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"Se Pd vuole vincere deve coinvolgere Italia viva. Dalla porta principale"

L'intervento dei socialisti Andreini, Baruzzo e Cherchi.

"Senza Cinque stelle"

La Spezia - Gli esponenti Psi Marco Andreini, Sauro Baruzzo e Piergiorgio Cherchi intervengono nell'ambito del dibattito sulle elezioni regionali, in programma a settembre. “Le ultime elezioni regionali – affermano - hanno fatto diventare la Liguria un vero laboratorio che ha determinato a partire dalle primarie. La dissoluzione del Pd nelle urne, diviso da una guerra fratricida, è riuscita a buttare a mare la partecipazione al voto di 55mila persone, aprendo di fatto la strada a Toti. Non è neanche pensabile derubricare a niente quello che è successo in Liguria dal 2015. Da Ventimiglia a Sarzana abbiamo perso tutte le elezioni,e dallo studio annuale del Sole 24 ore Bucci è il terzo sindaco più gradito e Peracchini il settimo. Pensare di vincere con gli schieramenti dei partiti mettendo questi prima della elaborazione di un programma che veda rappresentate tutte le componenti e le aree culturali e che sappia affrontare le problematiche di tutte e quattro le provincie è imperativo. Per queste ragioni siamo convinti che la gestione tenuta dal Pd, a partire dai vertici romani, sia stata fallimentare. Siamo nettamente contrari a chi intende aspettare il verbo del Pd che uscirà dalla loro Direzione. Anzi non comprendiamo proprio perché non si scelga la linea vincente di Bonaccini che ha tenuto fuori i Cinque stelle”.

“Per essere estremamente chiari – proseguono i tre esponenti Psi -, non è la stessa cosa scegliere Sansa o Massardo, sono due visioni diverse della politica.La scelta del Pd è semplicissima, vuole provare a vincere o sperimentare sulla pelle dei Liguri sapendo di perdere? Se vuole vincere, il Pd ha solo una strada, riapra il tavolo, coinvolga Italia viva non dalla finestra, ma dalla porta principale, e riscriva un nuovo programma dove al primo punto non ci siano solo titoli, tipo faremo la Pontremolese, ma precisi impegni da prendere con gli elettori con tanto di cronoprogramma per ciascuna opera infrastrutturale che serve per evitare il drammatico isolamento attuale in cui siamo sprofondati. Ci sono assolute priorità da mettere in moto subito, altro che piano dei sogni, la Gronda va firmata subito dal ministro, il ponte Morandi va aperto immediatamente, a meno che qualcuno oltre alla seconda compagnia mondiale di navigazione, Cosco ,non intenda perdere anche la prima del mondo,la Msc, e tutte le altre, così ci avviamo finalmente alla decrescita felice tanto amata dall'Elevato. Allo stesso modo il Terzo valico è ancora più strategico, così come il raddoppio della Genova Ventimiglia. Venendo a Levante, per gli spezzini la Pontremolese deve essere cantierizzata senza fare inutile propaganda, visto che è attesa dal 1978. A questo proposito sarebbe opportuno evitare di fare inutile propaganda da parte del Pd, così come ha dichiarato l'onorevole Orlando. Ci spiace dovergli ricordare che l'idea originaria è nata dai presidenti della Provincia socialisti e presuppone un rivoluzionario sistema intermodale fra nave, treno e gomma e con 175 milioni in dieci anni non facciamo neanche un metro di linea”.

“Uguale priorità – concludono Andreini, Baruzzo e Cherchi - ha la sanità, e la questione del Mes è centrale. I cittadini Liguri hanno il diritto di sapere ora dove pensiamo di trovare le risorse per ristrutturare le vecchie strutture, costruire i nuovi ospedali a prova di Covid, e incrementare le strutture extraospedaliere, a patto che al di là della propaganda non si voglia lasciare la porta aperta all'ingresso dei privati. Auspichiamo che il Psi, che ha grande storia e buona presenza negli enti locali della regione, non intenda solo ratificare le scelte del Pd, ma abbia la capacità nel suo Direttivo regionale, unico organo legittimato a decidere su alleanze e candidature, di scegliere in funzione dei valori del socialismo e del riformismo, che per quanto ci riguarda ci vedono lontani anni luce da un movimento giustizialista, giacobino e visionario”.

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