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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Novembre - ore 22.39

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"Ma quale partecipazione, un waterfront dettato dai poteri forti"

"Quei 28 milioni di fondi pubblici devono essere usati meglio", dicono da sinistra.

PUNTI dI VISTA
"Ma quale partecipazione, un waterfront dettato dai poteri forti"

La Spezia - "In attesa della discussione che si aprirà in città, almeno lo speriamo, a seguito della sdemanializzazione con relativo passaggio al Comune di una una ampia porzione di calata Paita e dell'improvvisa comparsa di un presunto progetto di waterfront confezionato nelle segrete stanze da Regione, Comune, Adsp, riteniamo necessario fare il punto sulla sostenibilità dell'attuale attività crocieristica e dei progetti futuri con la dovuta attenzione al livello di convivenza con la città ed alla salute dei cittadini.
Le idee, per la verità, sembrano dettate dai poteri forti del settore (operatori commerciali, società di navigazione ecc.), alla faccia della tanto sbandierata partecipazione ma decisioni di tale rilevanza non potranno certo sottrarsi al confronto nelle Istituzioni preposte, a cominciare dal Consiglio Comunale, e con i cittadini, visto che è del loro interesse e del loro futuro che si tratta, l'unico interesse che dovrebbe stare a cuore all'Amministrazione Comunale.
Ma interessa qualcosa all'Amministrazione di cosa ne pensano i cittadini ? Vedremo.
Ad oggi non sono stati messi in atto percorsi di consultazione nei quali venissero ascoltate idee e messe al vaglio della cittadinanza eventuali proposte.
E sì che la tanto temuta partecipazione, in passato, ha salvato la città da grattacieli, casermoni residenziali e paradisi commerciali che i cosiddetti “uomini del fare” ci avevano confezionato.
Il Presidente Toti ha promesso che non sarà Dubai, ma San Diego.
Come è stato certificato,incontrovertibilmente, nel corso di una recentissima iniziativa di Italia Nostra alla quale grandi assenti ingiustificati erano, guarda un po', Comune, Regione, Adsp e Asl, le rilevazioni di Arpal, in ordine all'inquinamento conseguente all'approdo contemporaneo di più navi da crociera, risulta ormai non più rimandabile una discussione aperta, seria, responsabile, laica, volta a trovare soluzioni che salvaguardino l'attività crocieristica garantendo, nel contempo, la salute dei cittadini.
Questo, naturalmente, se siamo persuasi che l'economia debba essere al servizio dei cittadini piuttosto che creare loro danno.
Tale discussione deve necessariamente riguardare anche l'eventualità di ulteriori interramenti del nostro mare, finalizzati alla realizzazione di un nuovo molo, riaprendo un confronto nel merito.
Le persone ragionevoli non possono accettare che il fatto che “sia già stato deciso” possa essere una ragione, anzi, la sola ragione per confermare una scelta dannosa, oltre che inutile.
E' dunque necessario confrontarsi, al più presto, nelle Istituzioni e con la cittadinanza per valutare se le ingenti risorse pubbliche previste per tale realizzazione, oltre 28 milioni di euro, possano essere meglio impiegate, invece, per finalità più urgenti per la comunità, dalla ormai immaginifica fascia di rispetto a quelle opere pubbliche che potrebbero essere realizzate, ad esempio, sul primo bacino, ad esclusivo beneficio dei cittadini, senza il condizionamento della ricerca del business per il privato.
Forse queste problematiche godrebbero della necessaria trasparenza se si ricostituisse quello strumento di partecipazione, il Tavolo Permanente per l'attuazione del PRP, così come la Regione Liguria l'aveva istituito con un ordine del giorno votato dal Consiglio Regionale contemporaneamente all'approvazione del Piano, strumento inopinatamente tacitato.
Bisognerebbe conoscere, inoltre, quale sarebbe l' utilizzo dell'ipotetico nuovo molo: se, oltre al molo Garibaldi allungato, servirà per il potenziale attracco contemporaneo di quattro navi da crociera. E a proposito della stazione crocieristica, visto che si parla di un project financing che prevederebbe una gara da 40 milioni di euro, appare doveroso conoscerne precisamente l'oggetto, le destinazioni d’uso previste all’interno della stazione, e se fosse prevista la presenza di edifici ad uso commerciale e/o residenziale.
“L'ipotesi di un albergo di lusso, un cinque stelle per una città che non ne ha neanche uno, è ancora in piedi. Ma non è l'unica. Incontriamo gli imprenditori per ascoltarli. Se c'è la possibilità di fare residenze ne parleremo, sennò penso anche a una rete commerciale di lusso...” è stato detto da un autorevole esponente del mondo imprenditoriale a commento del “patto di Castello San Giorgio”.
Si tenga conto, infine, che l'edificazione delle nuova stazione crocieristica sulla calata Paita richiederà un tempo certamente non inferiore a cinque anni mentre, se si optasse per il sito alternativo di calata Malaspina, si darebbe una risposta davvero tempestiva, con almeno tre anni di risparmio.
Sarebbe dunque l'ora che questa Amministrazione, che sembra estranea alle grandi questioni, facesse sapere finalmente ai cittadini che cosa pensa su temi, come questi, cruciali per il futuro della comunità, temi che non possono certo essere lasciati unicamente alle decisioni di Enti che non hanno, fra le proprie funzioni, quella di perseguire gli interessi generali ed il bene comune.
E dunque tornando a San Diego, cosa ci propinerà San Diego ?
Aumento delle volumetrie rispetto all'aggiornamento del Puc come deliberato della Giunta precedente in barba alla sbandierata diminuzione del cemento ?
Un nuovo molo con la realizzazione del famoso pennello e conseguente raddrizzamento del Molo Italia ed ulteriore tombamento del nostro martoriato mare?
Una bella rete commerciale di lusso, che si sommerà al prevedibile “centro commerciale” della stazione crocieristica - altrimenti che senso avrebbe parlare di un investimento di decine e decine di milioni di euro - tanto per confermare la proclamata determinazione di rilanciare il commercio cittadino ?
Si farà il trasferimento sul waterfront della scuola “Silvio Pellico” ? E la "Silvio Pellico" senza più studenti che destino avrà?
E il sogno di proseguire la passeggiata Morin e di garantire alla città un nuovo importante contatto con il mare dalla Capitaneria di Porto sino a Via San Cipriano, il sogno di liberare per gli spezzini l'accesso al loro mare ? Che fine farà ?
E si ritiene di poter fare attraccare quattro navi da crociera contemporaneamente ai moli a diretto contatto con la città magari “ammarando”, se servirà, l'ultimo tratto di Via Crispi, quello che va da Via 24 maggio verso il mare ?
Tutto, naturalmente, nell'interesse dei cittadini che, quando il semaforo segna rosso, potranno fare conoscenza diretta dei crocieristi che si alzano da letto.
E cosa dire dell'enormità dei tempi previsti per una realizzazione elefantiaca che alla fine non restituirà un bel niente alla città ?
Dato che il projet financing non è propriamente una procedura in forza della quale i privati spendono a favore del pubblico, forse sarebbe utile un ripensamento per ricercare, insieme alla cittadinanza, soluzioni diverse che tengano conto dei diversi interessi in campo, primo fra tutti quello degli spezzini.
Sdemanializzazione, per noi, non significa privatizzazione.
Ci sembra che i poteri forti, dopo aver ottenuto di far decadere la revisione del Puc dell'Amministrazione precedente - che prevedeva un waterfront più pubblico che privato, senza tombamenti di mare ed a basso impatto volumetrico e con funzioni discrete non concorrenti con il tessuto commerciale cittadino e immobiliare - persa Dubai, ci riprovino con San Diego.

