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Ultimo aggiornamento: Domenica 26 Maggio - ore 10.01

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"Peracchini non vuole il confronto, ma noi abbiamo il dovere di fare delle proposte"

Opposizioni unite, il "Bilancio previsionale" non piace: "Il sindaco ha provato a comprimere i tempi di discussione ed in Commissione ha fornito risposte evasive. Documento povero di indirizzi strategici". Forcieri: "Maggioranza friabile".

Le idee della minoranza
"Peracchini non vuole il confronto, ma noi abbiamo il dovere di fare delle proposte"

La Spezia - Uniti sotto un'unica bandiera. No, non sono (ancora) le prove tecniche di fusione del centrosinistra, ma quanto meno rappresentano la prima vera e propria battaglia comune da parte della sinistra "non di governo", a quasi due anni dall'insediamento della giunta guidata da Pierluigi Peracchini. La "sala delle minoranze" insomma torna a fare il suo mestiere dopo mesi di divisioni, di sensibilità diverse, di temi affrontati, volutamente, da diversi punti di vista. E' il "Bilancio previsionale 2019-21", che approderà questa sera in consiglio comunale, ad unire i gruppi consigliari di opposizione, eccezion fatta, ovvia puntualizzazione, per il Movimento Cinque Stelle. "Come gruppi consiliari di minoranza - ha detto Guido Melley nell'intoduzione alla presenza dei capigruppo Lorenzo Forcieri, Roberto Centi, Federica Pecunia, Luigi Liguori - sentiamo il dovere di formulare alcune considerazioni che sottoponiamo alla valutazione dei nostri concittadini". Di fatto Melley, che con il suo compagno di lista ha spulciato il documento in tutte le sue parti, aveva già analizzato nel passaggio in Commissione (leggi qui) i tasti dolenti e già in quell'occasione non aveva apprezzato le risposte del sindaco: "Peracchini non ama il confronto democratico e cerca ogni occasione per sfuggire ad assumersi le proprie responsabilità innanzi alla città ed alle rappresentanze istituzionali: il Consiglio Comunale e le varie Commissioni. Anche quest’anno Peracchini, in qualità di detentore della delega al bilancio, ha provato in tutti i modi a comprimere i tempi di discussione ed in Commissione ha fornito risposte a dir poco evasive su tanti temi di particolare interesse: dall’utilizzo dei fondi del l’imposta di soggiorno alla crescente spesa per il personale comunale ed alle nuove assunzioni (di dirigenti?). E non va sottaciuto che la discussione sul Bilancio avviene sempre nel totale silenzio dei gruppi di maggioranza, che probabilmente non capiscono granché delle diverse voci di entrata e spesa e si limitano a fungere da soldatini inconsapevoli alla mercé delle decisioni di sindaco e Giunta". Melley allarga la responsabilità oltre il primo cittadino: "Un impoverimento del confronto democratico ed a una lesione dei diritti delle minoranze, avallata purtroppo dallo stesso Presidente del Consiglio Guerri, che ultimamente ha evidenziato sempre di più evidenti limiti di autorevolezza e capacità a guidare i lavori dell’aula consiliare".

"Ci siamo rivolti all'amministrazione con grande spirito costruttivo: nessuna azione ostruzionistica sull'approvazione, volevamo solo avere il tempo adeguato per approndire e discutere, tenendo conto che la legge prevede che il placet avvenga il 31 marzo - ha aggiunto Lorenzo Forcieri - Tra il 13 e il 20 c'è di mezzo San Giuseppe, si trattava di spostare il consiglio comunale di due giorni. E invece l'amministrazione ha ricorso ad una serie di forzature inspiegabili, forzando un'interpretazione di legge dei cinque giorni liberi (considerando anche la domenica) e inviando una comunicazione serale il giorno 6, anticipando la presentazione del bilancio al 12 e lasciando la seduta del 13 per la discussione e la votazione. Abbiamo eccepito sulla regolarità di queste concovazioni perchè non decorrono i tre giorni previsti dalla legge. Parlando con alcuni consiglieri di maggioranza, apparsi perplessi, pare che ci sia la volontà del sindaco di fare una dimostrazione di forza. Secondo me è invece una dimostrazione di debolezza perché si sa che si ha una maggioranza molto friabile che deve invece presentarsi come solida. Noi ci siamo consultati e ci riserviamo anche di valutare azioni da intraprendere perché siano rispettati i diritti dei consiglieri comunali. Questo lo diciamo al sindaco ma anche al presidente del consiglio che anche in questa occasione non si è presentato nè autonomo nè autorevole nella gestione". Anche Federica Pecunia se la prende con Guerri: "Dovrebbe avvicinare le parti visto il ruolo che ricopre. Questo doveva essere il cuore della discussione politica di queste settimane. Volevamo conoscere gli indirizzi poitici che voleva dare alle scelte economiche fatte. Dopo quasi due anni ci aspettavamo almeno dei punti fermi solidi, sui capitoli del bilancio e sui grandi temi della sanità. Aree ex militari? Enel? Siti da bonificare? Non si parla di preciso di waterfront, c'è vaghezza sul turismo e i progetti che dovrebbero essere chiarificati, per non parlare del rilancio del Commercio, del lavoro e infine, ma in cima ai pensieri degli spezzini, del nuovo ospedale del Felettino".

