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Ultimo aggiornamento: Domenica 20 Settembre - ore 16.52

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"Mancano all'appello 8 milioni, ma non voglio aumentare le tasse"

Il sindaco ai taccuini di CDS: "A causa della crisi esplosa per il Covid-19 ci sono state meno entrate per il Comune. Avviati molti cantieri. La movida alla Morin? Magari ci riproviamo l'anno prossimo".

l'intervista
"Mancano all'appello 8 milioni, ma non voglio aumentare le tasse"

La Spezia - Un sindaco non si ferma mai: i giorni di lavoro e quelli del calendario coincidono. La città d'altronde si sveglia ogni giorno e le cose da amministrare sono tantissime, quasi infinite.
Qualche giorno di ferie, però, è necessario per tutti, anche per Pierluigi Peracchini, grande sostenitore della cultura del lavoro.
In una torrida mattinata di inizio agosto, a poche ore dalla partenza, il primo cittadino ha concesso un'intervista a tutto tondo a CDS.

Senza volerle guastare le ferie, quale sarà il primo impegno che sa già che dovrà affrontare appena ritornerà a Palazzo Civico?
"Ci sono veramente tante cose da fare, a cominciare dal far quadrare il bilancio, cosa non facile in questo 2020 colpito dalla pandemia. Molti cantieri sono partiti nelle ultime settimane e al mio ritorno ci saranno molte opere da seguire. Penso al Miglio blu, alla nuova caserma della Polizia municipale, al Parco delle mura, alle fognature, ai lavori a Cadimare. Poi partiranno gli interventi alla palazzina di Fossamastra, quello per realizzare l'area camper a Pagliari, quello per ricavare l'archivio comunale all'interno della ex Beghi e proseguiranno quelli per l'adeguamento sismico delle scuole, mentre nell'area ex Malco il via è previsto a novembre perché è prima necessario concludere la bonifica. A fine mese finiranno i lavori ai giardini".

Ha accennato alle problematiche legate al bilancio. Che tipologia di entrate sono venute meno?
"Abbiamo 8 milioni in meno di entrate tributarie ed extratributarie. Oltre a tasse come Imu e Irpef sono calati gli importi di voci come l'imposta di soggiorno. Con il Decreto Agosto forse ci sarà lo stanziamento di un miliardo per i Comuni e stimiamo che per il nostro ente questo si traduca in 1,5 milioni di euro, ma non sarà comunque sufficiente. Abbiamo tasse che sono tra le più basse d'Italia e pertanto non abbiamo margine di manovra. Non le voglio aumentare, visto che abbiamo un reddito medio che è il più basso del Nord Ovest. Preferisco tagliare le uscite dove possibile, come farebbe un buon padre di famiglia".

Coronavirus, agosto 2020. Lei pensa che il peggio sia alle spalle e che la proroga dello stato d'emergenza si un eccesso di preoccupazione o è il caso di rimanere molto attenti ad eventuali ricadute con il ritorno delle stagioni fredde?
"Bisogna sempre stare attenti nella vita. E' assurdo però che sia stato prorogato lo stato di emergenza: qua da due mesi non ci sono nuovi casi. Non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Con le autopsie sui pazienti deceduti si è visto che la maggior parte delle morti poteva essere evitato. Noi siamo stati bravi a gestire emergenza: abbiamo avuto un quarto dei casi dei territori limitrofi, liguri, toscani ed emiliani. Abbiamo scelto con la Protezione civile di non mandare a casa i positivi, ma di farli passare dalla foresteria del Falcomatà. Anche così abbiamo ridotto le possibilità di contagio. La gente è stata brava a rispettare le regole e ora continuare a perseguitarla mi sembra eccessivo. Sappiamo come curare chi si ammala e giocare con le paure non è giusto. Nel 2018 abbiamo avuto più morti di quest'anno e nessuno ha detto niente".

L'ospedale del Felettino, senza dimenticare il ricorso pendente di Pessina su cui si saprà qualcosa non prima di ottobre, è di nuovo all'anno zero. Perchè stavolta dovrebbe andare diversamente e perché la procedura scelta non suggerisce un tentativo di privatizzazione del nuovo nosocomio, in cambio di procedure più veloci?
"Andrà diversamente perché, se sarà confermata, ci saranno una giunta regionale e una giunta comunale che le cose le fanno. Anche Montalbano era fermo al palo prima che arrivassimo noi: oggi i lavori sono conclusi. E a livello regionale basti pensare al ponte San Giorgio. E diverso sarà anche l'iter. Non bisognerà più fare affidamento sui 26 milioni della ipotetica vendita del Sant'Andrea e Ire si occuperà della gestione di tutta l'operazione e della verifica del progetto, che c'è, è solo da verificare riguardo al rispetto delle nuove norme antisismiche introdotte. Anche i soldi ci sono. Vedremo quale sarà la gara individuata da Ire, e se davvero ci sarà un accordo con Cassa depositi e prestiti. Il percorso sarà certamente più chiaro. Comunque ricordo a tutti che se Pessina avesse voluto avrebbe potuto costruire l'ospedale, il progetto c'era ed era approvato".

