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"Rsa Mazzini, risparmio economico con effetti scellerati"

Intervento del consigliere comunale Massimo Baldino Caratozzolo, indipendente.

"Rsa Mazzini, risparmio economico con effetti scellerati"

La Spezia - La Dottoressa Massei di ASL5 non si capacita di come, nel giro di un paio di giorni nella RSA Mazzini si sia passati da un contagiato a oltre cinquanta (praticamente tutti). Non lo sa. Non se lo sa spiegare. Figuriamoci noi Dottoressa, ma fonti bene informate mi dicono che il Covid fa così, soprattutto se non vengono seguiti protocolli e controlli accurati. Io non mi so neppure spiegare perché, nell’anno del Signore 2020 decine di parenti non siano per giorni riusciti ad avere notizie circa lo stato di salute e la situazione dei loro congiunti, residenti in quella struttura.
Residenti, è bene ricordarlo, che pagano una retta e non sono in quel posto per merito di una “opera Pia” che ha deciso di raccoglierli dalla strada perché “laceri e malati”. Ammesso e ovviamente non concesso che in questo caso fosse lecito “impestarli” col Covid senza per giorni dare notizie ed emettere comunicati certi e circostanziati circa le loro condizioni...Magari allestendo anche una possibilità di comunicazione con l’esterno tramite una videochiamata.
Personalmente sono stato cercato da alcuni di quei parenti disperati in questi giorni.
E non siamo nel 1600 ai tempi della peste e neppure in Friuli quando feci il volontario dopo il famoso terremoto nel 1976. Li c’erano evidenti motivi per cui la “comunicazione” fosse carente. Qui Dottoressa Massei no!
Come non si riesce a capire come Lei non capisca i motivi, per cui un fiore all’occhiello negli anni passati quale fu il Mazzini si sia trasformato in una sorta di lazzaretto o per dirla oggi tecnicamente un “Centro Covid” da dove cioè si fa prima a “espellere i sani” che isolare e contenere i malati.
Forse che la spiegazione stia anche nella trascuratezza e il degrado in cui si è lasciata finire la struttura?
In quelle troppe camere con le finestre bloccate e prive persino dell’acqua calda di cui in molti hanno parlato?
In quei due anni trascorsi dalla apertura delle buste alla aggiudicazione dell’appalto che hanno fatto si che la struttura si logorasse fisicamente sino allo stato nella quale oggi versa?
Forse che una sorta di spiegazione potrebbe stare nella decisione presa di pagare dal 1° di Ottobre a chi è subentrato nella gestione solo per i presenti, invece che, come sarebbe logico, per il mantenimento di tutto il servizio “vuoto per pieno” come si dice in gergo ?
Ciò infatti, non ha solo creato un problema lavorativo (che già sarebbe cosa gravissima) ma evidentemente un conseguente dimezzamento del personale e uno stress tra i lavoratori, costretti a fare i doppi turni. Cosa che in una struttura come il Mazzini rappresenta un danno incalcolabile, tanto più oggi visto che ad Ottobre già della Pandemia si sapeva come si sapeva dei suoi nefasti effetti nelle Rsa.
Lei non si capacita Dottoressa Massei e ne prendiamo atto.
Io non mi capacito invece di come si è potuto per quella struttura, così sensibile di questi tempi, adottare un tale procedimento “virtuoso” in termini di risparmio economico ma scellerato in termini di gestione sociale e civica.
Poi ci mancherebbe, se vogliamo dare la colpa ai lavoratori peraltro ormai rari in quella struttura, visto che sono stati decimati, prima dal vostro appalto e poi oggi anch’essi dal Covid… fate pure.
Voglio davvero vedere chi ci crede. Anzi attingendo dal mio nuovo libro che si intitolerà “Pinocchi moderni” volendo azzardare ipotesi fantasiose possiamo anche pensare che la notte alcuni anziani residenti abbiano la cattiva abitudine di uscire per unirsi ai ragazzi della movida facendosi il giro di tutti i locali della vallata.
Tanto ormai, ai tempi del colera è risaputo..la colpa è di chi muore….e anche di chi lavora per impedirlo…

Massimo Baldino Caratozzolo
(Consigliere Indipendente)

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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