Più "dentro" il merito, il bilancio viene definito povero di indirizzi strategici, mancante di indicazioni forti per lo sviluppo della nostra città. Non si parla di impegni politici e programmatici sul fronte dei progetti di riconversione e riutilizzo delle aree ex Militari, nè di Enel o sui siti inquinati da bonificare. Melley ha contestato già in Commissione l'evasività sul tema waterfront, in merito al quale "Peracchini ondeggia tra decisioni confuse ad altalenanti su passerelle o interramenti di viale Italia". Nessuna strategia turistica o di rilancio del Commercio, niente a proposito del lavoro, tanto meno di ospedale, sanità, welfare e ambiente. "Nel Bilancio 2019 vi sarà la diminuzione della Tari annunciata dalla Giunta ed il gettito previsionale 2019 si attesterà a circa 23,3 milioni di euro. Ma nelle previsioni del bilancio triennale è scritto che nel 2020 il gettito Tari risalirà a più di 24,2 milioni di euro, con un aumento di quasi 1 milione di euro. Anche di questo abbiamo richiesto conto in Commissione a Peracchini e Casati, ma nulla ci è stato risposto. Ed a fronte dell'evasività del sindaco non vorremmo davvero che la tassa rifiuti quest’anno diminuisca per alcuni e quest’altro anno magari aumenti per altri". Dalla Tari all'Imu il passo è breve: "Aumento previsto sulle case locate a canone concordato, con la relativa aliquota che passa da 0,46 a 0,60. Peracchini ha provato a mimetizzare questa mini-stangata, sviluppando un ragionamento contorto sull’abbattimento del l’imposta dovuta per il 75 % che però c'era anche negli anni precedenti; oggi il Comune ha aumentato l’aliquota per fare cassa: e questa è la verità che Peracchini si affanna a voler nascondere.
Ci sarà infatti un maggior esborso a carico di tanti tanti piccoli e medi proprietari immobiliari spezzini per un importo aggiuntivo di circa 500.000 euro e gli Uffici finanziari del Comune hanno confermato per iscritto quello che avevamo denunciato come LeAli a Spezia giorni fa: un proprietario di una casa del valore di circa 100.000 euro, affittata a canone concordato, pagherà di IMU quest’anno circa 450€ mentre gli anni passati, con la vecchia aliquota, ha pagato 345€".

Altro argomento che Melley ripropone è la riduzione dei contributi regionali per 500mila euro: "Speriamo che Peracchini per una volta alzi la voce con Toti affinché ripristini gli stanziamenti diretti al nostro Welfare ed alla nostra scuola locale. E già che c’è, il Sindaco potrebbe sollecitare il Governatore non solo ad occuparsi in prima persona del Nuovo Ospedale, ma anche ad attivarsi per fare in modo che Liguria Patrimonio - una società totalmente controllata dalla Regione Liguria- versi al nostro Comune la bella somma di quasi 600.000 euro dovuti a titolo di Imu su più annualità ed oggetto di specifici avvisi di accertamento emessi". Dell'aumento dei costi del personale di circa 1,5 milioni di euro, Melley aveva già detto. Qui però arriva la proposta: "Proponiamo di recuperare fondi per circa 250.000 euro (pari ad un modesto 1 % del totale) da destinare, come vedremo ai punti seguenti, a progetti e spese ben più importanti per la nostra città".

