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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Ottobre - ore 15.19

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"Ristabilito il mio onore, il sistema d'allerta attuale fu impostato da me"

Per Raffaella Paita la fine di un incubo: "La mia vicenda non dev'essere legata al destino del Pd. Le amministrative? Alla Spezia possiamo vincere, lavorerò per riaprire le porte della sinistra".

`Ristabilito il mio onore, il sistema d´allerta attuale fu impostato da me`

La Spezia - "Insieme alla mia famiglia ho vissuto due anni terribili. Mi hanno attaccato ferocemente ma sono sempre stata convinta di non avere responsabilità in merito ai fatti contestati e ho scelto con coraggio il rito abbreviato, proprio per fare chiarezza nei tempi più rapidi possibili, confidando nella giustizia". Chi l'ha incontrata immediatamente dopo la sentenza fuori dal Tribunale giura di averla vista particolarmente emozionata, roba di poco tempo perché con l'assoluzione in tasca, il primo pensiero di Raffaella Paita è quello di inforcare l'A12 e tornare a casa, dalla sua famiglia, per stappare la bottiglia della liberazione senza per una volta parlare di lotte fratricide e correnti: "E' una giornata in cui viene ristabilito il mio onore, posso dire finalmente a mio figlio che la mamma si è comportata bene".

Quale è stato il momento più difficile di questi lunghi mesi e chi si sente di ringraziare?
"Sono stati tutti mesi difficilissimi. Non c’è stato giorno in cui non abbia pensato a questa vicenda giudiziaria e a ciò che ha provocato in termini politici e alle conseguenze che ha avuto sulla mia vita personale e famigliare. Voglio ringraziare senza dubbio mio figlio e mio marito, che mi sono stati sempre molto vicini. E un grande ringraziamento va anche ai miei avvocati Corradino e Sommovigo per l’ottimo lavoro fatto in questi mesi. Infine, voglio dedicare questa mia vittoria alla mia nipotina che è nata con qualche piccola difficoltà, ma che, come tutte le donne Paita, è abituata a combattere".

Quanti l'hanno abbandonata dopo il doppio colpo da ko dell'indagine e della sconfitta alle Regionali?
"Quasi nessuno, devo dire la verità. Forse può esserci stato qualcuno che si è dimostrato meno caloroso di prima, ma io non ho mai costruito rapporti esclusivamente politici. Dietro c’era e c’è sempre una base di stima e di rispetto reciproco. E quindi, tutto sommato, non ci sono stati grandi abbandoni. Anzi, in tanti mi sono stati vicini. E colgo l’occasione per ringraziare la mia cara amica Federica Stellini".

Crede che il sistema di allerta attuale sia migliore di quello precedente?
"La riforma del sistema attuale è stata impostata da me, quando ero assessore. Un incarico che ricoprivo soltanto da due mesi quando c’è stata l’alluvione. Detto questo, avrei modificato comunque il sistema e penso sia importante aver inserito una specifica allerta per i temporali. Certamente quest’impostazione, che è stata pensata dalla giunta precedente, è migliorativa rispetto al passato. Anche prima, però, c’era l’avviso meteorologico".

Pensa che questa assoluzione possa, oltre che chiudere un capitolo amaro, essere un punto a favore per il Pd ligure a pochi mesi dalle elezioni amministrative?
"Il Pd ligure sarà giudicato sulla base dei programmi. Non si possono legare le due questioni, anche se non avere pendenze giudiziarie è senza dubbio una condizioni migliore con cui confrontarsi. Alla Spezia abbiamo ampie possibilità di vincere perché abbiamo amministrato bene la città in questi anni. Sono molti i successi che il Pd può rivendicare: dal risanamento della Acam alla variante Aurelia, dal nuovo ospedale a piazza Europa e piazza Verdi, che a breve verrà conclusa".

La sinistra spezzina dice di aver chiuso definitivamente la porta al Pd. Ci crede?
"Spero non sia così e che ci siano ancora dei margini di recupero. Credo che la priorità di tutti sia quella di non consegnare la città alla destra. Lavorerò in tutti i modi perché il centrosinistra resti unito. Non ripetiamo ciò che è accaduto alle regionali".

La frattura che si è aperta nel centrodestra spezzino, tra Lega e Fdi da una parte e Costa dall'altra, può aprire uno scenario che ripercorra lo schema nazionale in vista delle amministrative?
"Non sottovaluterei questa frattura, perché effettivamente il collante del centrodestra è il potere e non i programmi o gli ideali. E’ evidente però che ci possano anche essere spazi di divisione, se non altro per l’ambiguità di Ncd, che a Roma governa con il Pd e qui in Liguria con Toti. I vertici nazionali del Nuovo Centro Destra sono per il sì al referendum, mentre Toti è per il no. E questa contraddizione verrà a galla quando Alfano verrà a sostenere qui da noi il sì insieme a Costa e poco più in là ci saranno Toti e Giampedrone che faranno propaganda per il no".

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