo del lavoro subordinato e dello sfruttamento, anche molto distante dal contesto della fabbrica tradizionale, che ora non ha rappresentanza".

Il coordinatore Speranza ha assicurato che "c'è una parte larghissima dell'elettorato di centrosinistra che se ne sta a casa. Possiamo mettere la testa sotto la sabbia e fare finta che non sia così, ma poi arrivano le elezioni amministrative e si perdono Genova, Spezia e altre città. Dobbiamo ridare una casa a un popolo che oggi si sente senza un tetto. Parte del nostro elettorato di riferimento si astiene, altri votano per il Movimento cinque stelle: un sondaggio dice che il 29% degli elettori grillini si definisce di sinistra! Serve una proposta che guardi al futuro con la capacità di leggere la società di oggi e che abbia il coraggio della sua identità, della sua cultura politica. E' quanto stiamo cercando di fare con Articolo 1, intrattenendo un rapporto con gli altri soggetti del centrosinistra. E attenzione: se non ridiamo una casa al nostro popolo, è cosa certa che vince il centrodestra".

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