Per Waterfront, Turismo e Commercio, che le opposizioni battezzano come i “grandi assenti”, ci sono le relative controproposte: "Quest’anno la Giunta prevede di incamerare la bellezza di più di 1,6 milioni di euro dall’Imposta di Soggiorno che verseranno i turisti nella nostra città. Almeno il 60 % di tale somma (cioè più di 1 milione di euro!) dovrà essere finalizzata ad interventi da concordare con Rete Imprese e le rappresentanze del settore. Abbiamo chiesto se la Fondazione DMO (quando mai sarà operativa) “drenerà” tutti questi soldi per investirli in quali progetti e con quali risorse professionali: nessuna risposta. Avanziamo una nostra prima proposta al Consiglio Comunale. Destinare almeno 100.000 euro del gettito del l’imposta a finanziare questi tre interventi: 40.000 € per una moderna segnaletica turistica, 30.000 € per l’organizzazione di eventi attrattivi in città in occasione degli sbarchi crocieristici di più navi in contemporanea, 30.000 € per formazione degli operatori turistici extra alberghieri ed affittacamere in collaborazione con gli Enti bilaterali del Terziario (Ebt)". Dov'è finito il nuovo piano del Commercio, che cosa succederà a Piazza Cavour per la quale "la Giunta non ha redatto un serio studio di fattibilità sul nuovo format della piazza (il contenuto) ed ha preferito ragionare astrattamente su interventi di riqualificazione del complesso (il contenitore). Senza dimenticare lo spauracchio del nuovo polo commerciale nell’area ex Sio, in ordine al quale da tempo invochiamo un franco confronto in sede di Commissione consiliare". Qui la proposta: "Proponiamo di destinare 30.000€ ad effettuare una seria indagine sull’andamento dei consumi e sulle conseguenti proiezioni sul dimensionammo della rete commerciale, in modo da poter avere un quadro di riferimento da cui partire per le successive azioni finalizzate al rilancio del commercio cittadino". Infine il frontemare: "Un progetto di respiro strategico per la nostra città, in ordine al quale il Sindaco non pare avere le idee chiare e, soprattutto, non sente evidentemente il dovere di confrontarsi ne’ in sede di Commissione ne’ con l’intera cittadinanza. La Giunta ha sino ad ora assunto un approccio altalenante in particolare per gli interventi sul fronte a mare della Passeggiata Morin, con l’idea della passerella pedonale all’altezza di via Diaz ( con una spesa di quasi 2 milioni di euro che, ancorché finanziata con fondi regionali, appare davvero spropositata) alternata dalla ripresa del progetto di parziale interramento di viale Italia che - come LeAli a Spezia- avevamo messo al centro della nostra proposta programmatica per le amministrative. Proponiamo di impegnare 30.000€ per uno studio tecnico- economico accurato sul progetto dell’interramento di viale Italia, che contemperi la possibilità di finanziare l’opera con ipotesi di project financing e/o attingendo a fondi comunitari piuttosto che statali per le grandi infrastrutture urbane". Infine l'Ambiente ("le tematiche ambientali non paiono prioritarie nelle politiche di questa Giunta"): "Abbiamo richiesto non solo di attivare il ciclo di incontri previsto in seno alla Commissione Ambiente per ottenere la mappatura delle aree a rischio amianto presenti in Arsenale nelle zone vicino a Marola e Cadimare, ma anche di acquisire lo stato delle bonifiche dei siti inquinati a cura della Regione per ciò che concerne l’area di Pitelli.
Con questo bilancio proponiamo di aumentare di 40.000€ i fondi per i monitoraggi ambientali da effettuare sul territorio in collaborazione con Asl ed Arpal". La chiosa con welfare e sanità: "Un altro dei “grandi assenti” dal dibattito politico e dalle proposte progettuali della Giunta Peracchini è il sistema di Welfare, che oggi più che mai dovrebbe essere aggiornato per rispondere ai nuovi bisogni che emergono dalla società. Manca una vera pianificazione strategica sul fronte dei nostri Servizi Sociali, anche a causa del fatto che la delega assessorile non pare all’altezza del compito e che la compartecipazione agli interventi socio/sanitari con la nostra Asl è resa problematica sia dallo stato di caos che regna tra i vertici dell’azienda sanitaria, sia dall’indebolimento dei Distretti portato avanti in maniera irresponsabile dalla Giunta regionale e da Alisa. Un esempio di questo stato di cose? La precarietà che vive da tempo la stessa RSA Mazzini, in ballottaggio tra la gestione del Comune e quella in prossimo passaggio alla stessa Asl, senza la possibilità di prevedere investimenti e miglioramenti sulla qualità del servizio. Proponiamo un aumento dei fondi di 50.000€ per l’assistenza domiciliare; altri 50.000€ per realizzare strutture di sollievo per le famiglie con ragazzi gravemente disabili, che attualmente si devono sobbarcare trasferte settimanali presso strutture addirittura fuori regione, con costi comunque a carico dei bilanci socio-sanitari. E poi ancora vorremmo finalmente sperimentare anche sul nostro territorio la nuova figura dell'infermiere di comunità, per organizzare un modello di assistenza sanitaria decentrata in stretta collaborazione con i medici di famiglia ed i servizi sociali, con la previsione di uno stanziamento di 30.000€ per l’attivazione di un servizio da organizzare con Asl e con Collegio Ipasvi. Infine pensiamo che occorra un maggior impegno del Comune sul fronte della emergenza abitativa che assilla tante famiglie nella nostra città: per questo proponiamo di aumentare lo stanziamento per il cd. Fondo salva-sfratti di almeno 20.000€".

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