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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Febbraio - ore 22.40

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"Se esiste un verbale perché non è stato pubblicato?"

Le consigliere pentastellate portano a Rina il caso dei tetti d'eternit in Arsenale.

"Se esiste un verbale perché non è stato pubblicato?"

La Spezia - Tra i vari danni, causati in città dalla tempesta dei giorni scorsi, alcuni cittadini, ed in particolare l’associazione Murativivi di Marola, hanno segnalato una situazione di potenziale pericolo, in quanto i capannoni all’interno dell’Arsenale Militare, prospicenti proprio il quartiere di Marola, presentano alcuni rialzamenti e frantumazioni di diverse parti delle coperture in eternit e presumibile dispersione delle fibre di amianto verificatesi probabilmente dopo i forti venti. Alcune coperture, staccandosi e frantumandosi, sono andate a depositarsi su altri tetti all’interno non solo nell’area militare (danno ai lavoratori) ma anche sui tetti delle abitazioni e della scuola, situate a poche decine di metri (danno ai cittadini residenti nel quartiere prospiciente). "Abbiamo appreso tramite stampa che l’Ufficio di Gabinetto del sindaco Peracchini si sarebbe attivato il giorno 31 ottobre presso “il Comando Marina Nord per chiedere notizie in merito ai danni subiti dai tetti dei capannoni dell’area miliare di Marola”, ottenendone la risposta che “alcuni capannoni adibiti a magazzini vestiario della locale direzione di commissariato M.M. avevano subìto dei danni a seguito del forte vento, con distacco di alcune parti dei tetti costituiti in eternit”, unitamente alla rassicurazione che “non vi era stata alcuna aero-dispersione di fibre di amianto” e che comunque la Marina aveva “messo in sicurezza tutta l’area dei capannoni di Marola”. - dicono le consigliere del gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle Donatella Del Turco e Jessica De Muro.

Che continuano: "Considerato che non ci risultano rimosse le parti lesionate dei tetti in eternit (si vedano le foto allegate) e che nessuna fibra di amianto blu o bianco è praticamente visibile dall’occhio umano, trattandosi di valori di grandezza infinitesimali, non possiamo non chiederci come sia possibile affermarlo, senza un monitoraggio da parte di Arpal (ente competente a queste valutazioni) sia fuori che dentro l’area militare per più ore o possibilmente per più giorni, producendo il relativo verbale, secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Decreto Ministeriale 6 settembre 1994. Se tale verbale esiste, perché non è stato pubblicato, per dissipare ogni dubbio? I nostri dubbi, pertanto, rimangono, molto forti, tanto da farci presentare un question time in consiglio comunale, precisando nel contempo che il 31 ottobre è stata depositata al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e al Ministro della difesa un’interrogazione a risposta orale da parte del portavoce del M5S Roberto Traversi".

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