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Ultimo aggiornamento: Sabato 27 Maggio - ore 19.26

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"Le dure lezioni del 2011 non hanno reso più sensibile la politica"

Il geologo Paolo Petri, consigliere Pd, ripropone una mozione mai discussa: "Non si tratta più di eventi eccezionali, chiarezza di idee e coinvolgimento degli esperti per mappare la città, proteggere le colline, gestire le precipitazioni".

`Le dure lezioni del 2011 non hanno reso più sensibile la politica`

La Spezia - "Ricordiamoci che le Cinque terre esistono grazie al lavoro degli uomini, si tratta di un paesaggio artificiale, costruito con sapienza dagli uomini che ne hanno esaltato le qualità ed oggi ne godiamo i frutti". Il monito arriva in un momento particolarmente adatto, vista la giornata di maltempo che si porta dietro gli ormai cronici timori post-alluvione 2011. E' è il consigliere comunale Paolo Petri a richiamare l'attenzione su quelle giornate che cinque anni fa misero in ginocchio lo Spezzino, la Lunigiana e una settimana più tardi anche Genova: "Il 25 ottobre caddero in sei ore 542 mm di pioggia colpendo la fascia costiera delle 5 Terre e l'entroterra lungo la direttrice Pignone-Rocchetta di Vara, Lunigiana. Poi i nubifragi su Bisagno, Ferregiano e Sturla, con punte superiori ai 500 mm in poche ore in diverse zone del Genovesato: ecco, dico che non si può dimenticare la lezione di questi tragici eventi che hanno comportato parecchie vittime oltre ai danni".
La politica non può e non deve dimenticare, una specie di mantra che Petri, geologo ed esperto di dissesto idrogeologico, ripete più volte nel suo appello: "Non si tratta più nemmeno di eventi eccezionali, ci vogliono chiarezza di idee e coinvolgimento del mondo tecnico e politico intorno ad una tematica estremamente complessa e complicata". Appena entrato in comunale, fu proprio Petri a proporre una mozione ad hoc che aveva lo scopo di porre all'attenzione delle forze politiche e della città un quadro organico sia sulle attività che l'amministrazione sta portando avanti a livello di costruzione del Puc sia a livello del "Piano programma sulla difesa dal Dissesto Idrogeologico" che l'assessore Mori ha presentato nel quadro dei finanziamenti legati dal Por-Fesr, ma soprattutto ha lo scopo di mantenere alta la tensione su una problematica che tende ad essere dimenticata. "Spiace constatare che a distanza di un tempo congruo - continua Petri - mentre si sia trovato il tempo di discutere di altre mozioni pur importanti, non ci sia stato il tempo per avviare una riflessione in commissione su un tema così delicato. In attesa che questo avvenga ritenendo che l'argomento non possa aspettare i tempi della politica e mi vedo costretto a riproporre nella sede del consiglio la mozione da calendarizzare al più presto".

Diverse e connesse le problematiche che affrontava nella mozione: "In estrema sintesi erano una richiesta di impegnare gli uffici comunali per avviare un approfondito controllo delle zone marginali collinari laddove finisce la città ed inizia la campagna, con verifica del sistema di smaltimento delle acque sopratutto in corrispondenza degli inizi delle tombinature, ricordando che oggi non abbiamo più a che fare solamente con acqua di pioggia ma una miscela di acqua, fango, detriti, piante ecc che rendono queste analisi molto più complesse". Nel testo sono elencate le azioni che aiuterebbero a far partire questo processo, cominciando con adeguati piani di taglio delle piante lungo i fossi e canali in quanto si potrebbe verificare un fenomeno di accelerazione dello smaltimento delle acque, proseguendo con la necessità di avviare piani di manutenzione idrogeologica dei bacini secondari, che coinvolgano i privati cittadini attraverso piani che pongano al centro la salvaguardia della persona umana, in questo senso valutare le opportunità che possono emergere dal Psr. E ancora: "Favorire anche attraverso eventuali incentivi - prosegue il documento redatto dal consigliere di Valdellora - la realizzazione di sistemi di smaltimento controllati delle acque di pioggia in particolar modo nelle fasce a monte delle zone urbane adottando criteri di invarianza idraulica, avviare una revisione dei capitolati di appalto sulle asfaltature delle strade favorendo il recupero dello smaltimento delle acque di pioggia da parte delle cunette laterali ed evitare che vengano coperte dal rinnovo delle asfaltature delle pavimentazioni stradali". Negli ultimi quattro punti, Petri pone l'attenzione sul bisogno di un controllo lungo le strade collinari per interrompere il ruscellamento selvaggio lungo le arterie e verificare la capacità di smaltimento delle cunette laterali, magari coinvolgendo l'istituto Tecnico per geometri Cardarelli, favorire azioni manutentive riferite alle caditoie ed alla pulizia delle zone tombate, sperimentare nuove tecniche che favoriscano l'infiltrazione delle acque e ne impediscano il ruscellamento superficiale, nel caso di realizzazione e/o di sistemazione di nuove strade nelle zone a monte. "Infine valutare l'opportunità di ripristinare nelle Normative di Piano, come peraltro è già stato iniziato con il regolamento sul verde urbano e sui piani di assestamento forestale delle aree comunali, una normativa sulla gestione delle zone extraurbane con specifico regolamento di polizia rurale".

Contributi tecnici secondo buon senso, e la necessità di non perdere altro tempo: "Il fatto che ripresento la mozione ha lo scopo di riproporre questa tematica che credo interessi la maggioranza dei cittadini ed anche perchè mi pare che la sensibilità su questi problemi non sia ancora sufficientemente sviluppata mentre deve assurgere, a mio parere, come uno dei problemi principali che ha il nostro territorio e che potrebbe, tra l'altro, offrire grandi spazi di lavoro. Nel momento nel quale stiamo evidenziando la bellezza del paesaggio che contorna la nostra Provincia, e che incide in maniera consistente sull'economia cittadina, non possiamo assolutamente dimenticare che questo paesaggio, in buona parte costruito dall'uomo, ha delle delicatezze incredibili e la necessità di un corretto uso del suolo prescinde dalle logiche di appartenenza politica o peggio da teorie legate alla conservazione del suolo lasciando che la natura faccia il suo corso, ma bisogna intervenire con strumenti appropriati giornalmente per la sua manutenzione. Lo stesso ragionamento si può fare per le Colline del Chianti, come per i Boschi di Castagno dell'entroterra della Val di Vara o dei prati pascolo della zona dei Casoni dove grazie all'azione dell'uomo in una lotta costante con la natura e le sue avversità riesce a trarre sostentamento ma anche ricchezza di qualità del territorio perchè la difesa del suolo è una azione giornaliera, che necessita di interventi non solo finanziari ma sopratutto di politiche attive sul territorio".

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