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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Novembre - ore 09.28

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"Non si trovano più case in affitto in città. E che fine ha fatto la Dmo?"

I rappresentanti delle due associazioni di categoria ascoltati in commissione: "La città ha deve avere una offerta turistica di prima mano, non vivere di rimando con coloro che non trovano posto alle Cinque Terre".

L'allarme di Confcommercio e Confesercenti
"Non si trovano più case in affitto in città. E che fine ha fatto la Dmo?"

La Spezia - Sostenere il commercio e strutturare il turismo, con alcuni interrogativi sulla Dmo e la sottolineatura dell'esplosione di un fenomeno - quello delle strutture extralberghiere - che sta rendendo sempre più difficile trovare un appartamento in affitto per chi turista non è. Queste le linee guida indicate dai rappresentanti di Confesercenti e Confcommercio ai membri della terza commissione consiliare, riuniti per avviare un ciclo di incontri con i protagonisti delle attività produttive cittadine.

Aprendo i lavori, la presidente Maria Grazia Frijia, esponente di Fratelli d'Italia, ha spiegato l'intento delle audizioni previste: "Vedere se è possibile attuare iniziative che contribuiscano allo sviluppo economico locale".
E ieri, a tracciare il quadro della situazione e delle problematiche, c'erano Fabrizio Capellini, di Confesercenti, e Giorgia Caporilli, di Confcommercio.

"Nemmeno La Spezia è sfuggita alla crisi che ha portato a un ridimensionamento forte del comparto, anche nel numero delle imprese, a seguito della moria delle attività che si è registrata negli anni più complicati. Stando agli ultimi dati disponibili per fortuna, però, l'emorragia in città ha iniziato a fermarsi. Il sistema della distribuzione commerciale - ha spiegato Capellini - è cambiato, con più strutture di medie e grandi dimensioni e la forte specializzazione delle piccole. Sono sopravvenute anche le liberalizzazioni degli orari e le piccole imprese sono meno attrezzate per competere. Il tutto in un contesto in cui è arrivato l'e-commerce e c'è una contrazione demografica costante. Tutti questi elementi hanno determinato una situazione difficile da contrastare, ma che è stata aiutata dalla grande crescita del turismo e delle imprese che operano in questo settore in cui sono lievitate in pochi anni presenze, arrivi e di fatturati".

Conclusa la descrizione dello scenario spezzino, Capellini ha iniziato a lanciare qualche idea ai commissari.
"Si potrebbe pensare di incentivare i negozi turistici previsti dal Piano del commercio ed è importante riqualificare il centro. E' corretto mantenere le vie principali del centro storico sgombre da banche e assicurazioni, ma riteniamo si possa introdurre una maggiore flessibilità per quel che riguarda le vie secondarie, che oggi ospitano solamente saracinesche abbassate. I margini di intervento da parte dell'amministrazione comunale - ha proseguito - non sono elevatissimi, e li troviamo nel miglioramento del sistema di raccolta dei rifiuti e in una eventuale detassazione: le politiche più incisive sono scelte altrove. Sull'imposta di soggiorno c'è stato con il Comune un confronto tardivo, ma comunque proficuo, con un'intesa sugli anni a venire e sull'utilizzo del gettito. A tal proposito ci sembra ci sia qualche ritardo con la Dmo, novità annunciata mediaticamente due mesi fa ma ancora nemmeno presentata in consiglio comunale. Assorbirà parte del gettito dell'imposta di soggiorno, come stabilito, ma sembra arenata per alcune difficoltà a tradurre in concreto una iniziativa che coinvolge altri Comuni. Pare che il ritardo sia motivato in particolare da Lerici. Speriamo che le cose si risolvano rapidamente, perché siamo di fronte a una opportunità interessante, da sfruttare per consolidare la crescita del turismo".

Dalla crescita esponenziale del turismo e dalle conseguenze di questo fenomeno è partita Caporilli nella sua analisi: "L'extralberghiero è continuamente in espansione e oggi non si trovano case in affitto... gli appartamenti ammobiliati a uso turistico sono cresciuti di un migliaio di unità nell'ultimo anno. Abbiamo registrato che a livello occupazionale si assiste allo sviluppo di attività legate al turismo, come bar, rent, venditori di street food e ristoranti. Questo è un bene, ma occorre mantenere un equilibrio maggiore nelle politiche di utilizzo delle abitazioni, anche per contrastare questo calo demografico. Dobbiamo evitare che da un fenomeno positivo si ingeneri un problema. Stiamo giocando un po' di rimando con le Cinque Terre. Serve avere un'offerta come città, che non sia di seconda mano, buona solamente per chi non riesce a soggiornare alle Cinque Terre perché sono sature. Serve qualcosa di più del circuito museale. Abbiamo visto nascere molti locali: incentiviamo l'occupazione di nuove vie, creiamo una via delle botteghe. Il centro deve tornare a essere centro commerciale. Magari con una spinta all'innovazione delle imprese da parte del Comune. Serve commercio di qualità che valorizzi i prodotti del territorio. E dobbiamo pensare a iniziative che si svolgano dove ci sono le nostre attività, non in Passeggiata Morin".

Commercio e turismo, che rappresentano il primo settore occupazionale della provincia, hanno dunque bisogno di più di una mano per non rischiare di implodere.
"Una volta il commerciante era benestante, oggi non arrivano a fine mese. Cosa possiamo fare?", ha chiesto Frijia.
"Non è facile dare una ricetta. Ma sicuramente sono importanti elementi come il decoro, la pulizia e l'illuminazione, gli arredi... una città vivibile, vissuta e dunque percepita come più sicura può essere un buon inizio. A tal proposito - ha detto Capellini - vorrei fare il mio plauso per aver portato avanti il progetto dell'ostello in Via Firenze. Ne guadagnerà il quartiere in termini commerciali e di sicurezza".

Per Pd il Marco Raffaelli, intervenuto prima che la seduta venisse aggiornata ai prossimi giorni, ha proposto che tra i cardini dell'offerta turistica cittadina ci siano i musei e la Marina: "Sono due elementi che si devono legare e il progetto del sommergibile deve essere assolutamente messo in campo. E diciamo no ad altri centri commerciali in città".
"Le autorizzazioni le avete date voi", ha replicato Fabio Cenerini, della lista Toti - Forza Italia. "Ma le abbiamo anche tolte. Studiati il Puc", ha ribattuto l'esponente del centrosinistra. E prima che la discussione fosse stoppata per questioni di ordine e di tempo, Cenerini ha accusato: "Avete circondato la città per 30 anni di centri commerciali".

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