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Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Febbraio - ore 22.33

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"Ricreiamo un concetto di comunità per guardare e andare lontano"

Milo Campagni è uno dei diciotto fondatori de "La Piazza Comune", un'associazione civica che si va strutturando: "Saremo in tanti, pronti ad accogliere chi ha voglia di parlare di temi veri, non ci interessa chi cerca accordi in cambio di voti".

l'intervista
"Ricreiamo un concetto di comunità per guardare e andare lontano"

La Spezia - “Negli ultimi dieci anni la vita mi ha portato un po' più lontano da Spezia. Quando torno rimango un po di giorni e mi rendo un po' più conto, rispetto a prima, dei pregi e dei difetti. Che cosa penso? Che c'è un problema vero di classe dirigente della città (che riguarda la politica ma non solo). E siccome ho due figli adolescenti mi piacerebbe ragionare su come sarà questo territorio da qui a ventanni. Contribuire ad avviare un progetto su questo. Un percorso collettivo senza fare quello che vuole tornare per candidarsi. Ai taccuini di Città della Spezia si concede piuttosto forzatamente perché non vorrebbe finire maldestramente sul piedistallo: riusciamo però a convincerlo e tentare di raccontare un progetto che ha visto la luce in queste settimane. E alla fine Milo Campagni, uomo marketing che da tempo opera fra la Spezia e Bologna, spiega il perché di questa nuova partenza, ufficializzata prima di Natale, sotto il significativo nome "La Piazza Comune": un gruppo di lavoro, un'associazione che vuole guardare (e andare) lontano. “Nella formazione del gruppo fondatore siamo partiti dalle persone, prima delle appartenenze. Da gente che vive la città in mille modi. A loro ho chiesto di condividere un pensiero fondativo in cui non ci sia il solito distinguo caro alla Sprugola: se c'è lui, non ci sono io. Si uniscono persone diverse ma chiaramente con valori comuni. I fondatori sono 18, io sono uno dei 18. Nessun piano alto e piano basso. Un'associazione organizzata in modo orizzontale, senza un capo ma con un grandissimo potenziale umano e di pensiero".

Obiettivi?

“E' una piattaforma completamente slegata da singoli partiti ed appartenenze per ricreare un concetto di comunità che è venuta meno qui ma anche altrove. Si avverte un bassissimo senso di appartenenza, si guarda avanti senza sapere da dove si viene”.

Il metodo?

“Alla base la voglia di affrontare alcuni temi, come accennavo prima, con uno sguardo a vent'anni. Non un comitato per il parcheggio o per le buche in strada, non è quello che ci interessa. Vogliamo porci le questioni cruciali, troppo spesso dimenticate in funzione del risultato a breve termine. E allora chiediamoci se nel 2040 ci sarà un golfo balneabile.
O magari una mobilità pubblica elettrica. E il dopo Enel come si affronterà? Rieduchiamo la gente a parlare di progetti e a non creare appartenenza se ti è simpatica o meno la giunta in carica o quelli che c'erano prima. Questa abitudine ad una politica divisoria (spesso su argomenti banali) non ci interessa".

La partecipazione.

"Il rapporto con le persone viene prima di tutto. Tutti i tipi di persone, non soltanto alcune. Cureremo questo sia all'interno che all'esterno. Persone che non sono in prima linea nella vita pubblica ma che lo sono nel loro privato, nella vita di tutti i giorni. Gente della società civile che abbiano voglia di ricreare le condizioni per un perduto concetto di comunità".

Il gruppo.

“Ci tengo a dire che saremo in tanti, avete cercato me perché avete letto qualcosa sul mio blog personale, ma è un progetto davvero condiviso dall'urgenza di ripartire dagli argomenti. Avremo una pagina Facebook e un canale Youtube per presentare le nostre idee, i nostri spunti. E dico di più: abbiamo fatto già molte riunioni e la cosa fantastica è che i soci fondatori, che hanno storie diverse ma il comune obbiettivo di ricreare una comunità, stanno "nella piazza comune" con pari dignità, discutendo, proponendo e, cosa che la politica ha smesso di fare, ascoltando l'altro".

Novità in vista?
"Nelle prossime settimane ci doteremo di una struttura organizzativa, una minima e snella forma di rappresentanza; in quell'occasione daremo spazio soprattutto a competenze e contributi al femminile perchè la politica è ancora troppo luogo per i maschi".

Qualche spunto lo avrete?
“Di fronte ad un finanziamento europeo mi aspetto che la città si ponga una questione più alta che la chiusura o apertura dei giardini pubblici. E ancora: Possiamo entrare nel merito del futuro dell'area Enel o limitarci a sognare un parco divertimenti, bello come suggestione ma, anche alla luce degli ultimi atti amministrativi, molto difficile da realizzare?
Iniziamo a ragionare di economia turistica studiando modelli funzionanti o ci limitiamo a subirlo questo turismo?"

Una raccomandazione?
"Chiunque sia interessato a parlare di temi veri e di progetti, è il benvenuto. Per proporci accordi di basso livello che porti acqua (e voti) a chicchessia, evitate anche la fatica. Nella Piazza comune non c'è posto per questo".

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