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Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Ottobre - ore 16.50

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"Referendum non deciderà futuro di Renzi ma dei nostri figli"

Il Ministro Franceschini oggi a Sarzana per sostenere le ragioni del "Si": "I luoghi di scontro politico sono elezioni e congresso del partito". Sui 'dissidenti' del Pd: "Stanno con chi soffia sul vento del populismo".

`Referendum non deciderà futuro di Renzi ma dei nostri figli`

La Spezia - Un invito a militanti e sostenitori ad impegnarsi in questi ultimi giorni di campagna per convincere gli indecisi sulle ragioni del “Si” ed un richiamo a quanti, dentro e fuori dal Pd, si oppongono alla riforma costituzionale per contrastare Renzi. Questi i temi principali toccati oggi dal Ministro Dario Franceschini giunto nel tardo pomeriggio a Sarzana come ospite d'eccezione all'iniziativa del Partito Democratico a meno di una settimana dall'attesissimo appuntamento del 4 dicembre. Un evento che prevedeva anche gli interventi di Caleo, Cavarra, Paita, Pecunia e Michelucci ma che si è invece concluso non appena l'esponente del Governo, terminato il suo discorso, ha lasciato la sala diretto a Roma, seguito all'uscita dai più di duecento presenti che hanno applaudito le sue parole.

“Più che guardare ai sondaggi – ha detto dopo l'introduzione del segretario sarzanese Vasoli – in queste ultime ore credo sia più utile parlare con le persone, in particolare i molti indecisi, spiegando loro i contenuti di una riforma che riguarderà l'Italia nei prossimi decenni e il futuro dei nostri figli”.
“Dovete dire – ha puntualizzato – Franceschini sempre rivolgendosi alla platea gremita – che questo non è un referendum pro o contro Renzi. Chi vuole batterlo legittimamente nel partito dovrà solo attendere la scadenza naturale del 2017 e il congresso – ha affermato – le altre forze politiche avranno invece a disposizione le elezioni del febbraio 2018. Quelli sono i luoghi per lo scontro politico, non c'è nulla di più sbagliato e dannoso per il Paese che cercare di trasformare la battaglia referendaria in un'occasione per fare la guerra a Renzi”. A chi ha criticato l'impegno in prima persona del premier durante questa campagna dai toni molto accesi, Franceschini ha risposto: “Era normale che fosse così visto che questa legislatura era nata proprio con l'obiettivo di fare la riforma costituzionale ma in Italia purtroppo si dimentica tutto molto in fretta. Questo Governo e quello precedente sono nati con questo impegno, come si fa a non pensare ad un ruolo diretto del Pd? Le battaglie contro Renzi non devono coinvolgere la Costituzione”.

Oltre ad una riforma “costruita in un percorso parlamentare durato due anni e mezzo” il Ministro ha esteso il ragionamento anche a quello che è il quadro politico internazionale. “Questo voto non capita in un momento astratto – ha ricordato – ma in un momento preciso in cui sta soffiando un vento populista che nessuno di noi si aspettava così impetuoso da scomporre lo schema destra-sinistra, un vento che ha alimentato la vittoria di Trump e che rischia di fra vincere Le Pen in Francia o Grillo e Salvini in Italia. Forze populiste che cavalcano le grandi paure di questi tempi e le alimentano per raccogliere facili consensi. Non si può non capire, come fanno esponenti moderati e della sinistra con una storia e responsabilità enormi alle spalle, che la vittoria del “no” sarebbe parte di quel vento. In quel caso – ha ribadito – si parlerebbe di una vittoria di Salvini e Grillo, non di D'Alema, Bersani o Berlusconi”.
Incassato un applauso convinto per il passaggio sui dissidenti Franceschini ha poi concluso: “Con l'affermazione del 'no' le conseguenze riguarderanno l'economia, l'instabilità perenne del Governo ma anche un futuro fatto prevalentemente di larghe intese visto che con gli attuali tre poli nessuno avrà una maggioranza. Con il “Si” chi vincerà le elezioni, e speriamo sia il Pd, avrà il film desiderato: una sola camera a fare le leggi e a dare la fiducia al Governo. Diamoci tutti da fare perché questo referendum riguarda il futuro dei nostri figli”.

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La platea di Franceschini alla sala della Repubblica Benedetto Marchese


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