Un'estate anomala, per tanti purtroppo catastrofica. Visti i chiari di luna nei paesi del Golfo e nei borghi delle Cinque Terre, mai come oggi la questione di fare sistema non è procrastinabile. Da che cosa ricominciare?
"Il problema è sempre la volontà. Dobbiamo capire se siamo autosufficienti o se abbiamo un destino comune. La città è centrale rispetto al territorio provinciale e ci siamo proposti come allenatori di una squadra in cui si è tutti uguali, per poterci proporre al mondo intero. Quando potremo andremo alle fiere e agli appuntamenti all'esterno. Per ora stiamo riprogrammando la prossima stagione. Ma ci vogliono le strutture ricettive, le imprese non devono in alcun modo fallire. Noi e la Regione per la promozione ci siamo, il governo faccia il suo nel sostenere gli imprenditori. Dobbiamo lavorare in squadra per superare le difficoltà: penso al caos delle ultime settimane nelle autostrade liguri. Pensare di fare tutti i lavori insieme è indice di masochismo da parte di chi governa".

Preoccupa l'escalation di episodi in cui alcuni giovanissimi si distinguono per vandalismi alla cosa pubblica. Qui i locali non c'entrano visto che accadono quando le saracinesche sono già chiuse da tempo. E più dell'Umbertino è il centro storico quello più colpito.
"Si tratta di un problema internazionale. La maleducazione se non è frenata porta a questi problemi. Io sono per la linea dura. Chi commette atti di questa tipologia, senza alcun motivo reale, va punito. Il problema tocca da vicino le famiglie, la scuola e le agenzie educative, che sono in grave crisi. Quando per divertirsi ci si fa male, ci si ubriaca bisogna risolvere un disagio. Da noi non era così sino a qualche anno fa, abbiamo copiato il peggio del mondo anglosassone. Vogliamo far divertire i nostri ragazzi, ma qualcuno deve ragionare sulle cause di questo fenomeno. Inoltre abbiamo un sistema di sicurezza che consente di identificare chiunque commetta un illecito. Nessuno l'ha fatta franca e ho potuto notare come i ragazzi facciano fatica a giustificarsi con i genitori e ad accettare di essere stati segnalati al Tribunale. Spero si torni a divertirsi con semplicità".

Il bando per lo spostamento della movida è stato un buco nell'acqua. Forse si è scelto di tentare la strada della Morin troppo tardi, lasciando ai locali oneri di spesa molto, troppo, alti.
"La Morin non è a disposizione del Comune. L'Autorità di sistema portuale e la Soprintendenza non avevano mai dato l'approvazione per attività di questo tipo. A fronte di problemi gravi in centro nel corso di una seduta del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica è stato proposto di diradare le persone per ridurre il rischio di episodi di mala movida. Al bando avevano aderito 14 operatori. Poi si sono fermati, non so perché, ma comunque meritano rispetto per la loro scelta. La volontà dell'amministrazione di aprire al divertimento spazi diversi dal centro storico è evidente con Pin. Magari l'anno prossimo ci riproveremo, mettendo a disposizione qualche risorsa. Dobbiamo far vivere sia la movida che i cittadini. Il problema è di ordine pubblico: migliaia di persone concentrate in poche vie e piazze, che bevono... è una condizione che aumenta il rischio di episodi spiacevoli. Stiamo facendo il possibile. Non dimentichiamo che abbiamo iniziato un percorso per arrivare al waterfront, un altra possibile alternativa al centro storico. Per il prossimo passo stiamo aspettando soltanto che Lsct ci dica la data di sgombero di Calata Paita. In Italia i tempi sono sempre lunghi ma Lsct ne ha preso un po' di più. Speriamo a settembre di arrivare a una svolta".

Tra poco più di un mese ci saranno le elezioni regionali. Al momento ci sono tre degli assessori della giunta candidati: i tre leghisti Gianmarco Medusei, Lorenzo Brogi e Giulia Giorgi. Ci sono molte probabilità che almeno uno, se non due di loro vengano eletti in consiglio regionale. Ha già pensato a come sostituirli nel caso? C'è un rimpasto in vista?
"Cerco ogni giorno di lavorare per la città, più che pensare a questioni di equilibri e schieramenti come questa. Prenderò atto del risultato delle urne e prenderemo i provvedimenti necessari quando sarà il momento. Apprezzo chi ama la città e si impegna per migliorarla, ma capisco anche chi vuole fare squadra dando il suo contributo dalla Regione. L'importante è che tutto sia fatto per tutelare gli interessi del nostro territorio, soprattutto in questo momento storico di forti cambiamenti".

F.L. - TH.D.L.

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