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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Febbraio - ore 22.40

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"Noi siamo per ambiente e salute, Peracchini lo sapeva quando ci ha chiesto sostegno"

La Lista Giulio Guerri attacca sindaco e maggioranza dopo la bocciatura dell'ordine del giorno del consigliere Baldino sull'inquinamento prodotto dalle navi.

Ferri cortissimi
"Noi siamo per ambiente e salute, Peracchini lo sapeva quando ci ha chiesto sostegno"

La Spezia - "Riteniamo assurda la decisione del sindaco di respingere le proposte avanzate dal nostro gruppo in Consiglio Comunale per il contrasto all'inquinamento prodotto dalle navi del trasporto marittimo e croceristico. Quando chiese il nostro sostegno in vista del ballottaggio, Peracchini ben sapeva di allearsi con una lista civica in prima linea nella tutela dell'ambiente e della salute ed eravamo rassicurati dal fatto che i nostri obiettivi programmatici erano diventati i suoi". Si apre così la nota del Coordinamento Lista Civica Per La Nostra Città con Giulio Guerri, che in consiglio comunale alla Spezia esprime appunto Giulio Guerri, presidente del consiglio comunale, e Massimo Baldino, consigliere.

"Registriamo invece - si legge ancora - che su tematiche strategiche sulle quali si gioca il futuro di una città migliore sul piano ambientale, oggi il sindaco vuole caratterizzarsi con posizioni in conflitto con le istanze portate avanti dal gruppo Per la Nostra Città, che sono le stesse di sempre. Dopo aver visto atteggiamenti inammissibili su temi come l'amianto, l'Enel (con l'inopinata uscita di chiedere all'azienda di rimanere con una centrale a gas) e il verde urbano, oggi il sindaco ci sorprende negativamente bocciando la mozione del consigliere Baldino che altro non chiedeva se non interventi di grande buon senso a fronte del fatto, ormai chiaro a tutti che il movimento e lo stazionamento delle grandi navi nelle acque antistanti alla città, va osservato come un fattore di grave inquinamento ambientale prima ancora che come un fenomeno di sviluppo economico. Un documento basato su solide e chiare premesse: il recente studio realizzato a Civitavecchia dal dipartimento di Epidemiologia del Lazio che ha dimostrato che "chi vive nei primi 500 metri dal porto ha incidenze di tumore al polmone superiori alla media del 31% e di malattie neurologiche del 51%"; i dati di Livorno dove sono stati misurati dei "livelli di inquinamento dell'aria durante la partenza e l'arrivo delle navi che superano le 90mila particelle per centimetro cubo di polveri ultrafini"; la situazione della nostra città, dove "quando le navi da crociera stazionano all'ormeggio, a poca distanza dalle abitazioni di viale Italia, e soffia vento da sud, nella centralina Arpal di via S. Cipriano si registrano picchi di monossido di azoto, e nel 2017, la stessa centralina ha registrato una media di biossido di azoto pari a 44 microgrammi per metro cubo, superiore alla soglia stabilita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità."
Nella mozione si richiamavano le prerogative e i poteri assegnati per legge al sindaco in materia di tutele e prevenzione sanitarie, il programma "CAFE - Clean Air of Europe" (ove si stima che dal 2020 le emissioni di anidride solforosa e ossidi di azoto causate dal trasporto marittimo supereranno le emissioni del totale delle fonti terrestri), la Direttiva UE 2012/33, il D. Lgs. 112/2014 per la sua attuazione e la Convenzione Marpol, che ha istituito le prime ECA (aree di controllo delle emissioni di ossidi di zolfo e particolato prodotte dalle navi); e sulla base di questi elementi ci si impegnava a richiedere al sindaco azioni per proteggere la salute pubblica e mettere l'Autorità Portuale nelle condizioni di fare altrettanto, con particolare attenzione ai quartieri adiacenti al porto e alle aree entro 500 metri dalle emissioni; a sollecitare Arpal affinché individui al più presto luoghi idonei per l'installazione di centraline moderne e adeguate a rilevare tutte le forme di inquinanti emesse dalle navi; a sollecitare gli armatori affinché in città approdino solo navi facenti uso di carburanti puliti e munite di sistema di abbattimento degli ossidi di azoto e a richiedere al governo di adoperarsi per l'immediata istituzione di una ECA nel Mar Mediterraneo.
Tutte misure utili a fronteggiare concretamente la criticità ambientale con la rapidità e l'incisività a oggi necessarie, laddove i tempi di intervento non possono uniformarsi a quelli molto lunghi e incerti della pur auspicata elettrificazione delle banchine che sulla carta la direttiva Ue ci ordina a partire dal 2025"

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