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Ultimo aggiornamento: Martedì 23 Luglio - ore 18.43

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"Peracchini dia seguito alle parole pronunciate il 24 aprile"

L'Arci incalza il primo cittadino: "Revochi la concessione della Beghi ai neofascisti. L'antifascismo si pratica concretamente".

la polemica continua

La Spezia - "Dopo aver firmato l'appello degli antifascisti al Sindaco Peracchini, abbiamo appreso che lo stesso Sindaco accusa il consigliere Melley di averlo calunniato attribuendo a lui - il Sindaco - di avere autorizzato la concessione dell'auditorium della biblioteca Beghi ai fascisti di CasaPound.

La notizia ci pare quasi lieta.
Lieta perchè deve voler dire che il Sindaco della Spezia che ha pronunciato l'orazione del 24 aprile al parco della Maggiolina, a due passi dalla Biblioteca Beghi, coerentemente con quanto espresso sul Palco della Liberazione non approva e non dà copertura alla decisione di aprire spazi pubblici a chi si richiama al fascismo, sia pure aggiornato al terzo millennio, come Casa Pound, o a chi ritiene che l'antifascismo, su cui la nostra democrazia e la nostra Costituzione si sono fondate, sia il male dell'Italia.
Quasi - lieta - perché il Sindaco dichiara di non avere responsabilità in quella decisione tanto da parlare di calunnia – cioè ritiene di essere stato accusato di un reato per il quale addirittura essere processato da un Tribunale, ma non ha ancora ritenuto, almeno al momento in cui scriviamo queste righe, di revocare la concessione dell'auditorium della Beghi.

Ora il punto è certamente lo sfregio alla memoria di Pietro Beghi, la provocazione insultante all'Istituto storico della Resistenza che dell'antifascismo custodisce la memoria, elementi che suggeriscono che la scelta di CasaPound, o dell'associazione Scirè, non sia stata casuale.
Ma pensiamo anche che non sarebbe stato meno grave concedere qualsiasi altra sala pubblica.
Perchè il punto vero non è non offendere la memoria e la pratica antifascista.
Il punto vero è praticare l'antifascismo concretamente, cosa che impone di non dare spazio pubblico alcuno ai fascisti di qualunque millennio.
La nostra Democrazia, la nostra Repubblica, la nostra Costituzione, la nostra società e la nostra comunità spezzina sono nate dalla lotta che ha sconfitto il fascismo, sono la conseguenza di un “patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo.”
Non possiamo permettere a nessuno, men che meno ad una istituzione pubblica, neppure per errore, neppure per una svista, di infrangere quel patto.
La pratica della tolleranza, su cui si fonda ogni democrazia, conosce una sola eccezione, un solo limite, che è ciò che le garantisce la sopravvivenza.
Essere intollerante con chi predica l'intolleranza.
Signor Sindaco, le chiediamo un concreto gesto antifascista, le chiediamo di essere paradossale, le chiediamo di essere intollerante.
Così, il 24 aprile del prossimo anno la ascolteremo più volentieri".

Arci La Spezia

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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