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Ultimo aggiornamento: Domenica 22 Gennaio - ore 14.45

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"Referendum, occasione da non perdere"

`Referendum, occasione da non perdere`

La Spezia - Riceviamo da Giuseppe Mori, membro direzione provinciale Partito democratico, e pubblichiamo.

Nell'ultimo periodo il referendum costituzionale e' entrato di prepotenza nelle case degli italiani,giornalmente siamo tempestati di dichiarazioni sia alla televisione sia sui giornali , e sui social network.
Sembra che tutto si risolva non sul referendum in se stesso, bensi' su una conta fra i PRO e i contro MatteoRenzi.
Personalmente questa visione mi sembra estremamente riduttiva, in quanto le riforme sono state fatte non dal presidente del consiglio, bensi' dai due rami del parlamento.

Vorrei soffermarmi su cosa succederebbe in caso di vittoria del NO al referendum costituzionale in ambito finanziario per il nostro paese.
Partiamo dal debito pubblico che attanaglia lo stato italiano pari ad oggi circa 2.500 miliardi di euro, debito sul quale lo stato paga interessi ,sottraendoli alle spese correnti dello paese .
Ad oggi sul debito pubblico lo stato paga un iteresse irisorio, pari allo 0,10% per investimenti fino ad un anno e circa 1,20% annuo su investimenti decennali.
In questi ultimi due anni l'italia grazie anche all'approvazione delle riforme fatte e' riuscita a crearsi una credibilita' finanziaria sia verso gli investirori isrituzionali, che presso la banca centrale europea, credibilita' che ha permesso all'italia di far approvare nelle ultime settimane la flessibilita' finaziRia da parte della bce , permettendo in questo modo di poter sforare il tetto del 3% e liberando in questo modo risorse necessarie per fare investimenti strategici per la nostra nazione sia nel settore delle infrastrutture sia nel sociale.
Non va dimenticato che questa diminuzione di tassi di interesse ha permesso sia l'abassamento dei tassi di interessi applicati alle famiglie per i mutui casa, portando il tasso per il mutuo decennale all'1,40% e permettendo a molte famiglie di rinegoziare i mutui stipulati negli anni precedenti, o di potersi comprare una casa, sia la diminuzione dei tassi creditori applicati alle aziende, con la conseguente spinta alla ripresa economica.
Detto questo appare chiaro che la bocciatura delle riforme costituzionali , metterebbe il Paese Italia a rischio speculazione da parte dei mercati finanziari.
Va evidenziato che il debito pubblico italiano , come sopra detto ammontante a circa 2.500 miliardi di euro e' per il 70% in mano di investitori esteri, fondi pensioni americani,e tedeschi, i quali di fronte a un rischio instabilità politica e economica dello Stato Italiano , non esiterebbero a vendere massicciamente i nostri titoli ( come gia'' successo alla fine dell'ultimo governo berlusconi ) con il conseguente rialzo dello spread e dei tassi di interesse che lo stato deve pagare sul debito pubblico.
Sapete cosa succederebbe se lo spread dall'attuale 120 punti tornasse a quota 400 ?Succederebbe che lo stato dovrebbe pagare sul suo debito pubblico di cira 2.500. Miliardi il 3% creando una voragine sui conti dello stato e sicuramente la necessita' di dover fare manovre finanziarie molto pesanti per gli italiani.
Vorrei con questo mio piccolo contributo far capite che il referendum costituzionale non e' pro o contro Matteo Renzi, ma che e' in gioco vi e' la credibilità' dell'Italia nel mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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