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“Revoca appalto Felettino: una decisione che segnerà chi l’ha sostenuta”

TdM: "Non è vero che la variante strutturale per le fondamenta sia stata bocciata da un organismo tecnico verificatore". Ieri al Sant'Andrea sono stati interrotti gli interventi chirurgici per guasto alla line elettrica di una delle sale operatorie.

4 o 5 anni per riassegnare i lavori

La Spezia - Ire ha deciso di revocare l'appalto per la costruzione del nuovo ospedale della Spezia. E la ridda di commenti ha coinvolto tutti, fra chi difende la scelta della Regione Liguria di ricominciare dall'inizio e chi, al contrario, vede in quella direzione una perdita di tempo o addirittura la volontà di non arrivare mai ad un nuovo nosocomio per la provincia spezzina. Una decisione contestata anche nei metodi, comunicata a cose fatte, secondo il Tribunale per i Diritti del Malato: "Riteniamo questa decisione gravissima ed irresponsabile. Conosciamo ed abbiamo analizzato con attenzione tutti gli atti pubblici predisposti al fine di revocare l'appalto: non risulta in alcun modo fondata la tesi – utilizzata da Ire e sostenuta dalla Regione - che la variante strutturale per le fondamenta sia stata bocciata da un organismo tecnico verificatore. Al contrario tale organismo (Conteco Check) ha testualmente espresso una raccomandazione a “…che le segnalazioni espresse e non completamente risolte vengano in ogni caso recepite in vista dell’approvazione della variante …”.

Gli effetti di tale decisione, sotto il profilo legale, saranno esaminati dalla Magistratura penale e contabile che e’ stata
interessata con un recente esposto. "Sotto il profilo politico e delle conseguenze sull’assistenza sanitaria - continua la nota -, la revoca dell’appalto produrrà l’evidente risultato di dover rifare tutta la procedura daccapo con evidente perdita di tempo e di denaro. Si parla di almeno 4 o 5 anni per riassegnare i lavori. Tutto ciò mentre il Sant'Andrea è al collasso strutturale e l’ospedale di Sarzana - continuamente depotenziato nel tempo - non potrà certo, nell’attuale situazione, sopperire ai bisogni di assistenza ospedaliera. E’ di ieri la notizia che sono stati interrotti gli interventi chirurgici alla Spezia per guasto alle linee elettriche di una delle sale operatorie. Nel mentre, proprio le carenze strutturali non rendono “appetibile” la sede ospedaliera spezzina per l’assegnazione di incarichi a nuovi medici, di cui la nostra sanità ha bisogno. Ne’ si può pensare che – in tempi compatibili con le necessità assistenziali della popolazione - l’ospedale di Sarzana possa sopperire alle carenze di quello spezzino. Nel corso degli anni il San Bartolomeo e’ stato depotenziato e defunzionalizzato (probabilmente con l’intento di affidarlo ai privati, come nel ponente ligure): dalla scellerata scelta di togliere la ginecologia; all’eliminazione del primariato di radiologia; all’eliminazione del servizio autonomo emotrasfusionale e di anestesia e rianimazione, all’ulteriore depotenziamento del Pronto Soccorso. Mancano ancora primariati “strategici” come quello di pneumologia e geriatria. Molti reparti sono vuoti e posti letto, necessari per evitare le fughe e le dimissioni improprie, sono inutilizzati. La struttura è assolutamente carente di manutenzioni, nonostante il prodigarsi degli operatori".

"Pensare di spostare a Sarzana servizi di emergenza specializzata e/o di chirurgia è attualmente impensabile, come
sostengono gli stessi medici e infermieri, da noi appositamente contattati. La Regione può e deve revocare la decisione di rescissione dell’appalto del Felettino. In ogni caso, deve fornire, prontamente, un piano alternativo per assicurare un’assistenza sanitaria degna di questo nome (nel tempo di costruzione del Felettino o nel tempo necessario a rifare l’appalto) e lo deve fare non con un piano elaborato a tavolino dalla solita A.Li.Sa., ma coinvolgendo sul campo e tecnicamente medici ed infermieri. Le ipotesi formulate per riequilibrare l’offerta ospedaliera si possono praticare : una ad esempio e’ quella di spostare a Sarzana tutti i reparti “medici”: oncologia, infettivi, senologia, medicina nucleare. Ma sono ipotesi che debbono essere verificate e validate da chi lavora, tutti i giorni, in prima linea. E di ciò deve essere data completa informazione ai cittadini".

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