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"Pronto soccorso intasato e malati parcheggiati in corridoio, ecco il fallimento della sanità"

Il consigliere Battistini denuncia: "In Medicina al Sant'Andrea tre medici per quaranta letti, così è impossibile dare risposte adeguate. Disagi anche per la chiusura di Geriatria. Zona buffer? Reparto misti con ricoverati potenzialmente Covid".

La Spezia - "La chiusura del reparto di Geriatria della provincia spezzina sta creando disagi ingenti che si ripercuotono sui pronto soccorso sia del Sant'Andrea della Spezia che del San Bartolomeo di Sarzana. Mancano i necessari posti letto per ricoverare i nostri anziani in un periodo dell'anno, l'estate, in cui vi sono delle criticità legate al caldo che spesso richiedono cure mediche e ricoveri. A ciò si aggiunge la trasformazione in "zona buffer" del reparto di Multispecialistica. Un polmone che avrebbe dovuto alleggerire, nei casi di medio-bassa intensità, i reparti di area medica e che invece, oggi, svolge tutt'altra funzione. Un reparto misto in cui si ricoverano pazienti potenzialmente COVID19 e dunque in attesa di tampone negativo". Lo afferma Francesco Battistini, consigliere regionale di Italia in comune/Linea condivisa.

"Un'altra criticità - prosegue - è rappresentata dalla carenza di medici nel reparto di Medicina del Sant'Andrea della Spezia. 40 posti letto che possono contare su appena 3 medici. Analoga ristrettezza di personale coinvolge la Medicina sarzanese. Numeri troppo esigui per dare risposte rapide ed efficaci a tutti i pazienti. La conseguenza di questo? Pronto soccorso intasati, malati "parcheggiati" nei corridoi e difficoltà nel trovare un posto letto libero per tutti i pazienti che hanno eseguito l'accesso ai nostri ospedali. Al solito si tenta di fare le nozze coi fichi secchi. Pochi investimenti, nessun reclutamento di nuovo personale e uno scarso sistema organizzativo. La direzione di ASL5 è lo specchio del fallimento della politica sanitaria di Toti.
Tanta propaganda, chiacchiere e nessuna sostanza. Duole constatare che a pagarne il conto sono, ancora una volta, oltre al personale sanitario, i cittadini"

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