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"Passo indietro su dismissione Enel sarebbe gravissimo"

La deputata Pd Raffaella Paita rivolge un'interrogazione parlamentare ai ministri di Ambiente e Sviluppo economico.

Turbogas

La Spezia - “Il governo ritiene che la Centrale Enel della Spezia sia compatibile con il tessuto urbano anche in considerazione della impattante e pericolosa presenza che ha avuto su salute e territorio nel corso degli anni?”. Lo chiede Raffaella Paita, deputata spezzina del Partito democratico, con un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico.
“Da un’audizione in Commissione Attività Produttive della Camera – spiega - apprendiamo che la società Enel ha presentato al ministero dell'Ambiente richiesta di realizzazione di un impianto a turbogas per il sito di La Spezia. La società ha reso noto di aver presentato una documentazione per la costruzione di nuova capacità a gas su 4 degli attuali 6 siti alimentati a carbone, in particolare per La Spezia, Fusina, Civitavecchia e Brindisi. Tali progetti avrebbero una partenza di massima di 3mila megawatt per impianti a ciclo aperto che potrebbero essere completati anche a ciclo combinato. Come affermato dall’azienda, risultano essere necessari iter autorizzativi accelerati e strumenti di remunerazione facendo però intendere che la questione tempo è determinante per la sostituzione progressiva della fonte carbone al 2025. È evidente che questo tipo di impostazione interessa il futuro della centrale di Vallegrande, ormai prossima alla dismissione del gruppo a carbone. Il sito da anni è oggetto di preoccupazioni per la salute dei cittadini. La centrale ha finora esercitato in base ad un’AIA del 2013 che ha consentito un drastico abbattimento delle emissioni nocive e al cui scadenza è prevista per il 2021 e non dovrebbe essere più rinnovata come da intese istituzionali. Ovviamente, la riconversione a gas per quanto sia meno inquinante avrebbe comunque un impatto anche in relazione alla potenza prevista. Non è dato conoscere l’esito dello studio commissionato proprio da Enel ad Enea su richiesta del Comune di La Spezia in passato che avrebbe dovuto offrire spunti e strumenti per ragionare sulla riconversione del sito. Negli anni precedenti era stato attivato un tavolo istituzionale che aveva coinvolto il territorio per una dismissione completa della centrale escludendo anche l’ipotesi di una possibile riconversione a gas”

“L’annuncio da parte dell’azienda non risolve assolutamente le problematiche presenti sul territorio evidenzia un cambio di rotta rispetto al processo di superamento di questa realtà che era stato il risultato di un lavoro di concertazione territoriale e accelera nuovamente la necessità di affrontare definitivamente uno dei nodi più critici sul futuro della città”, conclude. Se l’amministrazione Peracchini rimettesse in discussione la decisione di dismettere la centrale la sarebbe gravissimo", conclude Paita.

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