Ecco le questioni che verranno poste al sindaco nell’interrogazione a risposta scritta che verrà depositata nei prossimi giorni dai consiglieri Liguori e Lombardi.

1 - A che punto sia il processo di elettrificazione delle banchine ?

2 - L'Amministrazione, nella sua visione dell'assetto portuale, condivide la realizzazione del nuovo molo crociere che costerà 28 milioni di euro pubblici e un nuovo interramento nel nostro Golfo ?

3 - L’Amministrazione è favorevole al raddrizzamento del Molo Italia ?

4 - L'Amministrazione è consapevole che l'edificazione delle nuova stazione crocieristica sulla calata Paita richiederà un tempo certamente non inferiore a cinque anni e quindi non darà quella risposta tempestiva, almeno tre anni di risparmio, che invece garantirebbe la scelta del sito alternativo di calata Malaspina?

5 - L'Amministrazione condividerebbe che, nel contesto della stazione crocieristica, si realizzassero strutture commerciali da grandi dimensioni ?

6 - L’Amministrazone condivide la realizzazione di interventi di edilizia residenziale da grande speculazione con un significativo incremento di volumetria rispetto al piano del waterfront fatto decadere ?

7 - L'Amministrazione darebbe il proprio assenso ad un progetto che, grazie al nuovo molo, prevedesse l'approdo contemporaneo di quattro navi da crociera senza l'elettrificazione dei moli ?

8 - L’Amministrazione è disposta a mettere in atto le attività politiche ed amministrative per riattivare i lavori del Tavolo Permanente?"


Emiliano Cerretti, Marcello Delfino, Andrea Licari, Luigi Liguori, Massimo Lombardi, Cristiano Ruggia.

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