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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Agosto - ore 22.30

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"Non stiamo a pettinare bambole, facciamo votare Manfredini"

Pierluigi Bersani in Piazza del bastione per il candidato del centrosinistra.

`Non stiamo a pettinare bambole, facciamo votare Manfredini`

La Spezia - Una Piazza del bastione ben affollata ma percorsa dal germe di una ragionevole preoccupazione stasera ha ascoltato Pierluigi Bersani, alfiere di Articolo 1 - Movimento democratici e progressisti, capitato a Spezia per sostenere il candidato a sindaco del centrosinistra, Paolo Manfredini. Candidato anche di quel Pd "che con Renzi va verso Berlusconi", come detto da Bersani - che ha mollato il suo storico partito mesi fa con una "scelta dolorosa" - a margine del comizio. L'intervento dell'ex leader democratico è stato preceduto da quelli del Mpd spezzino Paolo Putrino e del candidato Manfredini. Il preside socialista, rimarcata la sua condizione di uomo libero (anche in relazione alla scelta dei cinque potenziali assessori comunicata martedì) e sottolineati i valori cardine del centrosinistra - uguaglianza, solidarietà, diritti, inclusione - attorno ai quali, domenica, desidererebbe veder riunirsi la sparpagliata galassia progressista spezzina, ha poi affermato: "Non so se dal 26 giugno sarò sindaco o siederò tra i banchi della minoranza. Ma so con sicurezza che lavorerò per un centrosinistra meno diviso". Parole non banali a un comizio da rush finale, parole che carezzano lo sgradito spettro di una sconfitta.

Bersani, dal canto suo, ha impiegato poco per tirare fuori una delle sue colorite trovate retoriche. "Spezia, Genova e tante città tradizionalmente di sinistra a rischio quest'anno? Non è una novità. Sono due o tre anni che è così. C'è una mucca in corridoio, non possiamo far finta di niente". E il bovino altro non sarebbe che una sinistra in difficoltà per aver sposato temi e battaglie estranei alla sua storia, secondo l'ex leader democratico. La soluzione, a tutti i livelli? "Dobbiamo garantire protezione, ma non in modo regressivo, come fa questa nuova destra nazionalista, protezionista, sovranista. Bensì in modo progressivo, mettendo al centro lavoro - lavoro che si crea con investimenti, non con bonus -, sanità universalistica, fiscalità progressiva". L'appello: "Siamo qui a tirare una rimonta. Lavoriamo per convincere le persone ad andare a votare per il centrosinistra domenica. E cerchiamo tutti di fare uno sforzo di generosità, che significa rinunciare ognuno a qualcosa, mettere un attimo da parte antipatie, idiosincrasie. C'è poco tempo. Non stiamo a pettinare le bambole".

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