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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 23.06

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"La legge regionale sulle case popolari è figlia del buonsenso"

Il centrodestra ligure ha presentato la norma che richiede almeno 5 anni di residenza in Liguria per avere accesso all'edilizia pubblica. Attacco al Pd e a Paita: "In campagna elettorale dà sempre delle soddisfazioni".

`La legge regionale sulle case popolari è figlia del buonsenso`

La Spezia - Le politiche regionali del centrodestra irrompono nella campagna elettorale spezzina. Dopo l'aspro dibattito che si è consumato nel consiglio regionale di ieri, alla Mediateca regionale di Via Venezia, in serata, si è svolto un incontro sulla nuova legge ligure di assegnazione delle case popolari al quale hanno preso parte l'assessore regionale alla Pianificazione edilizia Marco Scajola, il collega con delega alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone, la consigliera regionale del Carroccio Stefania Pucciarelli, il candidato di Liguria Popolare Andrea Costa e il candidato sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini. Tutti al tavolo per difendere la nuova normativa e per replicare agli attacchi subiti da parte delle opposizioni, Pd in primis.

"Nella nostra città - ha esordito Peracchini - ci sono necessità sociali e economiche molto forti e un patrimonio pubblico importante. Bisogna dare delle risposte ai bisogni delle persone. Oggi il tema del Pd era che Peracchini toglierà la casa agli spezzini, ma la nuova legge dice altro, afferma che bisogna darla a chi ha diritto. Ed è sufficiente approfondire la questione per smentire le illazioni che ci sono piovute addosso".

A proseguire è stato Giampedrone, iniziando l'intervento con un attacco al centrosinistra spezzino. "Noi siamo quelli che stanno portando via a queste persone qualcosa che credono sia di loro proprietà. Oggi in consiglio abbiamo assistito a un ostracismo vergognoso. Ma la domanda vera è: cosa c'è di populista nel dare la precedenza per l'accesso agli alloggi popolari a chi vive nel nostro Paese da 10 anni? Niente, si tratta solamente di buonsenso. Se riconosciamo che c'è una classe di potenziali poveri che sono i figli dei nostri concittadini non c'è niente di male. Se qualcuno deve fare le cure in un altro Comune della Liguria e gli si dà possibilità di alloggiare in una casa popolare, cosa che prima era impossibile, cosa c'è di xenofobo? Mettiamo semplicemente davanti gli spezzini e gli italiani, e non lo facciamo per slogan. La Paita - ha proseguito - ha detto che noi siamo gli antagonisti dei liguri, perché da due anni vendiamo fumo. La ringrazio, in campagna elettorale mi dà sempre soddisfazioni immense. Ora sono davvero certo che andremo a vincere. Poi ci sono i Cinque stelle, quelli del no assoluto a tutto... beh, forse loro farebbero addirittura peggio di chi ha governato sin'ora".

La nuova legge regionale è un traguardo importante, secondo Pucciarelli. "Sono contenta del lavoro che abbiamo fatto insieme alle altre forze della coalizione. Non limitiamo la libera circolazione delle persone, come dicono le opposizioni, semplicemente faremo in modo che chi arriva in Italia e in Liguria si metterà in coda, dando la precedenza a chi ha contribuito con le tasse al bilancio della Regione e che ha quindi il diritto sacrosanto di ottenere prima degli altri una delle case di Arte. Per il Pd e il M5S vale più il resto del mondo degli italiani. Questo non è buonismo, è ipocrisia pura".

"L'unica vera discontinuità rispetto a chi ha governato sino a oggi è rappresentata da Peracchini", ha detto Costa in apertura del suo intervento. "L'ostruzionismo al quale abbiamo assistito oggi - ha continuato riportando la lente sulla nuova legge regionale relativa all'edilizia popolare - è dovuto al fatto che questa è una legge giusta. E a dieci giorni dalle elezioni potrà essere uno strumento in più per far capire agli elettori che ci sono visioni diverse da quelle portate avanti sino a ora. Vedremo se saranno necessari correttivi, ma non si parli di di retromarce o di arroganza: il nostro è semplicemente buonsenso. I genitori separati, i malati, gli ultra 65enni, le coppie giovani da oggi hanno diritti che prima non avevano. Inoltre inserire il criterio per cui per gli stranieri devono risiedere in Italia da almeno 10 anni e in Liguria da almeno 5 favorisce chi si integra davvero nel territorio. Per il centrosinistra, invece, è sempre andato bene fare al contrario, creando situazioni come l'Umbertino, un ghetto vero e proprio".

A chiudere la difesa della nuova normativa è stato Scajola, assessore che ha presentato la delibera in consiglio. "Con questa legge diamo risposte a chi le attendeva. Ci hanno vomitato addosso bugie, sapendo di mentire, per creare paura in settori che vivono già quotidianamente situazioni difficili. Non buttiamo fuori nessuno dalle case popolari, mettiamo criteri e ordine, ma il vero problema è che abbiamo rotto il giocattolo di usarle per scopi politici. Abbiamo interrotto il meccanismo con il quale venivano assegnate case in cambio di voti. Solamente se cambia l'Isee degli affittuari si perdono i diritti: forse c'è qualcuno che vuole avere lo stesso il privilegio dell'alloggio anche se ne può permette uno privato? E non abbiamo toccato le soglie Isee, chi dice il contrario è un bugiardo".
Quindi Scajola ha annunciato una serie di interventi di riqualificazione dell'edilizia popolare per i prossimi mesi. "A luglio metteremo in atto 3.500 interventi edilizi per le case popolari, con risorse provenienti da un bando europeo. Con un altro milione, ottenuto dalla vendita del campo da tennis di Santa Margherita, ammoderneremo altre per cento case, migliorando anche l'illuminazione pubblica e mettendo i videocitofoni, aspetti che sono molto importanti per gli anziani".
"Le assemblee indette da alcuni sindacati sul tema (il riferimento è all'incontro del 5 giugno organizzato dal Sunia - Ndr) sono una vergogna. Da oggi tutti i cittadini liguri sono uguali. Non abbiamo fatto retromarce, ma abbiamo avuto la capacità di modificare alcune pieghe della norma, come l'aspetto della sublocazione, per il quale riteniamo di non essere ancora pronti. Difendo invece la scelta della vendita degli alloggi di Arte abbandonati in zone di pregio: dovranno passare al vaglio della giunta regionale e le risorse potranno essere utilizzate per altri appartamenti. E infine, chi attacca il criterio dei dieci anni, ricordi che è un paletto previsto anche da una legge nazionale del 2008. E poi, che vadano in Germania e chiedano una casa popolare appena arrivati: si sentiranno rispondere un bel nein".

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