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Ultimo aggiornamento: Sabato 21 Ottobre - ore 00.22

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"Non accetto lezioni di democrazia e non farò l'assessore"

Dopo il clamoroso niet di Beppe Grillo e il terremoto pentastellato in salsa spezzina, Marco Grondacci isola in dieci punti il suo pensiero: "Non si annulla, anche se formalmente si ha ragione, la deliberazione di una assemblea con un post scriptum".

`Non accetto lezioni di democrazia e non farò l´assessore`

La Spezia - "Non difendo la mia candidatura ma il rispetto per la mia città". Marco Grondacci prende carta e penna e decide di mettere ordine ai pensieri dopo una settimana intensa e contraddittoria che lo ha visto nel giro di 48 ore prima candidato ufficiale del Movimento Cinque Stelle alle prossime amministrative del comune capoluogo, poi fermato sull'uscio attraverso l'ormai famoso post scriptum col quale Beppe Grillo trancia di netto la sua candidatura, in modo assolutamente clamoroso. "E’ l’ultima volta che intervengo sulla mia mancata candidatura a sindaco della Spezia - spiega il giurista spezzino nel suo blog - perché non voglio più che tutto questo mi porti via energie per le vertenze ambientali che devo seguire a fianco dei cittadini inquinati. Sarò schematico proprio per evitare ogni ambiguità interpretativa".

"Ho sempre rispettato le regole che mi sono state poste di fronte e quindi rispetto anche quelle che hanno prodotto la bocciatura della mia candidatura - spiega Grondacci nei primi due punti del suo elenco - e ritengo che la modalità con cui la bocciatura della mia candidatura è stata comunicata sia profondamente sbagliata. Non si annulla, anche se formalmente si ha ragione, la deliberazione di una assemblea con un post scriptum. Quella deliberazione meritava una ragionamento politico più articolato e rispettoso dentro il quale poi poteva anche starci la bocciatura".

Sul metodo ma anche sul merito, Grondacci attacca al punto 3 e 4: "Ritengo la regola, che ha bocciato la mia candidatura, politicamente fondata ma malissimo applicata e interpretata. Politicamente fondata perché 5stelle sono nate per cambiare anche il ceto politico di questo Paese quindi vanno bene i vincoli sul doppio mandato ma è inaccettabile che una persona, come nel caso mio, sia non candidabile per aver fatto 25 e 35 anni fa il consigliere per circa 6 anni in tutto e sia candidabile se invece in quei 25 anni avesse esercitato la carica di assessore magari facendo un bel po di danni alla sua città". E ancora: "Proprio per i motivi del punto precedente io voglio anticipare personalmente la modifica del regolamento perché se sei convinto di una scelta allora prima di tutto la devi applicare in prima persona. Quindi non accetterò incarichi di assessore nel caso in cui 5 stelle vincesse le prossime elezioni alla Spezia. Sarò disponibile a prestare la mia competenza ed esperienza al nuovo candidato e alla eventuale squadra come tecnico del diritto ambientale ma senza incarichi politici".

Poi sul piano più personale, tornando sul tema incandidabilità legata al passato: "Ritengo inaccettabili i toni usati nei miei confronti sul mio “professionismo politico”. Se non si conoscono le persone bisogna avere rispetto e informarsi prima e questo non c’entra un tubo con il rispetto delle regole ma con il rispetto della nostra umanità che è importante quanto e più delle regole che come è noto vanno e vengono come le nuvole". E nel punto sei esplica meglio come si è arrivati alla sua figura: "Quando ho accettato la proposta di candidatura propostami dal meetup di Spezia, circa un anno fa, mi è stato spiegato che i miei mandati precedenti non erano rilevanti perché avvenuti prima della nascita del movimento 5stelle. Questo mi è stato ripetuto sempre per un anno fino alla plenaria che ha votato la richiesta ufficiale di mia candidatura. Quindi io non mi sono candidato contro le regole del movimento. L’errore è stato di altri, di molti altri e non solo spezzini, e dovrebbe far riflettere un movimento politico che ha l’ambizione di candidarsi al governo delle città e della Nazione".

Esclude la possibilità di far parte della prossima sfida elettorale, fuori dal Movimento Cinque Stelle al quale nei punti finali del suo intervento fornisce alcuni consigli: "Non ho alcuna intenzione di aderire a liste civiche alternative a 5stelle alla Spezia. Non tanto e non solo per lealtà verso un Movimento che francamente ha dimostrato una buona dose di superficialità in questi mesi ma per rispetto verso me stesso e la mia coerenza. Avevo detto che mi sarei candidato solo dentro un progetto 5stelle aperto alla società civile e non ho intenzione di passare ad altri progetti. Ritengo che l’unità raggiunta da tutti i meetup spezzini sia un bene inestimabile e deve essere mantenuta anche dopo la fine della mia candidatura. È un bene inestimabile non solo per i penta stellati ma per tutta la politica spezzina perché dimostra che quando vuole la politica sa mettere al primo posto gli interessi generali dei cittadini che si vogliono rappresentare rispetto alle beghe personalistiche. Proprio perché ritengo l’unità raggiunta dei meetup spezzini un valore fondamentale vorrei che il nuovo candidato venisse scelto alla unanimità come sono stato scelto io. Non per avere editti “bulgari” ma per dimostrare che l’unità raggiunta è solida e non dipendeva solo dalla mia modesta persona".

La chiosa, cioè il punto dieci, è un messaggio a chi, dal resto della Regione, è intervenuto contro di lui: "Ho trovato veramente inaccettabile le interferenze di persone che non conoscono minimamente il territorio e la mia città sulla vicenda della mia candidatura. Non accetto lezioni di democrazia e di rispetto delle regole da savonesi o genovesi ne per i 5stelle ne per il resto degli spezzini che non votano 5stelle. Sappiamo da soli come governarci e sappiamo bene quali sono le regole da rispettare e le rispetteremo. Ognuno guardi in casa propria. Noi spezzini siamo fatti così, critichiamo il nostro territorio ma non amiamo che lo facciano altri da fuori. A molti può non piacere per me invece è uno dei tratti della spezzinità che più amo: critici e ironici verso noi stessi ma uniti nel difendere la identità della nostra città. Ho finito ed ora torno alle mie vertenze ambientali a fianco dei cittadini inquinati di qualsiasi colore politico, agnostici e anarchici compresi. Da questi ho imparato più cose che da tanti saccenti “rivoluzionari” da tastiera. Da questi cittadini soprattutto ho imparato il coraggio civico di metterci la faccia per difendere i loro diritti senza chiedere nulla in cambio se non vivere con dignità e in salute nei propri territori".

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